Nuovo Stop alla Caccia, ma dal Consiglio di Stato: Orso bruno Marsicano tutelato

Il Consiglio di Stato accoglie le richieste di Enpa, Lac, Lav e Wwf con un altro stop alla caccia nel versante laziale della Zona di protezione esterna del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, atto importante per la conservazione e la tutela dell’Orso bruno marsicano.

Con decreto del presidente Franco Frattini, la sezione III del Consiglio di Stato, riconoscendo la fondatezza del ricorso in appello di Enpa, Lac, Lav e Wwf, patrocinate dall’avvocato Valentina Stefutti, ha nuovamente bloccato la caccia nel versante laziale della Zona di protezione esterna del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm), riformando l’ordinanza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio che non ha concesso la sospensiva sul ricorso delle associazioni, in contrasto con la precedente decisione del suo presidente. Il provvedimento vieta la caccia in un’area frequentata dall’Orso marsicano, specie a rischio estinzione, di cui sono morti altri 3 individi, una madre con 2 cuccioli affogati in una vasca di cemento per la raccolta dell’acqua piovana utile per i pascoli, mai messa in sicurezza anche dopo il primo incidente i 8 anni fa, con altri 2 orsi morti: “Per una attività di controllo non adeguata proprio nelle Zone di protezione esterna del Parco – aggiungono in una nota congiunta le 4 associazioni – La caccia verso altre specie è un problema per l’Orso, sia per le possibili uccisioni involontarie, sia per il grave disturbo che reca comunque alla specie. Abbiamo ripetuto sino alla noia in questi giorni che di fronte di una situazione di eccezionale gravità si devono adottare politiche e strategie di tutela assoluta perché per salvare l’Orso dall’estinzione non c’è più tempo da perdere. Dovrebbero essere le istituzioni e non soltanto le associazioni a rendersene conto – ribadisce il delegato Abruzzo del Wwf Italia Luciano Di Tizio – Il provvedimento della Regione Lazio che, senza neppure il parere dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra), apriva la caccia in queste aree, andava nella direzione esattamente opposta. Nel decreto del Consiglio di Stato l’autorizzazione alla caccia in un’area in cui è presente l’Orso marsicano, destinatario di speciale protezione in virtù di regole europee recepite dall’Italia, può determinare sia il disturbo dell’habitat dell’orso, sia incontri più o meno ravvicinati tra i cacciatori e l’orso medesimo con effetti prevedibilmente negativi in ogni possibile sviluppo o esito. Il decreto aggiunge che il danno irreparabile all’interesse pubblico consistente nella tutela della fauna selvatica, nonché nella speciale esigenza di proteggere l’habitat di una specie fortemente protetta in zone limitrofe al Parco nazionale di Abruzzo, prevalga senz’altro sulla pretesa regionale di garantire più spazi e più occasioni di prelievo alla comunità dei cacciatori, nell’esercizio della attività venatoria”.

La salvezza dell’Orso Bruno Marsicano riguarda tutti e per Enpa Lac, Lav e Wwf non può essere affrontata come una vicenda locale da risolvere mettendo al primo posto gli interessi di qualche cacciatore.