La bici è un azzardo per chi è all’oscuro di tutto. Paolucci (FN): ‘Occorrono Gilet catarifrangenti, caschetto e luci’

Andare in bici è un azzardo per chi è all’oscuro di tutto e sul tema della sicurezza stradale, Sabrina Paolucci, coordinatrice cittadina di Forza Nuova, affronta un argomento sin troppo trascurato nei territori in cui è cresciuto, in questi ultimi anni in modo esponenziale, il numero di ciclisti e pedoni: “Chi sceglie di inforcare una bicicletta per necessità o come stile di vita non può improvvisare. Le strade cittadine sono piene di insidie per ciclisti, pedoni e automobilisti ed è indispensabile conoscere le regole delle due ruote soprattutto quando la bicicletta è l’unico mezzo che ci si può permettere”.

Sabrina Paolucci

Bastano dei semplici accorgimenti per rendere il cammino di tutti un po’ più sicuro, spiega la portavoce del movimento politico di destra: “Parlo di consapevolezza e di informazioni di cui molti sono a digiuno e mi riferisco anche ai centri di accoglienza dislocati in luoghi periferici del nostro comprensorio. Gli ospiti di queste strutture, come quelle sulla strada statale 17, se muniti di bici vanno riforniti di gilet catarifrangenti e caschi – spiega la coordinatrice Peligna di FN – Se nel corredo da viaggio degli automobilisti non può mancare un gilet catarifrangente non si vede perché non debba essere lo stesso per i ciclisti che devono dotarsi tutti di questo e di altri accessori per pedalare, in sicurezza, soprattutto durante le ore notturne. L’illuminazione nelle nostre città spesso scarseggia, inutile spiegare che affrontare un qualsiasi percorso stradale dalle periferie della valle Peligna verso altri centri abitati è un azzardo quando si è all’oscuro di tutto. Con le strade al buio, le buche ad ogni metro e gli automobilisti che non lesinano sulla velocità siamo tutti in pericolo. Per questo è necessario dotare i mezzi a 2 ruote di buone luci e non solo anteriori e posteriori, occorre illuminare anche le parti laterali del velocipede. Si può rimediare con qualche catarirfangente applicato ai raggi delle ruote – consiglia Paolucci – Soprattutto ai migranti che frequentano dei corsi per imparare la nostra lingua va garantita qualche nozione in più magari sul Codice della strada. Per un’accoglienza meno problematica, prima dei telefonini bisognerebbe pensare ad altri accessori e rendere più visibile chi cammina o va in bici di notte. Non guasterebbe qualche lezione in più poi per chi non mastica di regole e sicurezza stradale su questioni che paiono scontate, ma di fatto così non sono. C’è chi ancora non sa che non si pedala sulle strisce pedonali e che i marciapiedi non sono piste ciclabili. Inoltre quest’ultime sono presenti solo per un centinaio di metri su viale della Repubblica e su viale Mazzini, all’altezza dell’Incoronata – conclude Sabrina Paolucci – A chi non è capitato, alla guida, d’imbattersi in qualche ciclista che improvvisamente spunta dal buio? La prontezza di riflessi poi è un dono per pochi e si rischiano incidenti mortali se non si interviene. Prevenire è meglio che curare”.