Nemici dell’Eremo: Vandali, Divisioni e Maltempo. Canna Fumaria a Terra

Tra le macerie dello chalet, in uno dei luoghi più suggestivi di monte Morrone (Parco Maiella), anche la canna fumaria della struttura ormai completamente a pezzi, finita a terra dopo la recente ondata di maltempo. Nel primo pomeriggio di oggi l’area del punto di ristoro, a metà strada tra la moderna civiltà e l’eremo di Celestino V, oasi di Pace, si presenta ai nostri occhi in tutta la sua fragilità. É un peccato avere una risorsa del genere e non saperla valorizzare come merita, la struttura è chiusa da 9 anni.

Aggiornament 1 e 2

Copertina Maria Trozzi

Purtroppo le guerre non giovano a  nessuno  men che meno al rilancio economico e turistico del comprensorio e grida vendetta lo stato pietoso in cui versa lo chalet non più emblema dello spirito cristiano, ma del disfacimento della nostra comunità. S’infarciscono i discorsi elettorali di sviluppo turistico senza avere una giusta dimensione del tempo e delle cose, mancano totalmente le basi, le premesse per realizzare un sogno che è diventato oramai un incubo su monte Morrone.

La porta di ingresso alla struttura è sfondata, a chiudere l’ingresso ai locali c’è una catena con un lucchetto. All’ennesimo gesto vandalico si aggiungono le ingiurie del tempo e del maltempo. L’ultima nevicata lascia sul ciglio della strada una canna fumaria, è quella dello chalet di Sant’Onofrio con il tetto a pezzi e le tegole che sbriciolano o cadono dall’alto con la neve che si scioglie . Occorreranno risorse economiche sempre più consistenti per riparare i danni. Se non si ritrova un tantino di umiltà, se non si ricompone un pizzico di Comunità si rischia l’estinzione del valore aggiunto di questo territorio che garantisce la premessa di un florido futuro per tutta la valle. Siamo talmente impoveriti dentro da essere offuscati, da non capire che rimettere in moto attività come quelle proponibili nello chalet sarebbe un vantaggio per tutti.

mariatrozzi77@gmail.com

 

Storico. Sono 60 m² di proprietà comunale (Sulmona) su un terreno demaniale per lo chalet di Sant’Onofrio chiuso con ordinanza sindacale il 05.02.2010 per il pericolo di caduta massi sul percorso che porta alla struttura, 3 mesi dopo, il 21.05.2010 viene interdetta l’intera area, incluso il sito del tempio di Ercole Curino. L’associazione Celestiniana si oppone al provvedimento, nel 2011, con una diffida al Comune di Sulmona. L’esecutivo di palazzo San Francesco appena dopo conferma l’affidamento del punto di ristoro all’associazione, ma in consiglio comunale la situazione viene ribaltata dall’opposizione consiliare, l’affidamento bloccato con un’eccezione sugli usi civici.

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