Strade dissestate e Ciclisti inghiottiti dal buio: gilet e luci per individuarli. Appello a Forze dell’ordine e Istituzioni

Raiano (Aq). L’avvocato Gianluca Lanciano in una lettera indirizzata alle amministrazioni e agli organi di polizia segnala gravi problemi di sicurezza dei ciclisti su strada, in particolare sulla statale 17 per le buche  scolpite nell’asfalto da improbabili scalpellini che da Pratola Peligna a Sulmona accompagnano con su un percorso  traballante sino a viale della Repubblica. Al dissesto si aggiunge la poca illuminazione del tratto frequentato da migranti in bici che, spesso a tarda sera sulle 2 ruote e in molti casi contromano sprovvisti di luci o efficaci gilet catarifrangenti, rischiano la vita perché difficilmente individuabili mentre rientrano nelle strutture che li ospitano, anche a Pettorano sul Gizio (Aq).

Aggiornamento

La missiva del’avvocato, responsabile del sito Miolegale.itè  per chiedere d’intervenire proponendo di fornire agli ospiti delle strutture di accoglienza strumenti utili per essere individuati quando, in notturna, percorrono le strade in bici. La lettera è stata inviata alla Prefettura dell’Aquila, alla Regione, alla Provincia dell’Aquila al Comune di Sulmona, alla Compagnia Carabinieri di Sulmona e al Commissariato di Polizia di via Sallustio.

“Il principale problema sono le buche numerosissime e spesso molto profonde, disseminate lungo tutta la rete viaria regionale e che mettono a serio rischio l’incolumità personale degli utenti della strada, con rischio elevatissimo, in particolarr per i conducenti dei veicoli a 2 ruote: motocicli e, soprattutto, biciclette – segnala il legale – Quale appassionato ciclista, praticante di questo sport, oltre a dover segnalare le numerose strade chiuse al traffico da anni e che costituivano magnifici percorsi lungo i quali ero solito allenarmi ( via per Vittorito, Morronese, strada per passo San Leonardo, strada regionale 5 Subequana) devo evidenziare che anche tutto il resto della rete viaria, con particolare riferimento alla valle Peligna, é in condizioni pessime, per cui è davvero facile incappare in qualche buca, il che per un ciclista o un motociclista può essere addirittura fatale – aggiunge l’avvocato – Quale automobilista devo inoltre segnalare un’altra grave problematica, che ha sempre a che fare con i ciclisti, sebbene nella fattispecie l’uso della bicicletta non sia più ludico ma costituisce un mezzo di trasporto. Ebbene lungo la statale 17, anch’essa costellata di buche e crepe, in particolare nel tratto compreso tra Pratola Peligna e Sulmona, specie in orario serale si possono incontrare numerose persone di colore ( verosimilmente immigrati ospitati nelle strutture alberghiere di Sulmona) che, in sella alle loro biciclette, senza fari e senza supporti catarifrangenti, spesso avanzando contromano, si muovono da Pratola a Sulmona o comunque percorrono la ss17. Tale traffico di ciclisti che avviene in palese violazione delle norme del Codice della strada, costituisce un gravissimo pericolo per i migranti stessi e per gli automobilisti”.

Lanciano racconta la sua esperienza: ” Mi é capitato, sere fa, di evitare di investire 2 di queste persone giusto per qualche centimetro. Proprio mentre ero costretto a variare traiettoria per evitare una buca è apparsa contromano la sagoma di un paio di migranti in bicicletta che, probabilmente, facevano rientro all’ex hotel in cui sono ospitati. Allo stesso modo alcuni miei clienti e conoscenti mi hanno riferito di aver miracolosamente evitato lo scontro, avendo visto solo all’ultimo istante i ciclisti a bordo strada”. Per non dire quante centinaia di altre persone stanno i segnalando, anche a Report-age.com lo stesso problema e nonostante gli appelli, tutto tace.

Lanciano sottolinea che oltre ad essere in pericolo la vita dei migranti, che in un incidente con una vettura potrebbero avere la peggio, sono a rischio anche gli automobilisti tra questi persone che lavorano e affrontano il tratto su viale della Repubblica e la statale 17 al buio o di notte per i turni di lavoro in fabbrica. “Per quanto si possa prestare attenzione, guidando nel rispetto dei limiti di velocità, il pericolo che si verifichi un sinistro è elevato e, nell’evenienza, le conseguenze anche penali per l’automobilista sarebbero notevoli” anche in termini di oneri per il procedimento. “..avverto il dovere di porre all’attenzione delle istituzioni queste problematiche, in primo luogo in ragione del valore assoluto della vita umana, secondo, ritenendo paradossale il fatto che venga imposto agli utenti della strada il rispetto di tutta una serie di norme sulle sicurezza, con pesanti sanzioni in caso di violazione di dette norme, quando il maggior pericolo per la sicurezza deriva dalla strada stessa, la cui cura, manutenzione e vigilanza è affidata agli stessi enti che sanzionano l’automobilista”.

“Mi auguro quindi che vengano adottate a strettissimo giro le misure più idonee per assicurare standard minimi di sicurezza. E se a questa richiesta si potrebbe obiettare che non vi sono risorse sufficienti per il rifacimento del manto stradale, per molte centinaia di chilometri, di certo non si potrà obiettare che non vi sono risorse per acquistare qualche decina di gilet catarifrangenti utili a segnalare la presenza di persone in strada e altrettante luci per bici o per sottoporre a maggior controllo la strada in questione – conclude l’avvocato Lanciano – Dove poi gli immigrati ospiti delle locali strutture ricettive di Sulmona e circondario si rechino a tarda sera o da dove facciano ritorno è altra questione che pur meriterebbe di essere indagata”.

La Lettera