Abruzzo. Aumenti sospesi in autostrada, Di Nicola: ‘Va ridiscussa la concessione’

“Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli ha bloccato i pazzeschi aumenti tariffari previsti per A24 e A25” scrive in una nota il senatore Primo Di Nicola (M5S) alla notizia della sospensione degli aumenti dei pedaggi, sino a fine febbraio, comunicata ieri sera sulla pagina Web di Strada dei parchi, società che gestisce le autostrade abruzzesi A24 e A25.

Primo Di Nicola Report-age.com 2018
Primo Di Nicola

“Quello che era stato promesso ai cittadini è stato fatto. É chiaro che così non si può continuare” spiega il senatore abruzzese. Per gli adeguamenti tariffari, con una previsione di aumento pari al 19% per il 2019, in questi mesi si erano mobilitati i sindaci di Lazio e Abruzzo con manifestazioni a Roma e proteste per chiedere di evitare un altro salasso anche a carico degli abruzzesi e delle aree interne della regione sin troppo martoriate da tasse, sisma, tagli e crisi economica. La più recente delle manifestazioni, messe in campo dai primi cittadini, è stata organizzata 1 giorno fa dinanzi al casello di L’Aquila Ovest. Le ultime iniziative sono state aspramente criticate anche dal  ministro Toninelli oltre che dalla senatrice pentastellata Gabriella Di Girolamo.

“Perché il problema si riproporrà sino a quando resteranno in vigore le clausole previste dall’attuale meccanismo che determina la formazione delle tariffe. Meccanismo che va rivisto ridiscutendo la concessione in corso. Una concessione che ha ridotto le 2 autostrade in condizioni di sicurezza penose – aggiunge Di Nicola – E che a causa dello stato allarmante di ponti, gallerie e frane potrebbe rendere necessaria, così come scritto in alcuni documenti ministeriali, persino la chiusura a breve. Per questo ai cittadini vanno dette parole chiare. In questo modo non si può continuare. E’ arrivato il momento di prendere atto del fallimento totale delle strombazzate privatizzazioni. In nome delle quali governi fallimentari e politici compiacenti hanno permesso per un ventennio e sino a pochi mesi fa ai concessionari di fare il bello e cattivo tempo. Incassando profitti mostruosi e socializzando le perdite. Un lusso che la buona politica e le tasche dei cittadini non possono più continuare a tollerare”.

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