Il Buon Anno di Italica, senza ipocrisia e con rinnovato impegno per il 2019

Sulmona (Aq). Non è pura formalità l’augurio di Buon Anno d’Italica. Il presupposto è un rinnovato impegno del gruppo dalla parte dei più deboli e della popolazione. All’insegna della continuità dunque per costruire un buon futuro è l’obiettivo del Movimento d’identità e territorio che non mancherà di essere centrato perché utile a sostenere idee per lo sviluppo economico, culturale e sociale dell’intero comprensorio.

“Mancano le condizioni per prospettare un futuro migliore e siamo seriamente preoccupati viste le vicende di questi ultimi anni di amministrazione regionale e locale, ma non ci tiriamo indietro e saremo sempre dalla parte di chi ha bisogno ­- interviene il coordinatore Alberto Di Giandomenico indicando il raggio di azione del suo gruppo, operoso ed attivo in valle Peligna – Sosterremo le buone iniziative, come abbiamo sempre fatto, criticheremo in modo costruttivo quando c’è bisogno non solo di far vedere, ma anche di far crescere la città per restituirle dignità e onore. É il momento di tracciare un bilancio sull’operatività di Italica, il nostro movimento sta conquistando, in pochissimo tempo, la fiducia di centinaia di cittadini che ci contattato per diversi problemi. La Città può contare sul sostegno del Movimento composto da persone capaci e preparate che, in prima linea su diversi fronti, sui temi caldi dell’entroterra abruzzese, s’impegnano a risolvere gli annosi problemi del comprensorio pur non potendo contare spesso sull’aiuto delle istituzioni locali e regionali, ma con competenza da anni in prima linea si rendono utili e questo lo testimonia l’attenzione che c’è verso la nostra realtà”.

In materia di sicurezza, abbiamo chiesto un centro storico più pulito e maggiormente controllato dove l’impianto di videosorveglianza funzioni davvero, non solo per multare gli automobilisti che entrano senza permessi. Qualcosa si è mosso, non tanto a dire il vero.

Siamo convinti che una migliore programmazione di eventi, manifestazioni e fiere, per sviluppare la nostra vena turistica richieda interventi più efficaci con cui recuperare il cuore della città, attrattore, non solo grazie ai confetti e ad altri prodotti tipici inimitabili, ma anche con la fama di cui Sulmona gode perché ha dato i Natali a personaggi come il poeta latino Ovidio Nasone, ma per il bimillenario della morte del Vate si poteva fare meglio e di più risparmiandoci dal rischio di perdere i finanziamenti recuperati, in extremis, appellandoci alle incertezze della data di morte del poeta latino (tra il 17 e il 18 d.C.). Vanno definiti progetti di spessore, studi, ricerche ed attenzione, ma anche fondi e stanziamenti per rilanciare le tradizioni e la cultura Peligna. Va garantita solidità e sostegno economico ad iniziative di spessore come il Concorso Maria Caniglia, il Premio Sulmona, il Premio Capograssi, la Giostra cavalleresca. I fondi riconosciuti dal Masterplan al nostro territorio sono una goccia nel mare, sono pochi e si concentrano tutti sempre in un solo punto, la badia Morronese. Inutile dire che il resto del territorio soffre l’assenza di investimenti. Imprese chiuse e iniziative economiche che non verranno mai realuzzate in valle, incidono collegamenti scomodi e e tracciato ferroviario in ribasso. Musei in parte chiusi e da risistemare, scuole da restituire alla popolazione spente ormai da 10 ann, occorre garantire un’istruzione che sia anche politica non solo alle nuove, ma anche alle vecchie generazioni perché quel che si è sentito e visto nelle assise civiche degli ultimi tempi non si ripeta.

Presidi di Polizia terminati. Abbiamo chiesto al ministro dell’interno Matteo Salvini di ripristinare il presidio di sicurezza della Polizia ferroviaria, nella stazione ferroviaria del capoluogo peligno, seconda in Abruzzo per numero di passeggeri in transito e di passaggio nello scalo. Primato che si potrebbe perdere con la nuova stazione a Santa Rufina per la bretella ferroviaria.

Ancora da sciogliere i diversi nodi al pettine in tema di sicurezza per tutta la città con impianti di illuminazione efficienti e da recuperare nelle periferie, la cura del verde pubblico, cassonetti pubblici per la differenziata e videosorveglianza da garantire in zone calde, come nel quartiere Cappuccini, ad esempio, e su tutti gli ingressi al capoluogo Peligno.

Siamo la Porta dei Parchi, sarà necessario dunque un’istruzione superiore anche per questo per mettere insieme grandi capacità e professionalità da impegnare per programmare progetti e attività che rimettano in piedi un gigante buono, simbolo importante di questo territorio, monte Morrone, la montagna Sacra di Celestino V. Penso che andrebbe rilanciata l’idea di una scuola della Montagna collegandola ad Università pronte ad accogliere iniziative tanto appassionate come quella dell’industria verde e di ricerca e studio su Natura e tutela ambientale. Quando ci saranno le condizione si potrà puntare sui sentieri dello spirito per attrarre turismo di ogni genere, ma occorrerà organizzare meglio le strutture ricettive e i ristoranti per garantire accoglienza e buona cucina 24 ore su 24.

L’area camper risistemata sarà un passo in più per farci conoscere all’estero, ma non è sufficiente se la nuova struttura penalizzerà i cittadini di Sulmona, riducendo i parcheggi e affaticandoli sulle scale per un ascensore che non ha mai funzionato nell’area. Spero abbiano pensato anche a queste migliorie. I migliori promoter della nostra Terra sono i cittadini e se o devono affrontare ulteriori disagi per i cambiamenti saranno i primi a fare pubblicità, buona o cattiva, alla città.

Per rilanciare il commercio siamo convinti che lo sforzo fatto per il mercato di piazza Garibaldi non è sufficiente. L’impressione è che sia stato svuotato e che sia stato appesantito l’impegno economico dei commercianti con gli incassi che si ritirano come certi i tessuti in lavatrice. Centro storico vigilato, ordinato, pulito e sicuro fanno la differenza.

Per sostenere le attività artigianali e commerciali ci siamo fatti promotori di una serie di campagne per il recupero delle periferi e per il centro storico di una rimodulazione della Zona a traffico limitato. Abbiamo proposto di chiudere al traffico veicolare da piazza Carmine a porta Napoli. Potrebbe essere stato poi un imput per l’amministrazione comunale la nostra idea di sosta gratuita breve lanciata questa Estate. Due anni di mandato e il sindaco Casini ha disposto per una prima ora di parcheggio gratuito per gli acquisti di Natale nell’area di sosta al coperto del complesso monumentale Santa Chiara per far conoscere la struttura e rilanciarla. Peccato che i tanti giorni in cui era possibile applicare l’agevolazione si sono ridotti a poche ore. Comunque non basta, occorre rivedere il costo dei parcheggi a pagamento, apportare migliorie e cambiamenti alla Parcheggio Santa Chiata per raggiungere la struttura in sicurezza e renderla più agevolmente fruibile.

Una migliore organizzazione delle manifestazioni, magari da coordinare con quelle delle realtà limitrofe, con un cartellone unico e condiviso a cominciare dagli appuntamenti estivi, è auspicabile. Non vanno sovrapposti gli eventi principali della Valle Peligna, ma vanno agganciati ad iniziative di contorno che siano da richiamo per il turista a cui va garantito un week end pieno di appuntamenti di divertimento e d’interesse. In breve, è importante offrire la possibilità di scegliere dove andare tra sagre, concerti e convegni soprattutto con collegamenti e navette da far muovere la sera tra un paese e l’altro.

Per le manifestazioni in centro storico abbiamo fatto sentire la nostra voce perché non siano affidate al caso, ma ad una maggiore cura e protezione dei luoghi antichi e storici pronti ad accoglierle. Alcune iniziative hanno danneggiato monumenti e luoghi e lasciato segni indelebili. Mi riferisco ad esempio alla monumentale scalinata del complesso Santissima Annunziata ingrassata e sporca da questa Estate, da quando si è svolta la prima edizione di street food alla sulmonese.

Per la sanità, abbiamo lanciato diversi appelli ad Asl, Governo, Regione e Comune per garantire il diritto alla salute dei cittadini dell’entroterra perché venissero risparmiati da ulteriori tagli alla spesa pubblica che si traduce in sacrifici e privazioni di servizi fondamentali per le popolazioni del Centro Abruzzo. Abbiamo sostenuto l’idea dell’ospedale di prossimità per i presidi sanitari delle aree interne, dalle località montane superando i confini della val Pescara.

Siamo in prima linea a difesa del Punto nascita dell’ospedale di Sulmona e se i risultati sono mancati è perché è mancata l’unità, gli interessi personali prevalgono, tra le diverse realtà comprensoriali sono necessari raccordi e progetti per far crescere insieme le strutture sanitarie, senza sovrapposizioni. Abbiamo chiesto e ripetuto, di necessità, che il primo ospedale antisismico d’Abruzzo, il nuovo presidio ospedaliero di Sulmona, non rimanga una scatola vuota. Quando non era stato ancora completato ci siamo battuti perché non si trasformasse in una eterna incompiuta e ora chiediamo che l’edificio sia fornito, e non solo riempito di macchinari spenti, delle migliori competenze e di professionalità che attraggano utenti e magari anche alcune specializzazioni con l’aiuto delle Università abruzzesi. La struttura sanitaria Peligna va curata e sostenuta anche dagli altri Comuni.

Ciò che non abbiamo mai compreso è l’atteggiamento dell’amministrazione comunale che potendo contare di appoggi ai vertici della Regione, ha preferito accettare un ridimensionamento del nosocomio peligno piuttosto che combattere per un rilancio della struttura sanitaria.

Scuole e ricostruzione. Grazie all’ipegno di tanti e di valorosi insegnati, in primis il Professor Franco D’Amato, siamo ad un buon punto per le scuole cittadine da mettere in sicurezza, chiuse da quasi un decennio e sequestrate da anni anche per particolari vicende giudiziarie. La ripresa degli studi dei giovanissimi in città è prossima. Presto i ragazzi saranno ospitati in una struttura scolastica, rimessa a nuovo, a viale Mazzini. Restano serrate importanti Biblioteche e il rischio sismico fa temere per circoli e locali affidati alla terza età. Gli spazi per i giovani sono risibili e per tornare a fare cultura occorre allora un cambio di rotta che in queste situazioni e con questi amministratori è davvero impossibile garantire. Da anni organizziamo iniziative per ridestare dal torpore amministrativo. Così per le scuole, la ricostruzione degli edifici anche privati e l’apertura di cantieri che porterebbero una boccata di ossigeno all’economia locale. Le critiche non mancano per i tempi giurassici delle autorizzazioni agli esercizi commerciali, per l’occupazione di suolo pubblico in centro storico, per operazioni di restyling che, nei pochi casi in cui è stato possibile metterle in cantiere, sono state davvero discutibili e hanno messo all’angolo, alle solite, i diversamente abili sacrificando verde pubblico e innovazione tecnologica.

Sempre per le scuole, siamo stati anche dalla parte dei giovanissimi studenti della scuola Isola felice. A fine maggio siamo stati accanto ai genitori per il servizio mensa da garantire ai bimbi dagli 11 mesi ai 3 anni, per evitare tanti altri disagi alle loro famiglie. Abbiamo affiancato i genitori degli studenti dei Musp nella ex caserma Cesare Battisti per mesi nutriti a panini.

Vertenze carcere. Non ci siamo tirati indietro sulla questione del sovraffollamento dei detenuti nell’istituto di pena, sono oltre 500 gli ospiti e va ancora risolto l’ampliamento in corso della struttura. Altri 200 nuovi posti letto dinanzi alle attuali carenze di organico per il personale e gli agenti del penitenziario ovidiano non fanno presagire nulla di buono. Al ministro Salvini che annuncia nuove assunzioni tra le forze dell’ordine abbiamo ricordato la nostra realtà e la necessità di un immediato reintegro tra le fila dei Baschi blu a Sulmona. Soprattutto abbiamo chiesto che si risolvano i problemi alla base delle continue aggressioni agli agenti di Polizia penitenziaria, condannando l’ultima grave aggressione consumata da un detenuto ai danni di un poliziotto, ustionato con l’olio bollente. Sosteniamo le battaglie importanti condotte dall’Associazione Vittime del Dovere e a questa ci affianchiamo per chiedere al Governo maggior sostegno ai familiari e ai sopravvissuti che hanno sacrificato la loro vita per la Patria.

Stallo amministrativo. Ci siamo esposti parecchie volte mettendo a nudo il deserto che è attorno alla municipalità che purtroppo ha portato a zero persino la partecipazione a bandi europei e iniziative economiche di spessore – Conclude Di Giandomenico – L’anno che verrà, spero in meglio, darà un’ottima occasione per cominciare a cambiare le cose a partire dalla Regione. Nuova composizione nuovi consiglieri regionali che diano garanzia di fatto al nostro territorio e non promesse. Per me sono da escludere candidati con affini e familiari che si riproporranno alla guida di questo importante ente territoriale. Si può sbagliare, ma continuare a farlo è roba da pazzi e non non possiamo permetterci altri errori”.