Metano: il consumo ancora in calo dà ragione agli ambientalisti.

Non serve intubare l’Italia, non servono altri gasdotti e opere impattanti, i dati del ministero parlano chiaro, i consumi interno lordi di gas naturale nel Paese del sole continuano a ridursi ancora nel 2018, con un -3,3% rispetto al 2017 e non perché  abbia fatto meno freddo dell’anno passato.

Per l’Abruzzo (consumo di gas naturale -36%  nel 2017) che i passati governi, soprattutto di centrosinistra, hanno relegato a ruolo di distretto minerario, mega opere che si spinge per realizzare sono infrastrutture interregionali e ampliamenti dell’esistente rete di metanodotti che trasformeranno la regione nel secondo quartier generale, dopo la romagnola Ravenna, dell’hub del gas italiana. In breve  l’Italia sta per essere ridotta a colonia delle multinazionali, ossia a snodo per la fornitura di metano all’Europa, bypassando Russia e Ucraina.

Tra i progetti in corso di autorizzazione la centrale di compressione del metano a Case Pente di Sulmona, dove sarà realizzato sempre per lo stesso devastante progetto, Rete adriatica, il tratto del metandotto Sulmona -Foligno. Amcora l’abruzzo sarà intubato per il passaggio del gasdotto Larino-Chieti e l’ampliamento del tracciato San Salvo-Biccari. Non potevano mancare nuovo centri di stoccaggio a San Martino sulla Marrucina, a San Benedetto del Tronto (al confine) e l’ampliamento stoccaggio a Treste. Sono fortunatamente saltati i progetti di strarre le risorse fossili dal lago fi Bomba, comune che resta purtrioppo nel mirino delle multinazionali. Stoccaggi, centrali e megagasdotti o ampliamenti degli esistenti sono opere inutili e dannose. I consumi ci danno ragione.