La targa in ricordo di Benito Merenda è di nuovo in via Marconi

Pescara. È di nuovo lì la targa dedicata a Benito Merenda, quasi all’angolo tra via Marconi e via Maruccini, nel luogo della sua storica edicola. Inaugurata il 6 luglio, è stata fatta sparire da ignoti, trafugata. La targa ricorda uno dei maggiori protagonisti e testimone chiave delle lotte di classe a favore dei più deboli e della classe operaia, dal dopoguerra fino al ’94.

Nel luogo della storica edicola, riferimento e luogo d’incontro di generazioni di pescaresi che lottavano, nel dopoguerra, per  una società  più giusta e il riscatto delle classi più deboli, il 6 luglio 2018 è stata scoperta una targa a memoria di Benito Merenda e dell’edicola di questo storico attivista. All’affollata cerimonia d’inaugurazione, sotto una pioggia battente, parteciparono centinaia di persone. Venne presa, la pioggia, come uno scherzo di Benito Merenda che, sempre, metteva alla prova la serietà degli intenti di chi partecipava ai movimenti del tempo. L’iniziativa è stata organizzato dalla Fondazione Benito Merenda costituita dopo la sua morte (1994) e presieduta da Franco Sabatini, in collaborazione con Edvige Ricci e Giacomo D’Angelo. Vennero, quel 6 luglio, tantissimi amici e compagni di Benito, tra cui nomi molto noti in città e non solo ( Nduccio, Fimiani, D’Angelo, Damiani, Pozzi , Melilla, Cytron, Buonamano, Del Zoppo, Manzo…) insieme al Sindaco , al vicesindaco Blasioli , all’assessore  Di Iacovo … C’era la musica di un complessino, ad opera del nipote Pino Petraccia … Ma soprattutto c’erano le tante persone, allora studenti e oggi insegnanti, lavoratori, madri e padri di famiglia che Benito Merenda accoglieva a colloquio nella sua edicola,  casa di tutti quelli che speravano e operavano per una società più giusta. Ma che anche solo avevano bisogno di un consiglio saggio o di uno sfogo personale. Un pomeriggio bellissimo e allegro, pur se la targa testimoniava una scomparsa. Allegra e grata come la memoria che si deve a Benito Merenda .

Identica alla prima la nuova targa è di nuovo scoperta sul marciapiedi dove inizialmente l’edicola era posizionata. Qualcuno, infatti, ha pensato bene di togliere la prima, in modo molto organizzato e da non lasciarne traccia. Possono essere di diverso tipo gli autori di tale gesto. Una bravata inaccettabile oppure un atto politico di opposizione alle idee di Benito Merenda. Comunque molto mal indirizzato perché Benito Merenda aveva molti amici ed estimatori anche a destra, in quanto egli giudicava le persone in base al loro comportamento nei confronti degli altri, specie i deboli. È stato sempre questo il suo messaggio non ipocrita: Mai fidarsi delle tessere, delle etichette o delle dichiarazioni, ma del modo di comportarsi  nei  riguardi  dei più bisognosi e del “potere”.

È chiaro il messaggio rivolto agli antipatizzanti: “Non è una targa di rivendicazione di parte, ma di rispetto pubblico per una persona che non si è mai sottratta ai suoi doveri di solidarietà, non ha mai guardato al colore politico dinanzi al sostegno ai più indifesi e che ha lavorato per tutta la vita, fin da bambino, per la propria famiglia e la propria città. Senza ipocrisie e senza godere di alcun privilegio, se non quello di avere tantissime persone che lo stimavano e continuano a farlo”.

La Targa proposta  dalla fondazione a lui intitolata  e  finanziata da una ottantina fra amici e compagni che hanno voluto fosse messa nel luogo dove la sua prima edicola diveniva man mano riferimento sociale e politico delle lotte e dei gruppi e dei partiti che cercavano il riscatto dei più deboli.  Naturalmente autorizzata dall’Amministrazione Comunale di Pescara, che ringraziamo e che era – pur sotto ombrelli – presente all’inaugurazione nei panni del Sindaco Alessandrini, del vicesindaco Blasioli e dell’assessore alla cultura Di Iacovo. Targa artisticamente realizzata da Dario Oggiano e Elisabetta Di Bucchianico.

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