WWF: Si firmi il decreto per il varo del Parco Nazionale della Costa Teatina

Scrivere via via ai premier Renzi, Gentiloni e infine a Conte non è servito a nulla, sottolinea in una nota il Wwf che non si arrende sul varo effettivo del Parco nazionale della costa Teatina, atteso ormai da un ventennio.

Il delegato regionale Wwf, Luciano Di Tizio, ha indirizzato questa mattina una lettera a tutti i senatori e a tutti i deputati eletti in Abruzzo per chiedere di attivarsi per l’immediata chiusura della procedura istitutiva del Parco nazionale della costa Teatina con l’invio, alla firma della presidenza della Repubblica, della proposta di decreto sviluppata sulle indicazioni del lavoro del Commissario ad acta (Pino de Dominicis).

La nota ripercorre gli argomenti già affrontati nelle missive inviate, alcune anche insieme ad altre associazioni, ai 3 presidenti del consiglio che si sono succeduti negli ultimi anni: il 24 febbraio 2016 a Renzi, il 14 aprile 2017 a Gentiloni e il 5 giugno 2018 a Conte. In tutte queste lettere si ricordava il lunghissimo iter per garantire l’area protetta della Costa Teatina, individuata come area prioritaria per la creazione di un Parco già nel 1997 (Legge n. 344/97), istituita come Parco Nazionale nel 2001 (Legge n. 93/2001), perimetrata da un commissario ad acta nominato (decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 4 agosto 2014) proprio per superare l’inedia del Ministero dell’Ambiente e degli enti locali. Il commissario, l’arch. Giuseppe De Dominicis, in meno di un anno ha completato il proprio compito trasmettendo in tre note consecutive (1 e 4 giugno e 24 luglio 2015) alla presidenza del Consiglio dei ministri perimetrazione, zonazione e relativa disciplina di tutela, documenti che da allora evidentemente sono rimasti assurdamente chiusi in un cassetto.

“In una procedura commissariale non sono possibili interventi da parte di terzi, per cui il successivo tentativo fuori tempo massimo della giunta regionale (delibera n. 27 del 26.01.2016) di disegnare una propria perimetrazione, oltre che discutibile nei contenuti, non ha alcun valore sul piano giuridico e non se ne può tenere conto – ricorda Luciano Di Tizio – A questo punto chiedo ai parlamentari eletti in Abruzzo di sollecitare la chiusura del provvedimento: dovrebbe essere un atto scontato e invece la questione rimane assurdamente nel limbo. Capisco bene che ci sono, in questo delicato momento del Paese, importanti problemi da affrontare. La nascita del Parco Nazionale della Costa Teatina tuttavia è in coda da 17 anni e da 3 non ha bisogno d’altro che di una firma sul decreto di perimetrazione. Si può fare in pochi giorni, dando una risposta concreta a un territorio e contribuendo alla salvaguardia di un tratto di costa tra i più belli dell’Adriatico”.