Dalla Rete di Monitoraggio a 2 centraline del Comune: stiamo scherzando?

Il comitato ambientalista locale scrive, nero su bianco, che il monitoraggio che si vuole allestire per la centrale non avrebbe adeguati presupposti tecnici anche perché, dal ministero dell’ambiente è disposto che debba essere installata, sull’area interessata dall’impianto e anche oltre, una rete di monitoraggio e non 2 semplici centraline. Difformemente da quanto indicato dal ministero così è stato deciso, nella recente conferenza di Servizi, per monitorare la qualità dell’aria sull’area della centrale di spinta della Snam, da costruire a Case Pente, per il metanodotto che porterà il gas naturale in Europa, senza alcun beneficio per le località che sono costrette ad accoglierlo sulle loro terre.

Aggiornamento

Le 2 centraline di rilevamento sarebbero da collocare pressi del cimitero e del campo sportivo della Potenza. Medici e componenti del comitato ambientalista sulmonese, invitati alla conferenza, hanno più volte chiesto di conoscere i criteri della scelta del numero e della localizzazione delle centraline. A queste domande, i dirigenti edll’agenzia regionale per la tutela ambientale (Arta) non avrebbero dato risposte del tutto insoddisfacenti. “Abbiamo sottolineato che la valle Peligna ha caratteri meteo-climatici particolari essendo una conca chiusa circondata da montagne – alte quasi 2 mila metri – con una forte presenza del fenomeno dell’inversione termica- spiegano dai Comitati cittadini per l’ambiente – Ne consegue che, prima di decidere quante centraline e dove collocarle bisogna acquisire necessariamente i dati relativi alle specifiche condizioni climatiche della Valle Peligna relativamente a parametri quali pressione, umidità, soleggiamento, precipitazioni, nuvolosità, velocità e direzione del vento e livelli di turbolenza. Tali dati, nella nostra Valle, non sono mai stati rilevati: così si farebbe riferimento ai dati di stazioni metereologiche posizionate in località distanti dalla valle Peligna (Amiternum e Pescara) che hanno condizioni diverse dalle nostre. Per rimediare a questa palese incongruenza, i dirigenti Arta hanno ipotizzato l’installazione di una stazione meteorologica  nella valle Peligna che dovrebbe, peraltro, essere affiancata e funzionare in contemporanea con una sola delle due  centraline di monitoraggio previste. Ma questa soluzione non appare idonea a risolvere il problema, perché per definire i caratteri climatici di un luogo, occorre un lungo periodo di osservazione (l’Organizzazione meteorologica Mondiale richiede un periodo di almeno trent’anni). Più ampio è questo periodo più i dati raccolti saranno statisticamente significativi. Solo dopo sarà corretto procedere ad individuare il numero e la  localizzazione delle centraline per monitorare la qualità dell’aria della valle Peligna. La tutela di un bene prezioso qual è la salute dei cittadini richiede che si proceda sulla base di dati scientifici che siano pienamente affidabili”.

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Centrale e metanodotto Snam. Individuati i luoghi per le centraline qualità aria