Interventi a Fonte Romana di Pacentro nel Parco, così ci giochiamo la Maiella

Pacentro (Aq). Ci stiamo giocando la Maiella (Majella). Dalla zipline alle consuete operazioni di pulizia nell’area protetta si fa di tutto. Non ultimi, i  lavori di un cantiere forestale, di grandi dimensioni per scopi commerciali, a Fonte Romana/difesa di Pacentro. Un cantiere analogo era stato individuato anche lo scorso anno. L’intervento avrebbe provocato non pochi danni, a denunciarlo è Appennino ecosistema, l’Associazione ambientalista ha presentato un esposto alla procura della Repubblica di Sulmona, ai Carabinieri e al ministero dell’Ambiente.

Aggiornamento 1 e 2

Qualcosa non quadra, eppure sembrano esserci delle autorizzazioni per questo intervento di Regione, Parco e Comune, ma l’associazione spiega perché non dovrebbero essere rilasciate. “L’ecosistema forestale colpito corrisponde all’habitat prioritario protetto dalla direttiva dell’Unione europea 92/43/CEE Habitat n. 9210* (Faggete appenniniche con tasso e agrifoglio), che si trova già in stato di conservazione inadeguato in base al Rapporto dell’Istituto superiore per la protezione e le ricerche Ambientali (Ispra) n.194/2014. Nel caso di habitat prioritari, cioè a massima protezione europea, è possibile realizzare interventi soltanto in base a considerazioni connesse alla salute dell’uomo ed alla sicurezza pubblica o previo parere obbligatorio e vincolante della Commissione Europea per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico – e allora si domanda l’associazione – Come avranno fatto l’amministrazione comunale di Pacentro, con relativo parere dell’ente del Parco nazionale della Majella e della Regione Abruzzo, a rilasciare la dichiarazione di incidenza ambientale non significativa? Se tale autorizzazione esiste, è da ritenersi palesemente illegittima, come pure un eventuale nulla osta rilasciato dal Parco.

I danni. “Gravissimi danni all’ecosistema forestale in piena Zona B del Parco nazionale della Majella” scrive in una nota e nell’esposto l’associazione sottolineando che l’intervento è in corso  ..per un’ampia area di circa 20 ettari. In alcuni casi sono state realizzate vere e proprie piste per il transito dei trattori, con sbancamento delle relative scarpate, di lunghezza pari a circa 300 metri, larghezza di 3-5 metri e scarpate alte da 30 a 150 cm. Danni diretti agli alberi di agrifoglio (Ilex aquifolium) ..e il ripetuto transito dei trattori per l’esbosco del legname sul delicato suolo forestale (reso ancor più fragile dalle correnti condizioni meteorologiche che hanno determinato un’elevata presenza di acqua) ha prodotto una devastazione senza precedenti, in una delle aree più intatte del Parco nazionale. E tutto ciò a pochi passi dalla strada provinciale n. 54 Frentana, sotto gli occhi degli addetti al parco e dei Carabinieri Forestali che hanno il compito di controllare il territorio del Parco”.

Appennino Ecosistema ha chiesto alle autorità di esperire gli accertamenti del caso, promuovere le doverose azioni necessarie al fine di interrompere le condotte illecite e perseguire penalmente i responsabili per le condotte attuate e per i fatti esposti.

Nell’esposto, Appennino ecosistema sottolinea che la legge quadro sulle aree protette raccoglie norme di salvaguardia da applicare, in quanto il Regolamento del parco non è ancora vigente ed eventuali nulla osta rilasciati dall’ente parco sono illegittimi. L’associazione ipotizza la violazione di numerose disposizioni a tutela delle aree protette a livello europeo e nazionale, tra le quali gli articoli del codice penale 733-bis (distruzione o deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto) e 452-quinquies (delitti colposi contro l’ambiente, che punisce fatti colposi dai quali possa derivare anche solo il pericolo di una compromissione o di un deterioramento di un ecosistema, della biodiversità, della flora o della fauna) e gli articoli 6 e 11 della Legge n. 394/1991 (Legge quadro sulle aree protette, divieto di qualsiasi condotta che possa incidere “sulla morfologia del territorio, sugli equilibri ecologici, idraulici ed idrogeotermici”, divieto di tutte “le attività e le opere che possono compromettere la salvaguardia del paesaggio e degli ambienti naturali tutelati, con particolare riguardo alla flora e alla fauna protette e ai rispettivi habitat”.

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Dalla ruota in pietra bianca alle ruote d’acciaio rosse della zipline di Pacentro