Gomme tagliate all’auto della presidente del Centro Antiviolenza aquilano: “Non mi intimidiscono”

L’Aquila. Auto con tutte le gomme a terra, tagliate o forse bucate con un punteruolo, il mezzo preso di mira é di proprietà dell’avvocata Simona Giannangeli, presidente dell’associazione Donatella Tellini Centro Antiviolenza dell’Aquila. É accaduto stamane nei pressi del tribunale e non si e senza escludere che il fatto possa essere legato a qualche caso affidato .

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É un uomo, ne è convinta l’avvocata che ha diversi casi da curare e difende donne vittime di violenza e persecuzioni. Il veicolo della Giannangeli era parcheggiato nel piazzale esterno a palazzo di Giustizia, spiega: “Non è il primo episodio del genere” tipico atteggiamento da stalker che magari conosce i tempi di lavoro del legale socialmente impegnato.

“Già il 9 gennaio, sempre all’esterno del palazzo di Giustizia ho rinvenuto una gomma a terra e, ad una verifica, si è stabilito che era stata spezzata la valvola – dichiara Giannangeli – Questi atti vergognosi rafforzano ulteriormente il mio convincimento della necessità di lottare, fuori e dentro le aule di giustizia, contro ogni forma di violenza maschile contro le donne. Questi gesti non mi intimidiscono né mi faranno arretrare di un passo. A chi mi chiederà come faccio ad essere certa che il responsabile sia un uomo, dirò che lo so e basta”.

“Esprimo a nome di tutta Rifondazione Comunista la massima solidarietà all’avvocata Simona Giannangeli, presidenta dell’associazione Donatella Tellini, Centro Antiviolenza dell’Aquila” così dichiars Maurizio Acerbo, della segreteria nazionale Rifondazione Comunista sulle intimidazioni all’avvocata aquilana. “Conosco Simona da tanti anni e so con quale rigore porta avanti il suo impegno sul piano sociale, civile e professionale – continua Acerbo – Chi ha tagliato le gomme a Simona evidentemente è infastidito dalla determinazione nel difendere i diritti delle donne e più in generale di chi subisce violenze e ingiustizie. Simona è una compagna femminista che non si lascia certo intimidire da qualche vigliacco. Penso che l’intera comunità aquilana e abruzzese debba esserle vicina – conclude Acerbo – Auspico che magistratura e forze dell’ordine individuino i soggetti che la minacciano”.

A febbraio 2013 sul parabrezza dell’auto di Giannangeli venne lasciato un biglietto con pesanti minacce. Era stata appena pronunciata la sentenza sul militare in servizio per il progetto Strade sicure che ridusse in fin di vita una giovane all’uscita da una discoteca. Con il legale Simona Giannangeli il Centro Anti Violenza dell’Aquila si era costituito parte civile nel processo.

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