Commosso per la Cittadinanza Onoraria, Gravina a Castel Di Sangro

Castel di Sangro (Aq). Se guardate le sue lacrime vedrete proprio Gabriele Gravina, un grande uomo, un elegante sportivo, il presidente della Federazione italiana gioco calcio (Figc), guida del Castel di Sangro calcio piccola squadra che dalla Seconda categoria fu da lui traghettata in Serie B. Oggi il presidente gioca in casa e tanta gente si stringe attorno a lui, di cuore, per essere partecipe di questo grande evento e far  sentire forte la vicinanza per il traguardo raggiunto.

Video, immagini e Copertina Maria Trozzi

Foto Maria Trozzi Report-age.com 2018
Angelo Caruso e Gabriele Gravina

Si è commosso Gabriele Gravina nel momento in cui gli è stata conferita la cittadinanza onoraria a  Teatro Italia. Parla di Amore, amore per la sua patria adottiva il Comune Sangrino che con tanto affetto lo ha accompagnato nei suoi tanti traguardi e che oggi festeggia anche l’importante incarico al vertice della Figc. Ci sono tutti, c’è Castello con i suoi intrepidi abitanti, i suoi strepitosi sostenitori, i tifosi coraggiosi che compatti sono sempre lì al suo fianco, in sala. Non mancano politici nazionali, regionali, rappresentanti delle istituzioni e l’intera provincia dell’Aquila, la sala è piena per festeggiare anche la carriera di un presidente che ha continuato a mietere successi, alla volta della Nazionale italiana Under 21, poi alla presidenza della Lega Pro e ora ai vertici della Figc. La cittadinanza onoraria è il tributo dato da un paese d’Abruzzo che è riuscito a tenere il passo con i tempi, a conquistare non solo mete che sembravano irraggiungibili, non solo vette impensabili nel mondo dello sport. Passione e tenacia, questo è il segreto e a capo di tutto un maestro come Gravina. Il sindaco di Castel di Sangro, Angelo Caruso, presidente della Provincia dell’Aquila, oggi pomeriggio gli ha conferito l’importante riconoscimento, la cui proposta ha ottenuto l’approvazione all’unanimità dell’intero Consiglio comunale. Castel Di Sangro è un esempio per l’Abruzzo che non molla dinanzi alla crisi con Gravina che ha accompagnato la realizzazione di un sogno. Tutto è cominciato con i successi incredibili di questa squadra che ha dato a questa località d’alta quota la possibilità di lavorare fianco a fianco dei grandi nomi del mondo del calcio. Una piccola realtà che si è fatta conoscere e rispettare garantendosi un rilancio economico che è partito proprio dal calcio estendendosi poi a tanti settori dell’economia con uno sviluppo turistico che si perpetua ed è un esempio da seguire per altre comunità.

Le motivazioni della cittadinanza onoraria: Emozionato tanto quanto Gravina il sindaco Caruso spiega le ragioni di questo riconoscimento: “In segno di stima e gratitudine, per il fondamentale contributo profuso nel mondo dello sport, in particolare nel calcio in cui con acuta lungimiranza ha saputo cogliere la capacità di promuovere e valorizzare il territorio dimostrando sempre proficuo impegno e determinazione. Qualità che lo hanno contraddistinto nel corso della sua carriera”.

Sul palco anche il Mister Roberto Mancini: “L’obiettivo è quello di riqualificarsi per gli europei del 2020, il nostro obiettivo è quello di poter vincere”. Una cerimonia resa ancora più avvincente e toccante dalla voce del maestro Piero Mazzocchetti che apre la serata con una versione classica di What a Wonderful World e il celebre tenore scuote gli animi con il brano Nessun dorma appena prima del conferimento della cittadinanza onoraria.

Commozione del Presidente Gravina

Foto Maria trozzi Report-age.com 2018
Foto Maria Trozzi

Standing ovation per il Presidente della Figc Gabriele Gravina che ha promesso di rilanciare il calcio partendo proprio dai giovani e sul palco del Teatro Italia ad applaudirlo  anche il commissario tecnico della nazionale italiana di calcio Roberto Mancini: “Il nostro obiettivo è vincere” ribadisce guardando Gravina. E sul palco non sono mancati il presidente della Figc Abruzzo Daniele Ortolano, il giornalista Rai Alessandro Antonelli, il giornalista e memoria storica di Castel di Sangro, Leopoldo Gasbarro, il giornalista e presidente del Castel di Sangro Giuseppe Tambone.