A Tutela dell’Orso Bruno Marsicano, le Misure Messe in Campo da Wwf

Primo obiettivo: eliminare ogni possibile situazione di pericolo così se il Piano d’azione per la tutela dell’Orso Bruno Marsicano (Patom) indica la strategia, il Wwf prende le misure per mettere in campo azioni concrete a salvaguardia dei pochi esemplari rimasti. Tra queste non manca la chiusura delle vasche artificiali. In una in particolare, nella fascia esterna del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (Pnalm), sono morti annegati 5 orsi in 8 anni.

Immagine di copertina Maria Trozzi

Foto Maria Trozzi

Tante ed interessanti le iniziative messe in campo dal Wwf a difesa dell’Orso bruno marsicano che oggi Dante Caserta, vicepresidente del Wwf Italia, e Luciano Di Tizio, delegato del Wwf Abruzzo, hanno presentato al sottosegretario regionale Mario Mazzocca.

Il 15 novembre mamma orsa e i suoi 2 cuccioli sono stati trovati annegati in una vasca per la raccolta dell’acqua piovana a Villavallelonga. Circostanza ancora più assurda che accompagna questo episodio è che anni addietro la stessa vasca era stata letale per altri 2 orsi. Dopo il primo incidente nessuno si è premurato di verificare, di tanto in tanto, la sicurezza sull’area che per anni è stata dimenticata nonostante il pericolo e non solo per la fauna selvatica.

Il 5 dicembre il Wwf presenta un esposto alla procura della Repubblica del tribunale di Avezzano(Aq) e annuncia di costituirsi parte civile nel caso in cui venga avviato un procedimento giudiziario. Nella ricostruzione della vicenda l’associazione evidenzia che istituzioni e proprietari del fondo, in cui insiste la maledetta vasca, sarebbero stati a conoscenza del pericolo. Dal  tragico episodio del 2010, solo nel 2012 è stato installato un recinto attorno alla vasca che ha ceduto  con l’andare del tempo. A fine agosto l’associazione Salviamo l’Orso ha informato il Pnalm della necessità di ripristinare il recinto di sicurezza. Il 4 ottobre il Parco ha chiesto la messa in sicurezza della vasca a coloro che sono indicati come proprietari del terreno in cui l’invaso insiste, nelle more è avvenuto il tragico epilogo. Il 16 novembre, il giorno dopo il ritrovamento degli orsi morti, il Comune di Villavallelonga ha intimato ai proprietari d’intervenire.

Per la messa in sicurezza della vasca è stato eseguito dai guardia parco che hanno svuotato la vasca e circoscritto l’area con un recinto elettrificato. Intervento che non può essere considerato sufficiente in vista delle nevicate invernali che potrebbero danneggiare la recinzione e mettere fuori uso i pannelli solari di alimentazione. L’ente Parco ha autorizzato un progetto per la chiusura dell’invaso con pietre.  I lavori sono appena partiti e a rendere più difficile operazione è anche il maltempo. L’associazione del Panda si è resa disponibile, anche con un sostegno economico, per gli interventi di messa in sicurezza definitiva e per il successivo monitoraggio.

Lareale dell’Orso riguarda tutti. In una nota il Wwf invita a censire situazioni simili a quelle della vasca di Villavallelonga e comunque potenzialmente pericolose per l’Orso per predisporre  interventi e monitoraggi. la missiva è stata inviata alle prefetture nei cui territori ricade l’areale dell’Orso bruno marsicano (L’Aquila, Pescara, Chieti, Teramo, Roma, Rieti, Frosinone, Isernia, Macerata, Ascoli Piceno, Perugia), ai Parchi nazionali d’Abruzzo Lazio e Molise e della Majella, ai Parchi regionali dei Monti Simbruini e del Sirente-Velino, alle Riserve naturali Regionali delle Gole del Sagittario, del monte Genzana e Alto Gizio, di Zompo lo Schioppo, del lago di San Domenico e lago Pio, all’Autorità di gestione del Patom, alle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche, Molise e Umbria e al ministero dell’ambiente Nella lettera, l’associazione ambientalista sottolinea inoltre che l’attività necessaria per tutelare il plantigrado non può essere condotta solo dal Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise poiché l’areale dell’Orso non coincide solo con l’area protetta, ma riguarda anche ampie zone solo in parte ricomprese in altre aree naturali protette.

Oasi Wwf Gole del Sagittario. Il personale dell’Oasi, in collaborazione con il Comune di Anversa degli Abruzzi (Aq), ha già effettuato una serie di controlli sul territorio e al confine con l’Oasi, sono state individuate 2 situazioni potenzialmente critiche legate sempre a punti di approvvigionamento idrico artificiale dove, pur essendo stati presi già in passato dei provvedimenti, è bene rafforzare la sicurezza. Il personale dell’Oasi sta già programmando gli interventi. Un’ulteriore segnalazione riguarda poi una vasca fuori dall’Oasi, al confine tra i Comuni di Ortona dei Marsi e Anversa degli Abruzzi che, già coperta, richiede un’opera di messa in sicurezza su 2 bocchette di approvvigionamento di piccole dimensioni che potrebbero rappresentare un pericolo per i cuccioli.

Stati generali dell’Orso. Da più di un anno l’associazione chiede che siano convocati gli Stati generali dell’Orso che, ai massimi livelli istituzionali, fissino una road map di interventi a breve, medio e lungo termine per assicurare la conservazione dell’Orso nell’Appennino centrale. Il lavoro effettuato nel Patom ha indicato gli interventi da operare e le strategie da seguire, ma è necessario dare loro concretezza. Gli enti che incidono sull’areale dell’Orso devono mettere al primo posto la salvaguardia di questo animale quando pianificano gli interventi che possono avere, anche solo potenzialmente, effetti sulla specie. La tutela dei circa 50 esemplari di Orso bruno marsicano, sopravvissuti, richiede scelte decise e coraggiose, azioni concrete che non possono essere vanificate dallo sviluppo di impianti sciistici o dagli interessi dei gestori delle aziende faunistico-venatorie del versante laziale del Parco o, peggio, dal non spendere mille euro per chiudere una vasca.
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