Salvati: Valorizzare Biodiversità e Pascoli montani mantenendo l’Ecosistema

“Valorizzare il patrimonio della biodiversità e dei pascoli e il mantenimento dell’ecosistema montano rappresenta un impegno primario per il nostro programma” così Roberta Salvati, candidata al consiglio regionale per Azione Politica con Marco Marsilio presidente, s’impegna nella valorizzazione e tutela delle attività degli allevamenti anche in montagna. Liquidare l’argomento in poche parole e trattarlo giusto il tempo di una campagna elettorale sminuisce la portata della questione che è di natura planetaria e interessa soprattutto il surriscaldamento globale.

In breve, Salvati dice: “Negli anni gli allevatori hanno subito una normativa sempre più restrittiva sia per quanto riguarda la regolamentazione del pascolo in montagna sia per la produzione derivante soprattutto dal latte – dichiara la candidata – Il nostro impegno sarà rivolto anche e soprattutto a chi lavora nella zootecnia mantenendo in vita un settore che rappresenta una punta di diamante del nostro Abruzzo”.

In primis se la candidata è preoccupata di mantenere in vita il settore zootecnico allora occorrerebbe partire da un’altra questione che è quella delle integrazioni europee per le quote (pascolo a terreni coltivati) che stanno danneggiando i piccoli allevatori, quelli che mantengono la tradizione legata alla qualità dei prodotti tipici locali. Nessun cenno la candidata fa ai fondi europei la cui gestione dovrebbe essere garantita dai controlli Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura). Sui pascoli assegnati negli anni passati c’è una grande ombra e le montagne abruzzesi anche per questo si stanno svuotando di pastori locali, specie a rischio d’estinzione.

La candidata di Azione politica vorrebbe valorizzare la biodiversità e al contempo i pascoli d’alta quota, mantenendo l’ecosistema e denunciando contestualmente una normativa stringente per il pascolo in montagna. Restiamo confusi da queste affermazioni anche perché la regolamentazione è a dir poco necessaria per il pascolo montano e andrebbe fatta rispettare in modo più stringente per valorizzare la biodiversità e per la tutela dell’Ambiente, dunque per la salute. Proprio la Fao ne spiega le ragioni.

L’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura suggerisce un maggior controllo dei pascoli in modo da non degradare le aree verdi per eccesso di sfruttamento. L’istituto promuove il miglioramento della dieta degli animali con l’obiettivo di ridurre la fermentazione enterica e le conseguenti emissioni di metano, l’incentivazione degli impianti di biogas per smaltire il letame, il miglioramento dei sistemi d’irrigazione e dei vincoli all’allevamento su larga scala soprattutto vicino alle aree urbane.

Perchè? Perché inquina più allevare mucche che guidare automobili. I numeri forniti dalla  Fao chiariscono che il settore dell’allevamento di bestiame (bovini, maiali, pecore, piccoli ruminanti e volatili) produce più gas serra rispetto al sistema mondiale dei trasporti (il 18% contro il 14%), inserendosi tra i principali responsabili del riscaldamento globale del pianeta. Per Henning Steinfeld, funzionario della Fao, l’allevamento costituisce un grande problema ambientale a cui va posto urgente rimedio per salvare atmosfera, terra e acqua.

Il settore dell’allevamento provvede alla sussistenza di un miliardo e 300 milioni di persone,  rappresenta il 40% dell’intera produzione agricola ed è in crescita vorticosa. Entro il 2050 gli attuali 229 milioni di tonnellate di carne prodotti annualmente diventeranno 465 e i 580 milioni di tonnellate di latte raddoppieranno a 1043 milioni per effetto della crescita globale del benessere e dell’aumento vorticoso dei consumi in Paesi come Cina, India e Brasile. Ciò comporterà un altissimo costo ambientale in termini di emissioni di Co2 (sul totale delle emissioni legate all’attività umana, il 9% viene dagli allevamenti), di metano proveniente dal sistema digestivo degli animali (il 37% sul totale prodotto dalle attività umane) e di ammoniaca, responsabile poi dell’acidificazione delle piogge (tra le fonti frareg.com).

Sarebbe opportuno approfondire gli argomenti prima di tirarli in ballo in una campagna elettorale che a contenuti langue.

mariatrozzi77@gmail.com

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