Inchiesta terrorismo, un arrestato e un denunciato vivevano in provincia di Teramo

A Milano è stato arrestato Shalabi Issam Elsayed Abouelamayem, 22enne egiziano di Eldakahlia, residente nella città metropolitana (via Meucci 2) accusato di associazione con finalità di terrorismo internazionale, istigazione e apologia per delitti di terrorismo. Il giovane ha vissuto per un certo periodo in Abruzzo, intenzionato a combattere per il Daesh, acronimo anche inteso in senso dispregiativo riferito allo stato islamico dell’Isis (tra l’Iraq e lo Sham, area di Siria, Giordania, Libano, Israele e Palestina detta grande Siria o Levante – in arabo il nome per esteso è ad Dawla al Islāmiyya fi al Irāqi wa Shām ossia Stato islamico dell’Iraq e dello Sham).

Inoltre a Teramo è stato denunciato con l’accusa di terrorismo internazionale, C.P.O.M.A. egiziano di Asiut residente a Botricello (Cz), domiciliato a Colonnella (Te) espulso dall’Italia perché ritenuto pericoloso. Un terzo egiziano, C.P. A. I. A. A. è stato denunciato perché indagato per terrorismo internazionale (art. 270 bis), è residente a Piacenza ed è ancora da rintracciare.

Per il 22enne arrestato, il giorno dell’interrogatorio di garanzia, fuori il carcere ad attendere l’uscita del legale d fiducia del ragazzo, l’avvocato Alessandro Piccinini, c’era il padre dell’arrestato, 48enne  residente a Milano che ha smentito categoricamente che il giovane sia un appartenente del terrorismo islamico. Importante il lavoro del perito informatico che deve estrarre i file sui dispositivi sequestrati dagli investigati della Digos aquilana. L’avvocato presenterà riesame per la scarcerazione del giovane.

Shalabi Issam Elsayed Abouelamayem
Dabiq rivista

A dicembre 2017 sono cominciati i controlli nei confronti dei 3 egiziani radicalizzati. L’arrestato rappresenterebbe la figura carismatica del gruppetto, risiedeva a Colonnella (Te) e lavorava in un’azienda di pulizie del Mc Donald’s del centro. Dal 20 giugno Shalabi si è trasferito a Cuneo mantenendo le stesse mansioni lavorative e dal primo agosto si è trasferito a Milano, dove ha trovato lavoro, in nero, in un’azienda di bitumazione stradale. Ha cambiato per 4 volte il domicilio rilevano gli investigatori della direzione centrale della polizia di prevenzione Ucigos.

Sono stati recuperati numerosi file audio, alcuni con logo della rivista dell’Isis Dabiq, ascoltati da Shalabi alla stregua di un lavaggio del cervello (brain washing) autoindotto con l’ascolto ripetuto di inni jihadisti e sermoni di iman (califfo dei musulmani sunniti) radicali, propugnatori di odio nei confronti del mondo occidentale, sostenitori del compimento di atti di martirio in nome di Allah[1] e della necessità di combattere l’occidente anche con attentati nei confronti di popolazione civile.[2]

Shalabi in una conversazione dichiara di essere pronto a combattere:

Shalabi: “Sì, io mi auguro di andare lì ma ancora non è arrivato il momento”. Interlocutore: Tu vai a fare la guerra insieme a loro? (fa riferimento allo Stato Islamico ndt). Shalabi: “Sì, arriverà il momento in cui andrò a fare la guerra insieme a loro”.

Shalabi in un’altra conversazione fa riferimento alla possibilità di compiere violenze per diffondere la Sharia:

Shalabi:….. “Se hai intenzione di fare una operazione jihadista (intesa come operazione volta a sacrificare la propria vita in nome di Allah, ndt), puoi chiederlo e stare anche un anno in attesa, potrebbero anche non chiamarti. Io conosco persone che hanno fatto domanda”.

Una intercettazione telefonica del I luglio conferma che Shalabi è a conoscenza dell’esistenza di altri con lo stesso interesse e afferma:

Shalabi: …ognuno di noi (dello stato islamico) si muove per conto proprio, ognuno di noi ha capito il concetto di battaglia il significato del bene e del male, ognuno percorre la via più conveniente (…)”. Interlocutore: “Perché stai a fare tutto questo casino andando contro tutti”? Issam: “Perché io voglio che la legge di Allah copra tutta la terra

Shalabi sarebbe un miliziano dello stato islamico che aspira a sacrificarsi per operare in Siria o dove richiesto, ricoprirebbe un ruolo nella complessa macchina della propaganda dello stato islamico gestendo in prima persona, grazie al peculiare skill (capacità di portare a termine compiti e risolvere problemi) e alla significativa conoscenza dei social canali e gruppi chiusi su Telegram rilasciando i dati perché gli altri potessero partecipare ai gruppi in cui si diffondono notizie sullo stato Islamico anche tramite le agenzie Amaq e Nasher news.

Resoconto del settimanale Isis

Dalle intercettazioni telematiche spunta un mattinale dell’Isis che tratta degli obiettivi e dei risultati conseguiti dal Daesh nella settimana precedente in termini di morti, feriti, auto e caserme distrutte, cristiani uccisi, prigionieri catturati. Shalabi avrebbe scaricato su Telegram nasher news un video con 5 ragazzi seduti a semicerchio su una roccia con un coltello al centro ed alle spalle la bandiera dell’Isis. Si tratta della Mubaiaa, adesione e giuramento di fedeltà allo stato Islamico e al suo califfo Abu Bakr al Baghdadi, di giovani che affermano: “Oh infedeli, siamo venuti da voi con lo sgozzamento e con il permesso di Allah, onnipotente, noi vi estirperemo portando in alto la parola di Allah. O voi ci uccidete, così entriamo nel Paradiso che ci è stato promesso”.

Dalle indagini risulterebbe che il video sia la rivendicazione dell’attentato terroristico, a Danghana (Tajikistan) del 29 luglio, di un gruppo di ciclisti occidentali travolto da un’auto in corsa e poi attaccato da uomini armati con pistole e coltelli. Immancabile il bando per il reclutamento on line di soldati diffuso dallo stato islamico per trovare adepti pronti a combattere, rivolto ai giovani musulmani del mondo per avanzare le candidature dal 12 al 18 agosto “Lo stato islamico – Raccolta di soldati durante il periodo di una settimana dal 12 al 18 Dhu Qa Dah del 1439 (corrisponde dal 12 al 18 agosto 2018)”. Nel canale sarebbero indicate strategie da mettere in campo contro gli occidentali, del genere, respingili con le cinture e veicoli suicidi, scioccali con i dispositivi esplosivi, paralizzali con i silenziatori e armi da cecchino, espandi il terrore e il panico con gli assalti.

Su un video di Youtube intitolato Ha sgozzato una ragazza e ha fatto il bagno con il suo sangue risalterebbe il profondo livello di radicalizzazione islamica di Shalabi così in certe conversazioni: “Qui sulla terra esiste il peccato e gli errori. Se mi venisse concessa la misericordia di Lui (Allah) però, la cosa è (può succedere che ), che (Allah) sia lodato, o ti perdona e tu ti senti in trappola e in debito per quello che hai commesso, se Allah vuole, sia lodato, (Lui) ha detto: “Questo è illegittimo (haram – contro la sharia), o qualcosa del genere, ti dà il potere di risolverla personalmente e così via…”. Per ciò, mi ha mandato a dire (non si sa a chi faccia riferimento) che io debba sgozzarla e così via… ma se io sgozzo e la sgozzo lì, vedrei il suo sguardo…”.

Per la pericolosità sociale di Shalabi l’arresto è stato eseguito con il contributo del Nucleo operativo centrale di sicurezza della Polizia. Nel quadro indiziario di altri 2 cittadini egiziani (E. A. I. A. A. e I.O.M.A.) risulta:

  • una spiccata radicalizzazione – indotta costantemente dallo Shalabi –
  • una marcata impronta antioccidentale,
  • una particolare attrazione verso lo Stato Islamico e verso la jihad,
  • una campagna di odio nei confronti dell’occidente,
  • un ascolto di audio di Imam radicali, anti occidentali e favorevoli alla jihad e al martirio per Allah,
  • una visione di video rappresentanti attentati suicidi, altri con scene di sgozzamento e sepoltura in fosse comuni;
  • video relativi all’utilizzo di mitragliatrici da guerra e del kalashinkov,
  • visione di video relativi alle tecniche di disarmo da attacco con coltello e con pistola.

Ad I.O.M.A è stato notificato il decreto di espulsione dal territorio nazionale, firmato dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ritenuto pericoloso per la sicurezza dello Stato. All’esito delle perquisizioni nel suo domicilio se non emergeranno elementi tali da giustificare diversi provvedimenti, sarà espulso e rimandato in Egitto. E. A. I. A. A si trova all’estero, non è stato rintracciato.

[1]

Da un discorso di Al Sheikh Ben Ali: “Allah dice che chi viene ucciso per Allah non è morto, ma è vivo e voi non lo sapete, dovete sapere che chi muore per Allah sarà benedetto, dovete capire e immaginare che, nemmeno per un attimo, i martiri possono essere o fare parte dei morti, perché sono vivi. Questo è il primo vantaggio: che saranno benedetti, e come ha detto l’imam Ibn el Nahas, non si prega per loro dopo la loro morte perché sono vivi e per questo non si devono lavare o preparare per seppellirli, ma si seppelliscono con il loro sangue perché quando ci sarà la risurrezione la ferita rimane rossa e il suo odore avrà l’odore del muschio. Questi sono i vantaggi del martirio. I martiri passeggiano nel paradiso quando e come vogliono. Il profeta ha detto che il martirio è una delle migliori azioni che si possa avere ed è seconda soltanto alla fede in Allah , solo la morte per Allah, voluta di proposito e non accidentalmente, può portare al perdono dei tuoi peccati”.

[2]Da un discorso di Al Adnani Al Shami primo portavoce dell’ Isis“…noi abbiamo saputo che alcuni di voi non sono in grado di raggiungere delle mete militari, però attaccano i civili, non c’è limite per lo spargimento di sangue quando si combattono i cristiani a casa loro, non esistono innocenti..”