Altri 10 giorni ai cacciatori, saldi di fine legislatura

La Regione Abruzzo non si smentisce e con i saldi di fine legislatura regala altri 10 giorni ai cacciatori per andare in giro a sparare al colombaccio, prolungando il periodo di caccia alla specie – già molto lungo – fino al 10 febbraio.

“Il solito atteggiamento prono al volere dei cacciatori peraltro ammantato di quella furbizia terra-terra che spinge l’assessorato dei cacciatori (in Abruzzo dovrebbe essere questa la giusta denominazione) a modificare il calendario venatorio pochi giorni prima della scadenza fissata, così da impedire qualsiasi nostro ricorso alla magistratura amministrativa che puntualmente sanziona le politiche filovenatorie e contra legem della Regione – spiegano dal Wwf – La fauna, invece di essere patrimonio indisponibile di tutti, continua ad essere ostaggio dei cacciatori, già responsabili della reintroduzione dei cinghiali e quindi di tutti i danni che ne derivano e dei politici che gli vanno dietro alla ricerca di qualche voto”. Non basta e aggiungono dall’associazione ambirntalista: ” L’atteggiamento filo cacciatori della Regione si misura anche con un altro recentissimo provvedimento. È stata da pochi giorni approvata una delibera di giunta che revoca le Zone di ripopolamento e cattura (Zrc) in provincia di Chieti- denuncia il Wwf – Questo per rendere tali zone libere all’attività venatoria e consentire la caccia di selezione al fine di limitare la presenza dei cinghiali che nel territorio teatino stanno creando particolari problemi. Tutto questo a dispetto di 3 dati di fatto importanti;

  1. La Regione continua a far finta di non accorgersi che le scelte sin qui attuate di contenimento dei danni attraverso la caccia sono fallimentari: si spara ai cinghiali oramai praticamente tutto l’anno e i danni non sono in alcun modo diminuiti.

  2. Anche la scienza, con uno studio condotto in tutta Europa, ha evidenziato che la caccia nei fatti aumenta i problemi: i branchi destrutturati sono fonte di maggiori danni mentre l’eliminazione delle femmine adulte provoca una anticipata fertilità delle giovani con aumento numerico degli individui presenti nel territorio.

  3. Il problema è stato creato dai cacciatori con l’introduzione di cinghiali a scopo venatorio. Sperare che lo risolvano proprio coloro che hanno voluto il soprannumero e che hanno tutto l’interesse ad avere sempre a disposizione animali da uccidere è francamente nella migliore delle ipotesi un atteggiamento di una ingenuità sconcertante”.