C’era una volta un Saluto Romano ad Anversa degli Abruzzi

La consideriamo storia, anche arte che se ne va perché cancellata, relegata ad una pagina minore, quella recente delle comunità di frontiera messe al setaccio e così private di servizi indispensabili e d’identità. Sarà difficile costruire un futuro anche in queste località montane e allora per noi ritrovare nel nulla, arte e vita, resta sempre una buona opera che arricchisce il patrimonio  mentale universale .

Sperduti tra i bagliori dei colori sulle pareti rinvigorite, tinte che picchiano in testa, i pittori sono davvero  generosi a dare di giallo (canarino, officina e zafferano), caricare di arancione, esagerare con il rosso sangue e con il blu dipinto di blu camuffare il grigio con il freddo cobalto sugli edifici ricostruiti. Tanto che in Abruzzo stanno scomparendo certe immagini interessanti legate al passato prossimo, recente, che non lasciano purtroppo il segno negli annali. Solo un archivio bizzarro poteva azzardare tanto. É quello considerato così assurdo da risultare fastidioso e ostico ai cultori dell’alta definizione e della tecnica, appassionati delle pubblicazioni doc sulle riviste chic. Parliamo del mosaico di immagini del nostro blog Report-age.com che oggi porta a galla uno scatto che getterà nel panico i sinistri. Rassicuriamo i lettori che la nostra fede resta apartitica, apolitica, antisettica e antibatterica. Il nostro guardare va sempre oltre e convive tra mille orizzonti differenti ad un passo dall’ultima frontiera.

Siamo pronti dunque a mostrare un’altra chicca, ormai affidata ai ricordi, scomparsa ad Anversa degli Abruzzi (Aq).

Il ritratto è di un personaggio storico del posto, Lei, si chiamava Lucianina Del Monte e l’affresco fuori casa, dovrebbe essere stato realizzato dal nipote. In paese si dice che l’ingresso dell’abitazione della signora fu affrescato per spaventare i malintenzionati e quel saluto romano sembra essere stato davvero efficace. Un dipinto come antifurto, quando non esistevano telecamere collegate in rete con allarme sul telefonino. Una invenzione purtroppo scomparsa tra le gole del Sagittario, ad Anversa. Anche l’ultima scritta del periodo fascista stava per fare una brutta fine a giugno, colpa non tanto della ricostruzione, ma della mancanza di senso. É stata salvata grazie all’impegno di alcuni funzionari e amministratori del Comune guidati dal sindaco Gianni Di Cesare. Una decina d’anni fa l’università Gabriele D’Annunzio di Chieti-Pescara produsse un rapporto sulle scritte sui muri del Ventennio, ma per i murales sembra restare solo qualche traccia e per Lucianina Del Monte almeno questo.

C'era una volta il saluto romano Anversa degli Abruzzi, fotoMaria Trozzi Report-age.com 2018