Anche il Cai contro il progetto d’impianti sul Magnola. Slo: meglio investire sui servizi d’accoglienza ad Ovindoli

Anche il Cai (Club Alpino Italiano) si schiera dalla parte dell’Ambiente contro l’ennesima opera devastante progettata sull’ultimo versante intatto del monte Magnola ad Ovindoli (Aq), località citata a Porta a Porta (Rai 1) dal ministro dell’interno, Matteo Salvini, per gli ottimi risultati elettorali della Lega alle regionali abruzzesi.

“Sapremo mai fermarci o intendiamo fare tabula rasa di ogni singolo metro quadro della montagna abruzzese?” A chiederselo é l’associazione Salviamo l’Orso (Slo) che si schiera con il gruppo di associazioni, Cai, Lipu, Altura, Soa, Appennino Ecosistema, Naturalisti di Rosciolo ed Italia Nostra contro i nuovi impianti.

“Un’area del Parco regionale Sirente-Velino é destinata a diventare Riserva integrale dallo stesso Piano del parco che aspetta di essere approvato da più di 25 anni – sottolinea il coordinatore di Slo Stefano Orlandini – Il 29 gennaio la Commissione regionale per la Valutazione di incidenza ambientale (Ccr-Via), dopo aver ricevuto una lettera del ministero dell’Ambiente che chiede chiarimenti, ha rimandato ad una nuova seduta l’approvazione o il divieto del progetto di realizzazione di nuovi impianti da sci in località Campi della Magnola e valle delle Lenzuola, ultimi lembi intatti del monte Magnola nel territorio di Ovindoli e nel Parco Regionale Sirente-Velino”.

” Il tentativo di devastare ciò che resta di naturale nel Parco regionale continua nell’indifferenza della politica locale e anche di tanti cittadini abruzzesi – denuncia Slo – In un’area a massima densità di impianti da sci ( Campo Felice e il complesso Ovindoli-Monte Magnola ) non si sente alcun bisogno di un’ulteriore meccanizzazione della montagna in aree sottoposte non solo ai vincoli del parco, ma ancora più importante a quelli della Rete Natura 2000, la rete europea di territori protetti dalla Direttiva Habitat che se violati portererebbero all’apertura di una procedura d’infrazione comunitaria contro la regione e il nostro Paese con pesantissime sanzioni che pagheremmo noi cittadini e non i gestori dei nuovi impianti. Una settimana fa anche il Cai Abruzzo, gloriosa associazione di chi ama la montagna, ha ribadito la sua opposizione al progetto”.

“Progetti vecchi di decenni – spiega Orlandini – Periodicamente tirati fuori dai cassetti e riproposti come grandi novità mentre le grandi novità, quelle vere, passano senza che nessun politico locale se ne accorga. Stiamo perdendo un’occasione dietro l’altra, i finanziamenti per Natura 2000, gli investimenti in capitale naturale, azioni che potrebbero portare una boccata d’ossigeno ai territori ed ai comuni del nostro Appennino. Non saranno 3 o 4 impianti in più o addirittura il già preventivato sviluppo dell’area di costa Cerasa e costa della Tavola ( basta vedere il progetto presentato nel 2017) e nemmeno il sempre ipotizzato collegamento con Campo Felice a cambiare di molto il futuro economico di quest’area come stazione per gli sport invernali. Ovindoli e la Magnola sono già un’apprezzata meta per tanti sciatori e lo saranno fino a quando ci sarà neve. La loro profittabilità dipenderà dai fattori climatici, da quanti giorni sciabili i prossimi inverni potranno garantire, non da qualche nuovo impianto. Impianti tra l’altro finanziati da denaro pubblico perchè di privati che rischiano soldi in questo tipo di investimenti non se ne trovano più e questo vorrà pur dir qualcosa. Ovindoli e tutto l’altopiano godono di una florida economia turistica e gli impianti esistenti sono un pezzo del mosaico di un’ampia offerta turistica, insistono su una parte della montagna che ha già pagato un pesante tributo alla presenza dell’uomo ed alle sue attività, basta solo osservarla d’Estate, arida e spelacchiata nel suo reticolo di piste che la fanno sembrare una cava a cielo aperto, perchè dunque estendere questo scempio anche a ciò che resta ancora relativamente incontaminato? – conclude Slo – Perchè non investire il finanziamento pubblico nel miglioramento dei parcheggi e dei servizi degli impianti attuali per fare di Ovindoli un piccolo gioiello di accoglienza di qualità invece di assestare un colpo mortale agli ultimi ambienti naturali del monte Magnola che sono una risorsa per attività non impattanti come lo sci alpinismo ed il turismo escursionistico estivo?”.

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