Punto nascita e presidi satelliti, Di Maio dà qualche speranza

Le dichiarazioni del vice premier Luigi Di Maio, ieri in visita all’Aquila, in materia di sanità darebbero speranza per recuperare le strutture sanitarie nelle aree di frontiera, proprio per le caratteristiche legate al territorio. 

Orografia e morfologia, sono il presupposto della richiesta di deroga alla chiusura del Punto nascita dell’ospedale di Sulmona, negata dall’organo deputato ad esprime un parere in merito, il Comitato percorso nascita, in seno al quale opera l’Agenas che 3 anni fa concesse la deroga in attesa della realizzazione di un’area di atterraggio per l’elisoccorso  che, secondo l’organismo, avrebbe sopperito alla chiusura dei reparti di ginecologia e pediatria. Una favola moderna e in base alla politica dei numeri, il Punto nascita si Sulmona sarebbe molto al di sotto della soglia di sussistenza (500 parti).

“Su questa linea, infatti, ho scritto al ministro Giulia Grillo richiedendo un incontro urgente, allargato anche ai rappresentanti regionali abruzzesi e in particolare all’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci e al direttore generale della Asl 1, Rinaldo Tordera, perché il nostro Punto nascita non può essere assolutamente chiuso. Affronteremo la tematica in un tavolo che spero venga convocato in tempi brevi, considerata la fase ormai avanzata dell’istruttoria – afferma la sindaca edl capoluogo Peligno, Annamaria Casini. Per decidere le sorti del Punto nascita di Sulmona ‘, dichiara la prima cittadina, sarebbe necessaria un’analisi molto più accurata dele ragioni che sono a capo della sua sopravvivenza. “La politica deve poter avere l’ultima parola, perché non si tratta solo di numeri, ma di esigenze di un intero territorio montano e di diritti costituzionalmente garantiti” dunque Casini sottolinea che certe spese sono necessarie se l’intento è garantire a tutti il diritto alla salute e non solo ad una parte della popolazione italiana. “Faccio appello alla forte sensibilità del ministro, neo mamma, e soprattutto ad un’incisiva  volontà politica di esaminare approfonditamente gli atti vigenti, sia in ambito ministeriale che regionale, affinché le determinazioni siano in senso favorevole al mantenimento del Punto nascita di Sulmona – conclude Casini – Deve essere previsto un percorso che potenzi quanto necessario alla qualificazione e salvaguardia dei reparti, in modo che il presidio nascite resti saldo nel nostro territorio al fine di erogare servizi di qualità ed in piena sicurezza per mamme e neonati”.