Fossile. Pronti al blocco del rilascio di 36 titoli. L’Emendamento Non Basta!

Pronto l’emendamento al Decreto semplificazione in cui si afferma che le attività upstream  – ossia i processi operativi da cui ha origine l’attività di produzione di gas naturale, olio combustibile e petrolio – non rivestono carattere strategico e di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità per l’eventuale strategia di decarbonizzazione e sostituzione di petrolio e derivati per avviare, si spera, un concreto utilizzo delle fonti rinnovabili.

L’emendamento non basta perché cosa pensa di fare il governo per i 44 impianti offshore (piattaforme o teste di pozzo) autorizzati prima del 1986, mai sottoposti a Valutazione d’impatto ambientale (Via) entrata in vigore solo nel 86? Altri, una Cinquantina d’impianti, sono invece stati autorizzati  assoggettando  a Via i progetti. Per questi altri sarà rivisto solo il canone?

Lo hanno ricordato le associazioni ambientaliste abruzzesi ieri. Se il governo vuole davvero perseguire la via dell’uscita dai combustibili fossili, indicata nel proprio programma e richiesta dall’accordo di Parigi sul clima, deve disinnescare l’articolo 38 del decreto Sblocca Italia che ha facilitato gli iter autorizzativi per le trivellazioni di idrocarburi a mare. Il Wwf chiede inoltre un Piano delle aree previsto nel 2014 cancellato a fine 2015. Altrimenti ci troveremo sempre a discutere di singole concessioni senza affrontare il problema sul piano strategico. Cosa si fa del 48% di impianti offshore che sono ancora entro le 12 miglia dalla costa, oggi fascia off limits per le nuove trivellazioni? Al vertice devono pensarci.

L’emendamento annunciato dal ministro Sergio Costa prevede l’introduzione del Piano per la transizione energetica sostenibile delle Aree idonee (Ptesai) e la ri-determinazione di alcuni canoni concessori, spiega il sottosegretario allo sviluppo economico con delega all’energia Davide Crippa. Il Piano andrà definito e condiviso con Regioni, Province ed enti locali e individuerà le aree idonee alla pianificazione e allo svolgimento delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e quelle non idonee. L’emendamento prevede, a tutela di tutte le parti in causa che, fino all’approvazione del Ptesai, con un termine massimo di 3 anni, saranno sospesi i permessi di prospezione e di ricerca già rilasciati, nonché i procedimenti per il rilascio di nuovi permessi di prospezione o di ricerca o di coltivazione di idrocarburi. La moratoria impedirebbe il rilascio di circa 36 titoli pendenti compresi i 3 permessi rilasciati nel mar Ionio, proprio in questi giorni. L’emendamento verrà discusso nei prossimi giorni in Commissioni riunite Affari costituzionali e lavori pubblici, comunicazioni. Aggiungiamo, occorre introdurre il divieto di utilizzo, per le ricerche in mare, di una pratica pericolosa come l’air gun, lo riconosce anche il Wwf

UBuono lo sforzo ma il Provvedimento  non è sufficiente, se si vuole chiudere la partita contro le trivelle occorre rendere innocuo il dispositivo dello Sblocca italia che ha permesso di promuovere progetti a forte impatto ambientale, ormai avviati, e dunque dannosi per la salute dell’uomo. Occorre bloccare le opere strategiche solo per gli amici degli amici. Il governo del cambiamento poi non ha ancora dimostrato nulla, non ha cambiato assolutamente alcunché per il momento. Ne è la riprova il Trans adriatic pipeline, la Tap che dalla Puglia, con il Rete adriatica Snam, trasporterà il gas naturale a Nord. É bastato lo spauracchio delle penali previste per bloccare l’entusiasmo e portare avanti i piani sinistri.

Fonte: Pronto l’emendamento ‘blocca trivelle’ che sarà presentato nel Decreto Semplificazione