Pini abbattuti Piano delle 5 Miglia. Esposto di ItaliaNostra: erano sani ed efficienti

I filari erano sani e perfettamente efficienti, è Italia Nostra a confermarlo grazie alla perizia dell’esperta forestale messa in campo dall’Associazione ambientalista che ha presentato esposto/denuncia alla procura della Repubblica di Sulmona (Aq) per l’intervento d’urgenza di abbattimento di 120 alberi (Pini neri di Villetta Barrea) disposto dall’Anas che ha così fatto tabula rasa, i primi giorni di novembre, dei fusti sul Piano delle 5 Miglia, nel Grande Quarto, là dove corre la statale 17. Taglio dovuto, dicono, per estrema e imminente pericolosità.

L’uomo si sente onnipotente, tanto sicuro di sé da schiacciare sino in fondo l’acceleratore perché la strada è tutta sua, è fatta per lui, è dritta e larga. Si crede immortale l’uomo che sfreccia su un’arteria montana attraversata da millenari corridoi ecologici. É come un missile che, non conoscendo o fregandosene altamente dei passaggi della fauna selvatica, va a tutta velocità superando il muro del suono. Così alla guida del suo bolide, quello che vorrebbe dominare, unica estensione della sua mascolinità, l’uomo non riesce ad evitare un semplice animale che spunta all’improvviso ..per caso? E si va a schiantare su un albero al margine che, guarda caso, solo allora diventa pericoloso. Anche il Mare è pericoloso e che fa lo prosciughiamo? I Pini allora?

É schermo piatto ormai sul pianoro, nell’esposto Italia Nostra fa riferimento anche a distruzione e deturpamento di bellezze naturali, l’associazione ambientalista soprattutto chiede alla procura di verificare che non siano state violate le procedure richieste dalla legge per l’intervento di abbattimento e che ci siano state le necessarie autorizzazioni anche perché l’eliminazione dei 120 Pini (specie Pinus nigra nigraPino nero di Villetta Barrea) avrebbe richiesto un’autorizzazione dell’Ente Regione (art. 50 della legge regionale 3 del 4 gennaio 2014 legge organica in materia di tutela e valorizzazione delle foreste, dei pascoli e del patrimonio arboreo della Regione).

Il taglio netto di tutte le piante avrebbe dovuto essere sottoposto a Valutazione di incidenza ambientale (Vinca ex art. 19 del decreto legislativo 152 del 3 aprile del 2006).

Inoltre l’associazione ambientalista chiede anche di verificare la destinazione ultima dei 120 alberi abbattuti e, in caso di smaltimento come rifiuto Italia Nostra domanda alla procura una verifica dei formulari di carico e scarico presso i siti di stoccaggio/discariche. L’urgenza dichiarata dall’Anas, basata sulla estrema e imminente pericolosità dei 120 alberi, per Italia Nostra “..non è dimostrata perché l’esame dei tronchi abbattuti, condotta da una esperta forestale della nostra Associazione, ha rilevato:

  1. Ceppaie con cerchie annuali concentriche ed omogenee che dimostrano una regolarità e stabilità d’accrescimento
  2. Assenze di patologiche che depongono per un buono stato di salute degli alberi abbattuti
  3. l’età è quella di piante mature e non senescenti”.

In sintesi, l’associazione accerta:

  • il valore naturalistico dell’area per la conservazione di rare specie botaniche nonché della specie relitta di Pino nero di Villetta Barrea (Pinus nigra nigra var. italica),
  • il Piano rappresenta un importante area di connessione tra il Parco nazionale d’Abruzzo , Lazio e Molise e il Parco nazionale della Maiella con funzione di corridoi ecologico per la fauna attraverso il quale l’Orso Bruno marsicano e il Lupo appenninico, particolarmente protetti .. si spostano da un territorio all’altro, permettendo così la possibilità di incroci tra individui di diverse popolazioni con aumento della variabilità genetica, condizione essenziale per il mantenimento di popolazioni vitali.
  • I pini neri rappresentano gli unici alberi a disposizione dell’avifauna fitofila e rappresentavano un elemento fondamentale per il foraggiamento notturno di 5 specie di chirotteri, anch’essi protetti a livello comunitario;
  • quei filari di Pino nero erano elementi caratterizzanti da quasi un secolo il paesaggio edl Piano delle 5 Miglia, elementi che davano bellezza e identità al paesaggio, in una strada antica, frequentata da un considerevole flusso turistico e che rappresenta una via di comunicazione tra l’Adriatico e il Tirreno, nota storicamente come Via degli Abruzzi.
  • La maggior parte degli incidenti è provocata dall’alta velocità dei veicoli che percorrono il Piano, violando il vigente limite di 50 km/h il cui rispetto può essere imposto attraverso l’installazione di dispositivi elettronici e altri interventi, come ad esempio, accorgimenti che non ostacolino a libera circolazione della fauna (attraverso protetti, ponti ecologici, guardrail con catarifrangenti riflettenti le luci delle auto all’esterno della carreggiata verso animali eventualmente presenti dissuadendoli dall’attraversamento);
  • Il valore paesaggistico dell’area e ‘equilibrio ecologico dell’Altopiano carsico non permettono un ampliamento della carreggiata in quanto verrebbe modificato irreversibilmente il paesaggio e l’equilibrio idrologico del Piano. L’indicazione dell’Anas di ripiantumare altri alberi a 10 metri dalla strada appare insensata e fuorviante perché la strada è costruita su un rilevato e sarebbero necessari almeno 10 anni affinché gli alberi possano tornare a svolgere la funzione di indicatori stradali, la cui mancanza aumenta l’insicurezza .. per chi percorre l Piano, dal momento che in caso di nebbia di nevicate, la strada diventa indistinguibile all’intorno.
  • Il rimando ad una progettazione migliorativa dei singoli Comuni è inapplicabile per i vincoli sopra citati cui soggiace il Piano e per il precario equilibrio idrogeologico dell’altopiano carsico, che come zona umida non può essere modificata; le strade locali sono delimitate da alberi in filari di Pinus nigra suddetti a dimostrazione dell’insostituibile funzione di aiuto ai guidatori che quest alberi svolgono;
  • Gli alberi abbattuti erano sani e perfettamente efficienti. Hanno mostrato di essere adatti alle condizioni estreme del Piano, con resistenza ai rigori invernali caratterizzati da temperature molto al di sotto dello zero, con bufere e nevicate di grande intensità , inoltre, hanno resistito indenni a patogeni di vario genere e parassiti come ad esempio la Processionaria.
  • Per decenni la sicurezza della strada è stata assicurata dall’uso di catarifrangenti applicati sui fusti degli alberi che fungevano da delimitazione e segnaletica.

Approfittando del maltempo che ha decimato i boschi italiani abbattendo le foreste del Bellunese, del Trentino Alto Adige e del Friuli Venezia Giulia, l’Anas ha dato esecuzione, dal 4 novembre sull’Altopiano abruzzese, alla eliminazione degli alberi portando a compimento quanto si stava già definendo, anno dopo anno, con la scomparsa di alcuni pini dei filari estinti a margine della strada statale 17, sull’Appennino Abruzzese. Piante utili in caso di nebbia e neve, per l’orientamento dei viandanti e degli automobilisti sul tratto.

Furono piantati sotto la giurisdizione di Gioacchino Murat in base ad un progetto del 1783

ΔSono della stessa specie di quelli del Piano delle 5 miglia i Pini neri di Monte Morrone che, sempre nell’aquilano d’alta quota, sono stati bruciacchiati per oltre 20 giorni ad agosto 2017 diventando così materiale appetibile per le centrali a biomassa . Negli incendi come quelli che hanno devastato la montagna sacra di papa Celestino V, è solo la parte bassa del fusto a bruciare, quella alta di solito viene solo ambita dalle fiamme ed è quella che più fa gola a certe società che consumano gli incentivi europei per produrre energie che sono rinnovabili solo a parole. Pinus nigra nigra è tra le specie vegetali preferite per alimentare queste maledetti centrali a biomassa.

mariatrozzi77@gmail.com

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