Nella Vasca della Morte le Lacrime di Coccodrillo degli eredi di Sipari

Pochi giorni dopo il ritrovamento di mamma orsa e dei 2 cuccioli annegati nella vasca, che da 8 anni continua a mietere vittime, il personale del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise, ha vuotato la cisterna dall’acqua (alta circa un metro e mezzo) realizzata abusivamente negli anni Sessanta. Attorno alla vasca della morte è stata installata una recinzione elettrificata, alimentata da un pannello solare. Purtroppo non è sufficiente. 

Si tratta di “Un impianto analogo a quelli che nel Parco impediscono agli orsi di raggiungere arnie, stazzi e frutteti, ma che in un’ambiente montano con l’inverno che incombe e senza una costante manutenzione non dà garanzia di efficienza per più di un paio di settimane dalla sua installazione” spiega Stefano Orlandini, coordinatore dell’associazione Salviamo l’Orso.  Il 16 novembre con encomiabile prontezza, chiarisce l’associazione, il sindaco di Villavallelonga (Aq) Leonardo Lippa ha intimato ai proprietari del fondo, eredi del compianto e benemerito Emilio Sipari fondatore del Parco d’Abruzzo, di mettere in sicurezza la vasca entro 7 giorni dall’ordinanza sindacale.

Addolorati e sconvolti dalla morte per annegamento dei 3 orsi, il giorno dopo l’accaduto gli eredi di Sipari si era resi disponibili, ma nonostante l’offerta di collaborazione dell’associazione Slo, a 10 giorni dall’accaduto non hanno ancora adottato alcuna iniziativa per la messa in sicurezza. “Purtroppo avevamo già sospettato che il loro amore per i luoghi e gli animali che Emilio Sipari in modo lungimirante aveva contribuito a difendere e proteggere per più di cent’anni fosse svanito da tempo visto che erano dovuti passare ben 2 anni, giugno 2010, prima che una semplice e precaria recinzione fosse installata attorno al  vascone della morte solo grazie all’insistenza del Parco e adesso la storia si ripete- continua l’associazione – Gli eredi di Sipari, proprietari di quella grande fetta di montagna (più di 600 ettari) da cui ricavano da sempre reddito tagliando il bosco ed affittando il pascolo, si rifiutano evidentemente di spendere un paio di migliaia di euro per tombare definitivamente quella trappola mortale, anzi versano lacrime di coccodrillo e poi scientemente temporeggiano in attesa che la neve impedisca qualsiasi intervento o sperando che altri, Comune ed Ente parco, intervengano al loro posto – sottolinea Salviamo l’Orso -Riteniamo che non sia più possibile ritardare ulteriormente un intervento ed  abbiamo deciso di appellarci pubblicamente al Prefetto dell’Aquila, all’Ente Parco ed al Comune  di Villavallelonga perché organizzino loro la chiusura della vasca o la sua trasformazione in un punto di abbeverata sicuro per il bestiame e la fauna selvatica, salvo poi rivalersi sui proprietari – SLO si offre nuovamente di contribuire alla soluzione del problema con un contributo economico – Se questo fosse il problema,  o con l’intervento di una ditta già contattata che sarebbe disposta immediatamente ad effettuare un sopralluogo per definire l’intervento ed il metodo con cui operare ma che ha bisogno delle necessarie autorizzazioni”.

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