Aggressione in carcere: l’incubo dei detenuti Psichici nel carcere sovraffollato

Teramo. “Brutale quanto ingiustificata” così la Uilpa Polizia Penitenziaria sull’aggressione di un detenuto di origine colombiano consumata ai danni di un agente di Polizia Penitenziaria in servizio, ieri pomeriggio, nel carcere della val Vibrata, Castrogno.

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Il carcerato sarebbe affetto da patologie di natura psichiatrica, a darne notizia è Francesco Pinnelli, segretario responsabile Gau Uilpa che punta il dito sulla irrisolta carenza di personale nell’istituto di pena negativa anche sul servizio con turni prolungati e riposi rinviati che non facilitano le cose con la presenza crescente di detenuti psichiatrici nelle sezioni detentive che difficilmente riescono a tollerare le regole di un istituto di pena. E da alcune indiscrezioni pare che l’aggressione sia scaturita proprio per motivi legati al mancato rispetto delle regole dell’istituto, regole dettate dall’amministrazione per garantire una convivenza civile, in un ambiente che dovrebbe aiutare i ristretti e prepararsi ad un futuro reinserimento nella società civile. “Al momento il nostro collega si trova ancora in prognosi riservata nel locale nosocomio ed a lui va tutta la nostra vicinanza e solidarietà – interviene Pinnelli – Nel contempo chiediamo alla direzione della casa circondariale di Teramo le precauzioni necessarie a tutela dei lavoratori. Per il segretario generale regionale Uilpa Abruzzo Ruggero Di Giovanni è “Inaccettabile che un lavoratore debba subire aggressioni di tale portata in quello che ormai somiglia sempre più ad un beneplacito istituzionale, sono anni che lamentiamo a Teramo, e nella maggior parte degli istituti abruzzesi, la carenza insostenibile di personale ed un eccesso di popolazione detenuta che nello specifico si concretizzano in numeri spaventosi, al momento mancano circa una sessantina agenti rispetto ai 216 previsti in passato, di contro i detenuti che dovrebbero essere 255 secondo il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) oggi superano le 400 unità. E ovvio che una tale situazione, di per sé critica, viene totalmente destabilizzata dalla crescente presenza di detenuti psichiatrici che avrebbero bisogno delle cure da personale formato alla gestione dei soggetti, ma è solo la Polizia Penitenziaria a gestirli”. Aggressioni e dolore in carcere perché azzerando le residenze per la esecuzione delle misure di sicurezza (Rems) la conseguenza è che siano tenuti in carceri dove i medici specialisti – nella migliore delle ipotesi – sono presenti a cadenza settimanale. La speranza, per la Polizia penitenziaria, è che arrivino i rinforzi, i pochi agenti trasferiti a Teramo non possono in alcun modo tamponare questa emergenza e garantire la copertura del turn-over, spiegano dal sindacato che, portavoce dei poliziotti,  al provveditorato chiede che il numero dei detenuti in carcere a Castrogno torni a valori tollerabili.