Per non giocarsi la Maiella? Lo storico direttore Cimini prese in gestione le aree sensibili

Sullo scempio in corso a Fonte Romana, habitat prioritario protetto dalla direttiva dell’Unione europea (92/43/CEE Habitat n. 9210 – Faggete appenniniche con tasso e agrifoglio) nel cuore del Parco nazionale della Maiella, interviene uno storico direttore, Nicola Cimini che suggerisce un metodo efficace per evitare danni tanto gravi all’ecosistema forestale del Parco Maiella..

 Aggiornamento 1 e 2

Nicola Cimini

“Avevo preso in gestione i boschi del Comune di Pacentro (Aq), di Palena (Ch) di Sant’Eufemia a Majella (Pe), di Gamberale (Ch) e di altri comuni. Con meno di 250 mila euro l’anno si faceva conservazione vera, garantendo comunque ai Comuni il diritto di uso civico. Regione Abruzzo e Forestale ostacolarono fortemente i provvedimenti, sostenendo che venivano lesi i diritti di uso civico. Ostacolarono, ma invano – racconta Cimini – Poi al Parco è arrivata la nuova gestione del facente funzioni Oremo Di Nino e del pluriennale direttore del Consorzio industriale di Sulmona (Aq), Franco Iezzi, presidente fino a quasi un anno fa, del sindaco del Comune di Palena attualmente vicepresidente con funzioni di presidente e dell’ assessore all’ambiente della Regione Abruzzo, Mario Mazzocca.. Le risorse erano poche, si sosteneva. Occorrevano risorse per la promozione del Parco. La Conservazione del territorio? Viene dopo la promozione – aggiunge lo storico direttore del parco Maiella – E così i contratti vengono azzerati e con il denaro risparmiato si finanziano iniziative da centinaia di migliaia di euro, come Per la Maiella a Sulmona. Promuovere il Parco a Sulmona, ai sulmonesi con canti, balli, pranzi e fuochi pirotecnici, con denaro pubblico ha rappresentato il periodo più buio della storia del Parco. Dal Parco di Parks for life siamo passati al Parco delle 5 pupe. Questo disastro, ma ce ne sono tanti altri, è la conseguenza diretta di una gestione che ha ritenuto e ritiene la conservazione di ecosistemi preziosi destinati per questo a Parco nazionale un optional e non un imperativo primario. coclude Cimini – Continuo a chiedermi: cosa aspetta il ministro Costa ad intervenire per ripristinare, con la nomina di presidente e direttore, la legalità violata e denunciata da più parti? Cosa fanno le forze politiche regionali per sollecitare la soluzione dei problemi sempre più gravi dei parchi abruzzesi? Con interventi diretti e non con manifesti elettorali, la Considerazione che le forze politiche delle prossime elezioni regionali avranno dato alla tutela e conservazione del sistema regionale di aree protette non potrà non essere considerata elemento primario dai cittadini elettori che ritengono questo sistema elemento cardine di tutta la politica regionale: biodiversità, risorse idriche, stabilità idrogeologica, cambiamenti climatici, assorbimento di CO2, ossigeno, turismo.. Per meglio comprendere la gravità di quanto accaduto,come il devastante incendio di recente memoria, basta dire che l’area è abitualmente frequentata dai pochi esemplari di Orso Bruno Marsicano che gravitano sulla Maiella”.

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