Nuovo ospedale Antisismico la parola ai Movimenti Italica e Meetup

Qualcosa manca nel primo ospedale antisismico d’Abruzzo, il nuovo ospedale di Sulmona, anche per Alberto Di Giandomenico, coordinatore del Movimento Italica. “Di per sé questo immobile non garantisce il diritto alla salute, ne è solo una premessa e l’insoddisfazione nasce proprio dal fatto che è solo un nuovo edificio, antisismico è vero, ma su carta nulla ci garantisce. Di fatto l’ospedale di Sulmona resta con la sua cronica carenza di personale e quotidianamente perde pezzi, come il Punto nascita”. 

Alberto Di Giancomenico candidato sindaco per Sulmona Report-age.com 2016
Alberto Di Giandomenico

“Inaugurazione a parte, sappiamo che il nuovo nosocomio aprirà fra qualche mese. É giusto che sia stato costruito perché garantire servizi sanitari adeguati, nella vecchia struttura inagibile, non era più ammissibile. L’ospedale è perfetto adesso lo dobbiamo riempire e per farlo abbiamo bisogno di capire davvero il ruolo che rivestirà il nosocomio ovidiano nella Rete ospedaliera regionale – spiega il portavoce del movimento d’identità e territorio – Un  comprensorio tanto vasto, a rischio sismico massimo, così difficile da raggiungere per i collegamenti, resta per le aree interne la prima risposta utile alle grandi emergenze e l’ospedale deve essere attrezzato per questo e come punto di riferimento per i presidi di frontiera, con i nosocomi satelliti oramai svuotati, ma anche per le eventuali emergenze legate alle località turistico-montane sempre più frequentate. Ristretti ad un ospedale di base i servizi non possono essere sufficienti, non può esservi una specializzazione. Ed è per questo che occorre riconoscere al nostro ospedale il Primo livello e collegarlo a quello di Popoli  (Pe) e di Castel di Sangro (Aq). Occorre inoltre adeguare i servizi alle mutate esigenze di un territorio che invecchia e andare oltre le mura rispondendo alle richieste locali come quella dell’assistenza domiciliare. Non si può continuare a superare l’incertezza della cura, nelle aree interne, spostando l’attenzione sulla Costa. Se l’ospedale nuovo è una manifestazione di fiducia di Regione e  Direzione Asl (1) occorre allora che si continui ad investire in valle Peligna anche in termini di personale medico, infermieristico e facendo in modo che questo territorio non dipenda da altri. I mezzi a disposizione non devono fare solo bella mostra occorre che funzionino sul serio e siano affidati a professionisti che richiamino l’attenzione di chi vuole stare in salute. Occorrono primari, una specializzazione almeno, per rispondere alla domanda di cura dell’intero territorio servito. Non fa bene a nessuno indebolire i servizi di questa struttura sanitaria a favore di altre per questo condivido con Funzione pubblica Cgil il fatto che vadano avviate, per il presidio sulmonese di viale Mazzini, le stabilizzazioni del personale e le procedure concorsuali ferme da secoli, per l’assunzione dei primari”.

Dal MeetUp amici di Beppe Grillo Sulmona dalla polemica il passo è breve per fare un po’ di campagna elettorale trattando dell’ospedale nuovo: “Ben confezionato ma mestamente vuoto, che ci viene donato, consapevole però che soltanto M5s lotterà in regime di onestà intellettuale per inserire contenuti all’interno della carta stagnola colorata e quindi medici e professionisti: riorganizzando al meglio già da adesso, per quanto possibile e con tutte le forze, se i cittadini vorranno portarci in Regione, l’impianto reale che permetta a quella che appare soltanto come una potenzialità di divenire effettivamente una risorsa per i cittadini sulmonesi e dei dintorni, dando certezze contrattuali e professionali a chi, attualmente, attende di riceverle altrove”.

mariatrozzi77@gmail.com

Archivio

Nuovo ospedale, manca qualcosa per Funzione pubblica Cgil