La Saga dei Rifiuti romani: incendio Tmb Malagrotta chiusa e niente gara per MegaInceneritore

Roma. Nessuna ipocrisia da campagna elettorale per carità, risparmiamocela a destra e a sinistra. Anche dopo la scadenza dell’accordo di programma e della lunga proroga, sapevamo che lo scarico di rifiuti capitolini in Abruzzo sarebbe continuato anche per il 2019 sempre per contenere la grave emergenza della capitale che ormai è gravissima.

Aggiornamento

Nella terra dei fuochi, fu proprio l’ufficialità dell’emergenza rifiuti, a febbraio 1994, a muovere l’apparato già predisposto dalla camorra che industrializzò lo smaltimento risvegliando gli impianti in sonno e attivando gli invasi creati e già pronti per la futura occorrenza. 

A Roma invece siamo oltre la piena emergenza e il problema si acuisce non proprio per l’incendio all’impianto di Trattamento meccanico biologico (Tmb) Salario, gestito da Ama, che da ieri all’alba tiene sotto scacco la città eterna. Se non fosse stato per questo incendio, probabilmente di origine dolosa, fa intendere il Movimento 5 stelle Abruzzo oggi in una nota, Roma ce l’avrebbe fatta anche perché prima del rogo Ama, la società partecipata dei rifiuti del Campidoglio, ha comunicato alla cabina di regia di ministero e Regione che grazie all’ottimo lavoro svolto (sic!), da gennaio 2019 non avrebbe più avuto bisogno di esportare i rifiuti di Roma. E seri dubbi su questa affermazione non mancano.

A parte la sottolineatura pentastellata che il Tmb Salario brucia a pochi giorni dalla fine del contratto tra Regioni Abruzzo e Lazio, fa riflettere soprattutto il fatto che i grillini parlino di ottimo lavoro svolto, così scrivono, forse si riferiscono a quello garantito dagli impianti aquilani di Aielli e Sulmona? Ad aggravare l’emergenza romana, ancor prima di questo singolare incendio, sono stati la chiusura della discarica di Malagrotta e la mancata risposta alla gara per realizzare un inceneritore da 180 milioni di euro per Roma. Questo alla scadenza delle proroghe all’accordo di programma. Nel frattempo la Regione Lazio vorrebbe rincorrere la chimera di una nuova tecnologia per progettare un impianto poco impattante per l’ambiente e meno inquinante del solito, un vero termovalorizzatore a tecnologia talmente avanzata da sembrare un sogno, di fatto!

Ama tratta mediamente 600 tonnellate di spazzatura al giorno, 1/5 della produzione giornaliera di rifiuti della città eterna che quotidianamente si attesta sulle 4 mila 500 tonnellate di rifiuto (fonte Repubblica.it).

É datato 11 gennaio 2018 l’accordo di programma (delibera di giunta n. 1 – Regione Abruzzo) che prevede il conferimento di rifiuti urbani indifferenziati del Comune di Roma in Abruzzo per un periodo di 90 giorni negli impianti Aciam di Aielli (Aq) e Cogesa spa di Sulmona (Aq). Questa seconda società, a partecipazione pubblica e composta da oltre una sessantina di Comuni che conferiscono e fruiscono dei suoi servizi, inizialmente era stata autorizzata ad accogliere 9 mila tonnellate annue di immondizie romane. La proroga all’accordo è stata autorizzata con delibera di giunta regionale n. 279 del 27/04/2018 e così sino al 31/12/2018, per altri 8 mesi il conferimento è andato avanti, ma la situazione romana non promette nulla di buono per l’Abruzzo.

A novembre comuque l’assessore sulmonese Stefano Mariani, alla domanda di attualità – sull’arrivo di altre immondizie romane a Sulmona per l’anno nuovo – del consigliere di opposizione di Sulmona Mauro Tirabassi, ha risposto che il Cogesa avrebbero altre commesse per il 2019, facendo così intuire che la società non sarebbe interessata all’emergenza e ai rifiuti laziali.

mariatrozzi77@gmail.com

 

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Comunicato M5s. RIFIUTI DAL LAZIO, MAZZOCCA TRA INCOMPETENZA E MALAFEDE, QUANDO LA DIFESA DEL PARTITO TRAVALICA SULLA SALUTE DEI CITTADINI
Ranieri (M5S) “Mazzocca sa bene che l’accordo per la gestione rifiuti è tra regioni. Ma preferisce fare propaganda sull’incidente che ha colpito Roma”. “Incompetenza o malafede. Cosa spingerà Mazzocca di dire tante castronerie in poche righe di una nota stampa? Non lo sappiamo, quello che però sappiamo e che forse Mazzocca fa finta di non sapere è che gli accordi di cui parla lui sono tra regioni, non vengono fatti con l’Ama e sono stati fatti 4 anni fa, quando Roma, la regione Lazio e la Regione Abruzzo erano a guida PD. L’Ama comunica solo le eventuali necessità alla regione Lazio che poi fa partire le richieste”. Il commento arriva dal consigliere regionale Gianluca Ranieri che incalza “E’ stata proprio AMA a comunicare alla cabina di regia di Ministero e Regione che grazie all’ottimo lavoro svolto, da gennaio 2019 non avrebbe più avuto bisogno di esportare i rifiuti di Roma. È solo a causa dell’incidente TMB, un incendio che pare essere doloso proprio a pochi giorni dalla fine del contratto tra Regione Abruzzo e Regione Lazio, che nasce di nuovo un momento di crisi per i rifiuti della capitale . Mazzocca piuttosto ragioni sul fatto che è stato proprio lui nell’ultimo PRGR ad aumentare le capacità di trattamento di rifiuti indifferenziati degli impianti abruzzesi, un’operazione speculativa ed insensata, che abbiamo più volte contestato, che spinge le stesse società di trattamento abruzzesi a comunicare a Roma la loro disponibilità ad accogliere i rifiuti. Quindi Mario Mazzocca invece di spararle grosse, forse inebriato dal clima pre elettorale, dovrebbe interrogarsi su come ha operato in questi anni in termine di gestione dei rifiuti. Infine prendiamo atto che per Mario Mazzocca finché era necessario dare una mano all’ incompetenza del PD sulla gestione dei rifiuti era ben disposto a raccogliere l’immondizia del Lazio, ora che c’è un motivo serio che richiede vera solidarietà, perché Roma (capitale del Lazio, oltre che d’Italia) è stata colpita da un atto doloso che causa problemi alla cittadinanza, fa propaganda su un’emergenza che mette a rischio anche la salute dei cittadini. Che bella figura Mario, complimenti!” conclude Gianluca Ranieri.