Sanità, Tribunale e Ambiente al centro con Di Rienzo e Di Benedetto candidati con Legnini

Tra i candidati peligni a sostegno di Giovanni Lenigni presidente, ieri mattina, Antonio Di Rienzo, capogruppo consiliare del Partito democratico e medico anestesista dell’ospedale di Sulmona, ha ufficializzato la sua candidatura con quella dell’avvocato Valentina Di Benedetto dando ulteriore prova di coerenza e affidabilità nella coalizione di centrosinistra.

Valentina Di Benedetto

Voglia di riportare il Centro Abruzzo in Regione con grande attenzione per le problematiche delle aree interne. Di Rienzo e Di Benedetto sono in prima linea per le vertenze sulla sanità e l’ospedale di Sulmona, per la difesa del diritto alla salute sempre attenti alle uestioni ambientali del comprensorio. Tra gli impegni, la difesa della geografia giudiziaria a sostegno del tribunale di Sulmona e una maggiore attenzione ai fondi europei da destinare all’entroterra abruzzese. La battaglia di Di Rienzo è già iniziata in qualità di rappresentante dell’opposizione in Consiglio comunale nella città del poeta latino Ovidio. Una sanità Uguale per tutti, a sostegno ai piccoli ospedali, questo  è l’obiettivo. Un punto di rottura con la precedente amministrazione regionaleche condivide con il programma del candidato presidente: “La candidatura di Giovanni Legnini, vicepresidente uscente del Consiglio superiore della magistratura,  presidente della giunta è stato, a mio avviso, un valore aggiunto. Per cui alla chiamata della candidatura del partito mi sono sentito con i miei amici consiglieri Bruno Di Masci e Fabio Ranalli, con il segretario del partito, Sergio Dante, con il vice segretario, Carlo Piccone, e ho deciso di porre a disposizione la mia candidatura.” ha dichiarato il candidato.

Non è riuscito a presentare un’autonoma lista di sinistra e ambientalista il Comitato regionale del partito della Rifondazione Comunista per il ritardo con cui sono partiti nella raccolta firme e dato che la sera del 28 dicembre c’era l’impegno pubblico di Sinistra Italiana alla costruzione di una lista unitaria alternativa al Pd. “Dopo la decisione di SI di imboscarsi in una delle liste civiche di Legnini abbiamo dovuto in pochi giorni mettere insieme liste provinciali e avviare la raccolta in molti casi fronteggiando in tanti Comuni il gelo e la neve – spiega Marco Fars, segretario regionale Prc-Se – Non solo la vergognosa di farci votare in inverno, ma anche di negare il dimezzamento delle firme come sarebbe accaduto in caso di elezioni nazionali. Il paradosso è che per le politiche l’anno scorso bastavano 800 firme e per le regionali ce ne vogliono più di 6 mila”.