Roma. Caruso chiama a raccolta i Presidenti per recuperare risorse e funzioni alle Province

Roma. “Dobbiamo aprire una vertenza seria con il governo per una censura costituzionale della legge Delrio che si poteva considerare solo se fosse passata la Riforma Costituzionale” così all’Assemblea nazionale dei presidenti delle Province, ieri nella sala Bernini del centro congressi di Roma, il presidente della Provincia dell’Aquila Angelo Caruso, chiama a raccolta i colleghi dell’Unpi (Unione nazionale delle Province italiane), per recuperare all’ente territoriale funzioni e risorse sottratte, ma dalle quali dipende la qualità della vita delle comunità dei territori amministrati.

Aggiornamento

Angelo Caruso

Ad esporre i punti oggetto di interlocuzione con il governo, incluso quello sul rinnovo delle cariche Upi, è stato il presidente dell’Unione Province italiane, Achille Varriati. L’Associazione che riunisce le 76 Province Italiane vuole far sentire la propria voce alle Regioni, si chiede più autonomia e sostegno economico per assicurare i servizi ai cittadini con indicazioni e proposte all’esecutivo nazionale per la legge di Stabilità 2019, a partire dai fondi per strade e scuole, per l’ ambiente, la pianificazione e lo sviluppo del territorio di area vasta. In finanziaria sono 250 i milioni di euro per sostenere le spese ordinarie delle Provincie. In 5 anni sono 1.5 miliardi impegnati per strade e scuole, tra gli altri argomenti trattati anche l’istituzione della stazione unica appaltante, in capo alle Province, per i Comuni.

Il governo ha istituito una Commissione per la revisione della legge Delrio (L. 56/2014 disposizioni in materia di città metropolitane, province, unioni e fusioni di comuni) che dovrà rivedere il modello organizzativo. Proprio su questa delicata questione la Provincia dell’Aquila è in prima linea con il presidente Caruso che all’assemblea esordisce salutando, anzitutto, i nuovi presidenti di Provincia, in particolar modo quelli abruzzesi (Pescara e Chieti) e con fermezza il sindaco dell’Alto Sangro espone le sue ragioni all’assemblea. “Sarà una fase molto delicata per la nuova dirigenza Upi che comporterà una riflessione sulle riforme – spiega Caruso introducendo alla Riforma Delrio – Va analizzata riferendosi alle criticità e anche per qualcosa che, io ritengo, di positivo abbia fatto” perché rispetto al passato le amministrazioni provinciali, oggi, si caratterizzano per la preparazione degli amministratori. Lo status di sindaco consente l’assunzione della carica di presidente, così è stata rinnovata la politica delle Province italiane: “Perché vi è maggior consapevolezza e la necessaria formazione – sottolinea Caruso – É quello che paghiamo a livello nazionale, non ce ne dimentichiamo, questo è il dato che va sottolineato. Ritengo che l’adeguatezza istituzionale si fermi al nostro livello”. In una prospettiva di riforma non sottovaluterei anche questa condizione che sia pur sottoposta ad un eventuale rappresentazione elettorale di tipo universale comunque è una condizione importante che ha dato i suoi risultati”. Grazie all’esperienza dei sindaci alla guida di queste amministrazioni complesse si è cercato e trovato rapidamente soluzioni ai tanti problemi, assumendosi delle responsabilità. “Certamente dobbiamo recuperare una condizione di legittimazione perché ancora serpeggia questa condizione di tolleranza nella scala gerarchica istituzionale e costituzionale – continua il presidente della Provincia dell’Aquila – Non consentirò mai a nessun, men che mai ad un ministro della Repubblica, di pronunziarsi nei riguardi delle Province, un istituto costituzionale che ha retto a qualsiasi attacco” di fatto anche dall’Unione europea non è mancato un tentativo contro la permanenza di questo ente territoriale, ma la resistenza ha garantito un beneficio e un risparmio di spesa che nel lungo periodo sarà evidente nel Paese. Su un punto in particolare insiste Caruso “Dobbiamo aprire una vertenza seria con il governo per una censura costituzionale della legge Delrio che si poteva considerare solo se fosse passata la Riforma Costituzionale – così non è stato e allora quella legge – è in totale contrasto con tutti gli articoli che disciplinano l’istituzione provinciale nella Costituzione.. Ci hanno privato della capacità tributaria che in qualche modo dobbiamo recuperare. Tentiamo il dialogo con la Regione, ma là dove non dovesse essere sufficiente andiamo con le misure che l’ordinamento ci mette a disposizione e lo dobbiamo fare con la stessa determinazione con cui abbiamo affrontato tutte le battaglie. La via della mediazione penso che sia in qualche modo terminata – Caruso fa appello all’unità dei presidenti della provincia – Da noi dipende il futuro delle comunità – conclude – speriamo che sotto l’albero di Natale ci sia qualcosa di buono”.

mariatrozzi77@gmail.com

Video intervento Caruso (qui)