Tentato incendio all’auto di un dirigente del Cogesa

Sulmona (Aq). La Ford focus bianca che stava per andare a fuoco ieri, prima della mezzanotte, in una stradina fuori mano, via Torre contrada Santa Maria Frascati, del comune di Introdacqua, è intestata al dirigente generale del Cogesa, la società per azioni che si occupa del servizio di smaltimento e trasporto dei rifiuti solidi urbani per una sessantina di comuni della valle Peligna, del Subequano e dell’Alto Sangro.

Sarebbe stato spruzzato del liquido infiammabile sull’auto, forse spirito dicono, sulla parte posteriore del mezzo lato serbatoio sembra, le fiamme sono state subito spente e l’auto è rimasta danneggiata ad una ruota.

L’episodio segue quello dell’incendio ai 5 mezzi (3 in affitto e 2 della società) a Noce Mattei, nella sede dell’ex consorzio, oggi società per azioni a partecipazione pubblica. Rogo appiccato in piena notte a pochi metri dal muretto che separa il parco mezzi dall’impianto di Trattamento meccanico biologico (Tmb), quest’ultimo vigilato da un guardiano, incendio sviluppato nella tarda notte del 24 novembre. Ad agosto esce un bando della società per 7 milioni di euro per fornire all’ex consorzio mezzi in leasing.

Prima di metà dicembre prende fuoco il Tmb di Malagrotta, l’impianto di Roma viene chiuso e la capitale é davvero nei guai. La sindaca Virginia Raggi chiede di nuovo aiuto all’Abruzzo per lo smaltimento dei rifiuti, oltre 70 mila tonnellate. Se l’inceneritore non fosse bruciato, in base alle dichiarazioni dell’amministrazione capitolina, non ci sarebbe stato bisogno degli impianti fuori regione (Lazio). Il Cogesa non risponde alla richiesta, già da ottobre – alla domanda del Consigliere comunale di opposizione Mauro Tirabassi – l’assessore Stefano Mariani riferisce che la spa ha altri impegni e non parteciperà ad eventuali altre incameramenti di pattume romano se si protrarrà l’emergenza (assessore sulmonese Stefano Mariani, alla domanda di attualità – sull’arrivo di altre immondizie romane a Sulmona per l’anno nuovo – del consigliere di opposizione Mauro Tirabassi, ha risposto che il Cogesa avrebbero altre commesse per il 2019). Il 31 dicembre scadono incontratti di alcuninlavoratori che rischiano di non poter partecipare al concorso per le nuove assunzione nwcessarie per garantire i servizi sui rifiuti. La tensione é alta con la Cgil in prima linea per i lavoratori in bilico. L’ultimo comunicato é del 29 gennaio con il sindacato che descrive l’incontro avvenuto del 25 gennaio nella sede della società.

Alla Regione spetta l’ultima parola e il sottosegretario regionale con delega all’ambiente, Mario Mazzocca opta per un aiuto che interessa solo il trattamento dei rifiuti poi dunque da rinviare. Quando la capitale torna a chiedere aiuto, il Cogesa si tira indietro e la palla passa agli altri 2 impianti abruzzesi di Aielli (Aq) e di Chieti, che procedono dunque solo al trattamento; una quota parte delle somme corrisposte per questo servizio sarà attribuita anche ai comuni che ospitano gli impianti per investimenti di recupero ambientale, è la prima volta che accade in Abruzzo.

Dei problemi per i dipendenti impiegati a tempo determinato si è occupata di nuovo con una nota del 29 gennaio la Cgil, dopo la riunione del 25 gennaio con l’azienda. Questioni riguardanti i contratti di lavoro scaduti il 31 dicembre o altri che stanno per scadere con la necessità di mettere a concorso i posti di lavoro disponibili. A nome dei lavoratori si chiede l’immediata revoca degli ultimi avvisi di selezione e di procedere, contestualmente, alla trasformazione dei contratti dei lavoratori interessati da tempo determinato a contratto a tempo indeterminato, all’incontro del 25 gennaio non sembra proprio aver partecipato il presidente del Cogesa Vincenzo Margiotta. 

Ieri notte, il fatto che l’ingegnere e la moglie fossero ancora svegli ha evitato il peggio, così spiega l’ingegnere Stefano Margani in un post su Facebook: “Mia moglie mi ha subito chiamato dicendomi di aver visto dalla finestra delle fiamme . Sono subito corso fuori e con dei secchi d’acqua ho provato a spegnere le fiamme che si stavano propagando sull’auto. Nel frattempo, lei aveva avvertito vigili del fuoco e carabinieri”.
Il rogo fortunatamente è stato spento in pochi minuti e l’auto ha riportato dei danni solo ad uno pneumatico -aggiunge l’ingegnere – Io non ho mai ricevuto minacce o avvisaglie di nessun genere per questo resto scioccato di fronte ad un episodio che è stato messo in atto non in piena notte, ma mentre stavamo facendo addormentare i bambini e con le luci di casa accese e dunque ben visibili dall’esterno. Non riesco davvero a spiegarmi una cosa del genere e non nego che ci sia una certa preoccupazione”.
Sul caso stanno indagando i Carabinieri di Sulmona, che non ricordano episodi simili almeno di recente ad Introdacqua.
Vista la gravità del gesto, l’amministratore unico di Cogesa spa Vincenzo Margiotta esprime solidarietà e vicinanza al coordinatore generale e alla sua famiglia: “Siamo molto vicini a Stefano in questo momento e ai suoi cari – interviene – una cosa del genere ci lascia basiti, ma non inermi, per questo la condanna all’episodio deve essere forte e chiara. Vicinanza e condanna sono due effetti della stessa medaglia in questo caso, che mi sento di esprimere a nome di tutta la famiglia Cogesa e per conto di tutti i dipendenti, nessuno escluso”.
Poco più di due mesi fa, il 24 novembre scorso, cinque mezzi Cogesa erano stati dati alle fiamme in un deposito aziendale, tre dei quali distrutti completamente”.

Non manca la solidarietà del Comune di Sulmona, espressa nel tardo pomeriggio di oggi dal vice sindaco Nicola Angelucci e subito ripresa dal canale on line rete5.

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