Carugno: ‘Avant Sulmona c’est moi pensa il Re Sole nostrano, ma non è così!’

Alle urne a maggio? A giugno? A luglio? No, al voto nel 2020 almeno questo è il volere di Fabio Pingue per il rinnovo delle cariche consiliari a Sulmona dov’è incerto ormai anche l’incerto.  

Fabio Pingue foto Maria Trozzi Report-age.com 2017
Fabio Pingue

Come, dopo tutto quello che è successo sembrava quasi che il consiglio si sciogliesse durante le Regionali. E invece all’orizzonte  una macchia scura, ecco, s’alza un polverone nel deserto. Stare fermi sino al 2020? No, così la città andrà in putrefazione. L’attesa non va a genio nemmeno ai maggiorenti del gruppo, quello diviso in centesimi, lo stesso che ha traghettato il ragazzo in consiglio comunale. Quello della lista civica Avanti Sulmona che purtroppo del Dna socialista ormai ha solo l’acido. Il resto si è perso per strada. Così il 29enne Fabio Pingue, agli sgoccioli di una campagna elettorale che per le regionali è povera di contenuti, costringe alle dimissioni l’assessore comunale Antonio Angelone. E quando sembra certo che il commissariamento bussi alla porta ancora tanta altra versatilità.

Nell’attenta analisi di Massimo Carugno, della segreteria nazionale del Psi, alcune chiavi di lettura: “Mi sembra di aver ben capito che qualcuno avrebbe l’idea di far cadere l’amministrazione comunale in primavera avanzata per evitare che si voti a maggio (per mancanza dei tempi tecnici), ma si voti nella primavera del 2020 arrivando a quella data con il commissario. Quindi Sulmona dovrebbe affrontare un anno cruciale, in cui tante sono le scelte ed i passaggi fondamentali, per la sua sopravvivenza e per il suo sviluppo, affidandosi ad un burocrate piuttosto che ad una rappresentanza politica. Le amministrazioni anche se sbagliate e criticabili devono arrivare a compimento. Sono anni che finiamo con i commissari e non è affatto un bel biglietto da visita. Il Psi è contro i commissariamenti lunghi o brevi che siano. Un Commissario non si prenderà mai la briga di andare a Roma in via Arenula per salvare il Tribunale. Non avrà la volontà di allacciare rapporti politici con la nuova Giunta Regionale per dare un assetto definitivo al presidio ospedaliero. Non prenderà contatti con le amministrazioni di Avezzano e Pescara per il rafforzamento del corridoio 5 lungo l’asse Roma-Avezzano-Sulmona-Pescara. (Dimenticavo però che l’autore di questa malsana idea è a favore della bretella ferroviaria)”. 

L’esponente della segreteria nazionale del Psi aggiunge. “Un Commissario non assumerà mai iniziative di collegamento con gli altri Comuni della Valle Peligna per sollecitare un coordinamento divenuto ormai indispensabile. Non andrà mai in cerca di investimenti produttivi così come non andrà mai a sollecitare, nei ministeri e negli assessorati regionali, gli investimenti necessari per l’incremento del comparto turistico in tema di infrastrutture, di valorizzazione del patrimonio artistico, di conservazione di quello urbano, di sostegno alle attività ricettive. Insomma sarà già troppo se un Commissario si occuperà di portare avanti in maniera stiracchiata e sonnacchiosa la macchina comunale. La percezione è che dietro questa proposta si nasconda ben altro. Forse non è proprio così convinto di firmare le dimissioni e far cadere la amministrazione, nonostante gli strombazzamenti e le pressanti richieste che le forze di opposizione gli chiedono e quindi ogni motivo è buono per il rinvio. Sul punto poi mi preme una riflessione. Avanti Sulmona fu una lista (una sorta di holding elettorale) alla quale parteciparono più componenti: Associazioni culturali, movimenti della società civile ed il Partito Socialista Italiano di cui sono autorevole ed ufficiale esponente. Capisco ed accetto la autonomia del consigliere comunale sulle scelte e decisioni legate alla quotidianità della vita amministrativa. Alcuni passaggi cruciali non possono essere presi a capoccia propria e senza consultare le componenti che hanno partecipato al successo della lista. Per la scelta dell’assessore, per le varie fibrillazioni lanciate e ritirate alla maggioranza in questo ultimo anno per le decisione di uscire dalla maggioranza e infine questa ultima balzaneria il Consigliere avrebbe dovuto convocare una riunione delle componenti e dibattere, discutere e decidere collegiamente scelte e strategie. Riunione che dal giorno della elezione, non si è mai fatta – conclude Massimo Carugno –  Avant Sulmona c’est moi pensa il Re Sole nostrano, ma non è così”.