Lettera #Nohub dei gas ai candidati presidenti per un confronto a Sulmona

Una lettera dei No hub del gas Abruzzo è stata inviata ai candidati alla carica di presidente della Regione per chiedere posizioni e impegni in riferimento a progetti come metanodotti, vecchi e nuovi, siti di stoccaggio, centrale di compressione.

Aggiornamento

Nella missiva si chiede, contestualmente, un incontro con i candidati, da tenere proprio nella città dei confetti dove la Snam intende realizzare l’impianto di spinta del gas naturale che dopo il tratto Brindisi Sulmona (aggancio al Trans adriatic pipeline, Tap), dalla valle Peligna spingerà il gas azero a Nord per rivenderlo con profitto ai Paesi dell’Europa senza alcun beneficio per le comunità della dorsale appenninica, area a massimo rischio sismico e in parte in dissesto idrogeologico  in cui il progetto Rete adriatica sarà realizzato.

No Snam Wwf foto Maria Trozzi Report-age.com 2018
Manifestazione Nohub del gas del 21.4.2018 Foto Maria Trozzi © Report-age.com

Lettera. “Il 10 febbraio i cittadini abruzzesi sono chiamati alle urne per eleggere il nuovo Consiglio e il nuovo Governatore regionale. Come cittadini siamo consapevoli della grande responsabilità che tutti abbiamo, Istituzioni in primis, di dover custodire il pianeta e, nel nostro ambito, il grande patrimonio naturalistico della Regione difendendo strenuamente elementi vitali quali l’acqua, l’aria, l’ambiente. La messa in sicurezza del territorio, rispetto al rischio sismico e a quello idrogeologico, la forte opposizione e determinazione nel respingere opere altamente impattanti, inutili ed imposte, deve essere considerata una priorità nelle scelte politiche del prossimo Governo regionale. L’allarme degli scienziati sui cambiamenti climatici, sebbene il riscaldamento globale sia già in atto con tutte le sue pesanti conseguenze, indica che le emissioni vanno ridotte subito, altrimenti fra pochi anni avremo già superato la soglia di sicurezza. Il sistema di approvvigionamento energetico deve cambiare rotta: incrementare le fonti rinnovabili, abbandonare i combustibili fossili responsabili dei cambiamenti climatici e con esse tutte quelle opere quali gasdotti, impianti di compressione, stoccaggi, ricerche di idrocarburi in mare e in terra che mettono a rischio la sopravvivenza del pianeta. Diverse sono le opere che riguardano le infrastrutture energetiche aperte nella nostra Regione: tra queste, stoccaggi di gas, il metanodotto Larino-Chieti, il megagasdotto Rete Adriatica della Snam di 687 Km. con il metanodotto Sulmona-Foligno (uno dei 5 tratti in cui il progetto è stato frazionato) ancora non autorizzato e la centrale di compressione e spinta da ubicarsi a Sulmona autorizzata con decreto del 7 marzo 2018.

Tali opere – che dovrebbero essere realizzate in aree quali quelle  dell’Appennino, che sono tra le più altamente sismiche dell’Italia – non solo si traducono in una distruzione del patrimonio ambientale e nell’esposizione ad elevati rischi per la salute e l’incolumità delle persone, ma per di più esse non servono ai cittadini italiani. Il loro scopo è prettamente commerciale: i maggiori quantitativi di gas da importare sono destinati alla rivendita ad altri Paesi europei. Le attuali infrastrutture di importazione di gas (metanodotti e rigassificatori) soddisfano abbondantemente le necessità dell’Italia i cui consumi sono da anni in calo. Ai candidati alla Presidenza della Regione Abruzzo chiediamo un impegno chiaro e netto su queste tematiche e, nello specifico, sulle infrastrutture energetiche, approvate e/o in via di autorizzazione, quali gasdotti e centrale di compressione di Sulmona. Chiediamo, pertanto:

-di mantenere ferma la contrarietà a tali opere astenendosi dall’adottare o fare proprio qualsiasi atto che sia in contrasto con quanto già adottato, al riguardo, dal precedente Consiglio Regionale; 

-di mantenere ferma la negazione dell’intesa per quanto concerne il metanodotto Sulmona-Foligno; 

-di effettuare la Vas (Valutazione ambientale strategica) per il metanodotto Larino-Chieti; 

-di intraprendere ogni iniziativa per esercitare pienamente il proprio ruolo di opposizione a tutte quelle opere che mirano a trasformare la nostra Regione in un distretto minerario; 

-di chiedere al Ministero dell’Ambiente la riapertura della Via (Valutazione di impatto ambientale) dell’opera “Rete Adriatica”  – metanodotto e centrale – perché l’iter seguito presenta macroscopici vizi procedurali quali il frazionamento dell’intero progetto in cinque tronconi; la mancanza della necessaria Vas); lo sdoppiamento delle procedure nel 2011 (una per la centrale e una per il metanodotto),  elementi che sono anche oggetto di ricorso al Tar; 

La riapertura della procedura Via si rende necessaria in quanto il decreto risale ad otto anni fa (7/03/2011) e non tiene pertanto conto degli eventi sismici degli ultimi anni che hanno modificato sensibilmente le aree interessate dal percorso del metanodotto; 

-di chiedere una valutazione costi-benefici dell’opera considerando, tra i costi, non solo quelli strettamente economici, ma anche quelli che incidono sull’ambiente, sulla salute e sull’economia locale. 

Al fine di approfondire tali tematiche, invitiamo i singoli candidati alla Presidenza della Regione Abruzzo ad un incontro da effettuarsi a Sulmona dove i cittadini sono in lotta da undici anni e dove il 21 aprile dello scorso anno, si è svolta una imponente manifestazione con migliaia di partecipanti contro tali opere che hanno l’obiettivo di fare dell’Abruzzo e dell’Italia l’Hub del gas”.