Nuovo ospedale, manca qualcosa per Funzione pubblica Cgil

Sulmona (Aq). Dettagli diranno, non proprio. La prima cosa che non ci convince del nuovo ospedale antisismico, è il primo in Abruzzo appena inaugurato, è via Montesanto stradina un po’ stretta per accogliere anche solo l’ingresso, al nuovo Pronto soccorso, delle ambulanze che arrivano dal centro cittadino o dalla statale. Un’abitazione all’uscita non agevola la manovra d’immissione sulla via ad un centinaio di metri dall’incrocio con la statale 17.

Aggiornamento

Immagine 4.12.2018

Il tratto andrebbe messo in sicurezza, ma di questo se ne preoccuperanno quando si porrà il problema, magari interverranno dopo i primi incidenti stradali sull’area. Siamo o no a 2 passi dal nuovo ospedale? Il secondo dilemma che ci affligge interessa l’asfalto sul viale che conduce agli ingressi della nuova struttura, non sembra resistere molto e i tombini sono ancora senza cornice. Nella struttura le camerette al pian terreno sembrano un po’ piccole per accogliere 2 letti. Se il lettone più esterno, vicino alla finestra, deve essere rimosso non si eviteranno noie al malato dell’altro giaciglio, questione di centimetri, ma anche a questo, crediamo, porranno rimedio.

Per il nuovo nosocomio Peligno, la parola a Funzione pubblica Cgil della provincia dell’Aquila che in tante occasioni ha ribadito ai vertici della Asl 1 la necessità di assumere nuovo personale per il presidio sulmonese, la nuova struttura non dovrà essere solo un immobile, ma la battaglia è che da ospedale di base sia promosso ad ospedale di I livello per disporre l’indispensabile a garantire tutte le cure e le specializzazioni mediche di cui il Centro Abruzzo ha bisogno con la popolazione che invecchia e con la comunità delle aree interne sempre più isolata, senza ricorrere dunque ad altri nosocomi.

“Dopo anni di battaglie, proteste e rivendicazioni, finalmente viene consegnata al territorio della valle Peligna una nuova struttura sanitaria che a questo territorio ed alla sua popolazione era dovuta” scrive il sindacato che dal 2009, dopo i tragici eventi sismici che tutti ricordiamo, ha chiesto in ogni modo, ed a tutte le istituzioni che in questi anni si sono succedute, che a Sulmona venisse costruito un nuovo ospedale perché la vecchia struttura, dichiarata più volte inagibile, non poteva e non può garantire la erogazione di un servizio adeguato. “Enormi criticità erano state sollevate dal punto di vista strutturale ed altrettanto gravi criticità vi erano dal punto di vista dei percorsi ospedalieri, con le evidenti negative ripercussioni sia nei confronti dei lavoratori, costretti a lavorare in condizioni indescrivibili, sia nei confronti dell’utenza costretta ad essere assistita in locali fatiscenti – spiega Fp Cgil – Oggi a Sulmona e all’intero Abruzzo, viene consegnata la prima ed unica struttura ospedaliera completamente antisismica e, per ciò che ci è stata data la possibilità di conoscere, nella struttura stessa cominciano ad esserci anche quelle moderne attrezzature e tecnologie di cui un ospedale, per essere definito tale, ha bisogno – l’augurio è che siano funzionanti e restino in valle – E qui sentiamo di dover dare una risposta al segretario della Anaao laddove lo stesso dichiara di aver vinto una scommessa anche quando la Cgil era contraria, alla sua proposta, alla allocazione dei container al posto dell’ospedale. Oggi come allora diciamo che la risposta giusta era la nostra e che i container non potevano rappresentare la soluzione al problema, nemmeno provvisoria, tant’è che sono ancora allocati temporaneamente dopo ormai 10 anni nei pressi dell’ospedale dell’Aquila. Quali professionalità avrebbero deciso di venire a lavorare in tali condizioni? Con quale prospettiva di temporaneità? Viene fuori l’altro vero problema della sanità del Centro Abruzzo in particolare e di tutte le aree interne in generale. Infatti, portato a casa il positivo risultato del nuovo ospedale, in merito al quale vigileremo per la più immediata consegna dal punto di vista operativo e funzionale alla cittadinanza, la battaglia continua per quanto concerne la storica ed ormai cronica carenza di personale che è necessario e fondamentale risolvere per poter permettere a questa moderna struttura di essere in grado di poter assolvere al proprio compito, quello di garantire a tutti i cittadini il diritto alla salute. E su questo fronte va immediatamente intrapreso un percorso che torni a rendere attrattivo, sia per l’utenza che per le nuove professionalità che necessariamente si devono aggiungere a quelle che già ci lavorano, l’ospedale di Sulmona. La nuova struttura rappresenta un passo importante, ma senza personale e senza una adeguata classificazione, rischia di rimanere una eterna promessa. Per questo è fondamentale classificare l’ospedale di Sulmona in Ospedale di I livello restituendo e generando per questo territorio una propria specificità dal punto di vista di erogazione di servizi sanitari. Vanno ora definite, con la Direzione della Asl e con la Regione, le funzioni del nosocomio Peligno nel quadro della rete ospedaliera Regionale. Solo attraverso ulteriori investimenti in termini di personale medico, infermieristico, organizzazioni sindacali ed attraverso un potenziamento della macchina amministrativa si riuscirà a rendere efficace ed efficiente l’intero sistema sanitario del Centro Abruzzo. Vanno infatti avviate le stabilizzazioni del personale e contestualmente vanno avviate le procedure concorsuali, ferme ormai da troppo tempo, per l’assunzione dei primari ospedalieri. Inoltre va avviata una seria integrazione Ospedale-Territorio di fondamentale importanza per migliorare l’efficienza della medicina territoriale e che  possa garantire ai cittadini livelli essenziali di assistenza domiciliari. Solo così si potranno evitare disagi sociali ed economici ai cittadini che potranno esigere il diritto alla salute sul territorio e non spostarsi continuamente in altre strutture della Regione o addirittura fuori Regione”.