Il Crac di Condotte si riflette sul nuovo ospedale di Sulmona, appena inaugurato

Il crack è alle porte del colosso del cemento nelle costruzioni italiane Condotte per l’Acqua spa e le sue controllate e il tramonto del gruppo si allunga all’Abruzzo, nelle aree interne, dove è stato appena inaugurato un nuovo ospedale, quello della valle Peligna. Edificio appena costruito in un certo modo collegato al gruppo in crisi. Il cantiere è un deserto in questi giorni. Chissà domani?

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Nuovo ospedale di Sulmona D'Alfonso Posa della Prima pietra Foto Maria Trozzi Report-age.com 2014
Posa prima pietra D’Alfonso Foto Maria Trozzi

In subappalto, il gruppo Condotte ha proceduto alla costruzione del nuovo ospedale di Sulmona (Aq). Per rianimare la sanità nel cuore d’Abruzzo, la cerimonia della posa della prima pietra vide protagonista l’ex presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, oggi senatore del Partito democratico di cui l’ex premier Matteo Renzi è stato segretario nazionale.

Un corposo fascicolo è stato aperto dalla procura di Roma, ne dà notizia il settimanale L’Espresso con una inchiesta integrale oggi in edicola. Nel report si fa riferimento ai contratti che 2 controllate della società, la Inso (nel 2018) e la Nodavia spa (nel 2016), avrebbero concluso con esponenti di primo piano del giglio magico dell’ex presidente del consiglio dei ministri, Renzi. Nei contratti spuntano i nomi di personaggi vicini all’ex premier, gli amministratori che li hanno sottoscritti sono quelli delle società incaricate di costruire la nuova stazione Tav a Firenze. Inoltre uno dei contratti di consulenza da circa 150 mila euro sarebbe destinato al fratello dell’ex ministro alle Riforme Maria Elena Boschi. Intanto anche gli operai del gruppo Condotte restano senza salario da tempo.

Il crac del gruppo fa sentire il suo peso in parte anche sul nuovo edificio realizzato nel capoluogo peligno, il primo ospedale antisismico nella regione verde dei parchi, non del tutto completato. Si sapeva già che la struttura sarebbe stata aperta mesi dopo l’inaugurazione, ma alla luce dell’inchiesta capitolina ora tutto é più chiaro per questa singolare accelerazione. Ed è proprio nel primo pomeriggio del giorno dell’inaugurazione della struttura ospedaliera ovidiana, il 4 dicembre scorso, che agli operai ancora impegnati per gli ultimi ritocchi nell’edificio sarebbe stato chiesto di smontare. Da quel giorno il cantiere di viale Mazzini e via Montesanto è deserto, sembra fermo. Transenne e fascette chiudono il passaggio al nuovo pronto soccorso.

C’è l’interesse a rendere fruibile il presidio sanitario Peligno anche perché si tratta non solo di una struttura di cui il comprensorio sente disperatamente bisogno, per l’inagibilità della vecchia realizzata negli anni Sessanta, ma anche per riscuotere i corposi affitti, canoni di locazione e le somme che possono risollevare qualche situazione. Il momento è delicato e i passaggi vanno tutti monitorati. Dunque senza perdere troppo tempo, è stata predisposta una ricognizione dei lavori ancora da completare nel nosocomio sulmonese. Resterebbe poco e i collaudi della sale operatorie. Il presidio sanitario, nuovo di zecca, è stato realizzato fortunatamente da aziende subappaltatrici che, sembra, non hanno fatto mancare le retribuzioni agli operai impiegati per costruire il complesso oggi quasi finito.

mariatrozzi77@gmail.com

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