Divieto di Caccia nei propri fondi agricoli: i silenzi della Regione Abruzzo

Il divieto di caccia nei propri fondi agricoli passa sotto silenzio, il Wwf interviene : “Si profilano omissioni in merito agli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”.

La Regione Abruzzo continua a tacere in relazione alla problematica sollevata dal Wwf Abruzzo circa l’esercizio del diritto di vietare la caccia nel proprio fondo in occasione dell’approvazione del nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale, già adottato dalla Giunta regionale e in attesa di essere approvato dal Consiglio regionale. “Al momento, infatti, non si trova, sul sito Web della Regione, alcuna forma di pubblicizzazione per l’esercizio di questa possibilità né alcuna informazione sulle modalità di attuazione – dichiara Luciano di Tizio, delegato regionale del Wwf Abruzzo – Si tratta di un diritto sancito dalla legge nazionale sulla caccia (n. 157/92) che si può esercitare soltanto ogni volta che viene rinnovato il Piano Faunistico Venatorio Regionale. In Abruzzo purtroppo, per colpa della negligenza dei governi regionali succedutisi nel tempo, questo accade nei fatti soltanto ogni vent’anni visto che sono trascorsi appunto ben 20 anni dall’ultimo Piano approvato!”.

L’Emilia-Romagna in queste settimane ha adottato il nuovo Piano faunistico venatorio regionale e così ha reso pubbliche sia le modalità di esercizio del diritto di esclusione dei fondi sia la modulistica specifica, al contrario della Regione Abruzzo.

«Il silenzio del nostro governo regionale potrebbe indurre qualcuno a pensare che vi sia una volontà precisa a non pubblicizzare questa possibilità data dalla legge e a non fornire le giuste informazioni alla cittadinanza in modo da impedire l’esercizio del sacrosanto diritto ad avere i propri terreni sottratti all’attività venatoria – conclude Di Tizio – Sono tantissime le persone che si rivolgono alla nostra Associazione perché non possono uscire di casa a causa della pericolosa presenza di cacciatori nell’immediata vicinanza delle proprie case. E gli incidenti di caccia, anche mortali, sono sempre più frequenti!».

I legali del Wwf stanno lavorando sulla possibilità di rivolgersi al Responsabile della Prevenzione della corruzione e della trasparenza della Regione Abruzzo previsto dal Codice della trasparenza (D.Lgs. 33/2013) e che ha il compito di vigilare sugli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni allo scopo di vedere presto approvate e pubblicizzate le modalità di accoglimento delle richieste dei proprietari di fondi agricoli che intendano vietare la caccia nei propri fondi. Il Wwf, nelle more che la Regione dia un segnale, suggerisce ai proprietari di fondi (interessati) di scrivere una comunicazione via email o posta elettronica certificata (Pec) alla Regione anticipando la volontà di vietare la caccia nei propri fondi.

Abruzzo: fondi da sottrarre alla caccia. Come fare?

  • Possiedi un fondo o un terreno in Abruzzoe e ne vuoi vietare la caccia o l’accesso ai cacciatori?
  • È possibile farlo senza spendere soldi per realizzare recinzioni o altri manufatti costosi. Il proprietario o il conduttore che intenda vietare la caccia nel proprio fondo può richiederlo alla Regione, entro 30 giorni dalla pubblicazione del nuovo Piano faunistico-venatorio, che viene, di norma, aggiornato ogni 5 anni (art. 15, commi 3° e 6°, della legge n. 157/1992).
  • Il nuovo Piano faunistico-venatorio sta per essere approvato dall’assemblea legislativa della Regione Abruzzo che però non ancora ha disposto la modulistica, pubblicizzato le disposizioni generali e le condizioni di ammissibilità riferite alle richieste di sottrazione dei fondi agricoli all’attività venatoria.
  • Scrivi alla Regione Abruzzo, Dipartimento dello Sviluppo rurale, caccia e pesca chiedendo le modalità e la modulistica per sottrarre il tuo fondo alla caccia, anticipando chiaramente nel testo la volontà di vietare la caccia nei tuoi terreni.
  • Posta elettronica Certificata: dpd@pec.regione.abruzzo.it
  • Posta elettronica ordinaria: dpd@regione.abruzzo.it