Trivelle ed Ombrina: A Ciascuno il Suo!

Ve la ricordate la lotta contro le trivelle condotta per impedire l’installazione di altri pozzi di Ombrina mare così per spazzare via le piattaforme nelle 12 miglia dalla costa? Una grande battaglia che in queste ore è la bandiera tirata giù dal letto da sventolare per una campagna elettorale. 

Da un romanzo giallo di Leonardo Sciascia prendiamo spunto per sottolineare quando sia avvilente cambiare le carte in tavola e rigirare la storia a proprio uso e consumo. Non è assolutamente vero che il vice del Consiglio superiore della magistratura fosse impegnato per l’approvazione di un emendamento alla Legge di stabilità, sul limite delle 12 miglia per le trivellazioni petrolifere.

É una pericolosa forzatura non solo per le competenze in capo ai componenti del Csm, ma soprattutto  per chi attribuirebbe al Partito democratico una vittoria di cui gli abruzzesi sono i vincitori Una battaglia che venne innescata proprio dalle ingiustizie cresciute in seno al Pd. Castronerie da campagna elettorale è la replica del consigliere regionale Pietro Smargiassi alle dichiarazioni del candidato Alessandro Lanci a sostegno di Giovanni Legnini. Il vice del Csm, a detta di Lanci, sarebbe stato impegnato per l’approvazione del limite delle 12 miglia per le trivellazioni. I fatti non corrispondono ai tempi e alle funzioni. “.. risalgono a quando Legnini era già Vicepresidente del Csm – chiarisce Smargiassi – Le affermazioni di Lanci sono sconvenienti anche dal punto di vista politico. La lotta contro Ombrina ha visto impegnati migliaia di abruzzesi e anche il Movimento 5 stelle”.

Il famoso emendamento che Lanci attribuisce alla volontà del Pd e di Legnini arrivò dopo i primi 3 emendamenti presentati dal parlamentare Gianluca Vacca, oggi sottosegretario alla cultura. L’ultimo era analogo ai primi che non furono approvati dal governo Renzi. Gli emendamenti Vacca del tempo sono stati costruiti sulla base di un tentativo del Movimento 5 stelle messo in campo un anno prima. “Quella di Ombrina è stata la vittoria di tutto l’Abruzzo arrivata dopo una lunga battaglia, strumentalizzarla per giustificare la sua candidatura, probabilmente nel tentativo di ammorbidire quella sinistra che lo ha sempre sostenuto come coordianatore di Nuovo senso civico e che storce il naso davanti al Partito democratico, è un segno di debolezza e scorrettezza” conclude Smargiassi.