Centrale di spinta Snam: Seri dubbi sul Metodo di Monitoraggio dell’Aria e sui Dati

Due  centraline sono più che sufficienti. Sarebbe questa la risposta data alla richiesta di chiarimenti sull’esiguo numero di cabine per il monitoraggio dell’aria, da installare in luoghi diversi dal punto in cui sorgerà la centrale di spinta della Snam, una da piazzare nei pressi del cimitero di Sulmona e l’altra nel campo di calcio Mezzeti, siti messi a disposizione del Comune di Sulmona.

Per lo studio della qualità dell’aria nel sito in cui sorgerà la centrale di spinta Snam,  a Case Pente di Sulmona, il 25 febbraio a Bazzano si è tenuta l’istruttoria conclusiva della conferenza di Servizi. Il monitoraggiodovrebbe avere la durata di un anno prima della costruzione della centrale di compressione e di 2 anni dopo l’entrata in funzione dell’impianto. Alla Conferenza hanno preso parte i dirigenti dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale Abruzzo (Arta), dell’azienda sanitaria locale (Asl) e della Snam. Ad essa ha partecipato anche una rappresentanza dei Comitati cittadini che si battono da anni contro la realizzazione del progetto e dei medici per l’ambiente. Assente, invece, una rappresentanza del settore energia della Regione e dell’amministrazione sulmonese nel cui territorio ricade il tracciato Sulmona-Foligno della linea del metanodotto del progetto Rete adriatica che prevede appunto la costruzione dell’impianto di spinta del metano.

Nell’istruttoria, gli ambientalisti hanno sottolineato che i siti in cui installare le centraline si sarebbero dovuti individuare tenendo conto delle aree di maggiore concentrazione delle sostanze inquinanti  hanno rimarcato che le prescrizioni sulla Valutazione d’impatto ambientale (Via) impongono una rete di monitoraggio e non 2 centraline. Difficile sapere con certezza, a questo punto, in che misura cambierà l’aria che si respirerà in valle Peligna dopo la messa in funzione della centrale di compressione.

“Nel caso della Valle Peligna, che ha caratteristiche orografiche e meteo climatiche particolari, non esiste nessuno studio al riguardo e per rimediare, la Snam si avvarrà di modelli matematici partendo dai dati registrati da 2 stazioni climatologiche lontane da Sulmona, situate una nel Fucino e l’altra a Pescara – spiegano dal comitato di ambientalisti – Per poter determinare i punti di massima concentrazione degli inquinanti, dove si devono effettivamente collocare le centraline di misurazione della qualità dell’aria, è necessario comparare i dati che scaturiscono dal modello matematico previsionale con i dati effettivamente rappresentativi dell’area oggetto di studio; diversamente i risultati prodotti non sarebbero affidabili – per il comitato – Occorre, quindi, installare almeno una stazione meteo che misuri le componenti del clima della valle Peligna, in primo luogo le caratteristiche anemologiche, ovvero la velocità e direzione dei venti. La durata di acquisizione dei dati da parte della stazione meteo dovrebbe essere tale da produrre almeno un anno meteorologico tipo. Solo dopo sarà possibile individuare i punti in cui installare le centraline”.

Gli ambientalisti dubitano che con  il metodo che si sta seguendo si produrranno dati attendibili. Sulle conclusioni della conferenza di servizi, il comitato ambientalista chiede di conoscere il pensiero della sindaca di Sulmona, i Annamaria Casini, che è anche massima autorità sanitaria del  territorio interessato dall’intervento della Snam.