Inchiesta Caput Castrorum: Appalti e Fatti finiti sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori

Da ieri è agli arresti domiciliari il sindaco di Capistrello Francesco Ciciotti, un ex consigliere comunale, Corrado Di Giacomo ed il responsabile dell’area tecnica del Comune, Romeo Di Felice accusati di concussione, turbativa d’asta, truffa aggravata e falsità ideologica. Per altri 7 indagati, tra imprenditori e liberi professionisti, il giudice per le indagini preliminari, Maria Proia ha emesso la misura cautelare della sospensione dall’esercizio delle attività professionali per la durata di 12 mesi.

Aggiornamento 

(Aggiornamento del 22.11.2018). Il sindaco nega ogni addebito. Nell’interrogatorio di garanzia, stamane, spiega che si tratta di atti di ordinaria amministrazione: “Sono innocente”.

Sotto la lente di ingrandimento degli investigatori sono finiti non solo gli appalti pubblici dell’ente locale per un importo complessivo di circa 1 milione e mezzo di euro. Ristrutturazione e riqualificazione del municipio, adeguamento sismico di una scuola e rifacimento di alcune strade e piazze della città ma nell’inchiesta spunta anche il caso dell’affidamento dell’incarico di addetto stampa del Comune ad un giornalista che per questo avrebbe promesso articoli favorevoli al primo cittadino nelle testaste in cui collaborava, sospesa dall’incarico.

Per piazza Caduti del lavoro e piazza Fontevecchia sarebbero stati considerati complementari dei lavori di riqualificazione già compresi in quelli principali previsti nella progettazione esecutiva. L’intervento riguarda la realizzazione di una fontana ornamentale e di opere accessorie. A giugno 2017 l’esecutivo comunale è così indotto in errore, approva il progetto esecutivo dei lavori complementari (circa 31 mila euro) già inclusi però in quelli principali (circa 167 mila euro) per la società incaricata di eseguire l’intervento di riqualificazione delle 2 piazze. Al vaglio degli inquirenti l’incarico di progettazione (quasi 39 mila euro) per la ristrutturazione e la riqualificazione di piazza Risorgimento (514 mila euro) a dicembre 2015. Nemmeno la terra consacrata della città rovetana si salva, non mancano ombre sull’affidamento ad un geometra dell’incarico di redazione di un rilievo planimetrico del nuovo cimitero di Capistrello a novembre 2015. Nel calderone finisce, a dicembre 2015, anche l’affidamento dell’incarico di progettazione (oltre 30 mila euro) dei lavori di adeguamento sismico della scuola media Sabin quasi 406 mila euro. La determina inerente i lavori della scuola viene rettificata ad aprile 2016 e sarebbe così attestato falsamente che il verbale di contrattazione con i due ingegneri, indagati, riguardava solo la progettazione ma in realtà esteso anche alla direzione dei lavori, misura, contabilità, e collaudo amministrativo dell’intervento. Così frazionando l’incarico dei due professionisti la giunta comunale avrebbe erroneamente approvato 2 delibere, a settembre ed ottobre 2016, per i progetti dei 2 ingegneri per oltre 18 mila euro ulteriori rispetto all’importo riconosciuto ai 2 per l’incarico originario di progettazione unitario di oltre 30 mila euro. Nell’inchiesta finisce anche l’affidamento del servizio di pulizia delle strade e del verde pubblico (oltre 34 mila euro) alla ditta che farebbe capo ad un parente del primo cittadino. Dubbi anche su un avviso di selezione pubblica per il conferimento di un incarico, a tempo determinato, di responsabile di lavori pubblici che sarebbe stato comunicato in anticipo, a riprova una domanda di partecipazione alla selezione che sarebbe stata inviata prima della pubblicazione sull’albo pretorio dell’ente, del 24 giugno 2017, dell’avviso e del modello di domanda. Messi in dubbio la regolarità della procedura seguita per la realizzazione della rotatoria via Roma, Mameli, Regina Margherita e Giberghe (circa 11 mila euro) e per la progettazione dei lavori di rifacimento dei marciapiedi di via Roma (11 mila 750 euro) assegnati ad un parente acquisito di un impiegato dell’ufficio tecnico.

Tutto parte a marzo dalle dichiarazioni rese, appena dopo le dimissioni del presidente del consiglio comunale di Capistrello, che convincono i Carabinieri della Compagnia di Tagliacozzo (Aq) ad avviare le indagini sulle attività pubbliche dei vertici comunali. A far luce sui retroscena degli appalti anche i militari dell’Arma del Comando provinciale dell’Aquila, guidati dal Maggiore Edoardo Commandé e delle province di Roma, Firenze e Potenza per l’esecuzione delle misure cautelari e le perquisizioni domiciliari. Il gip ha predisposto l’interrogatorio di garanzia per altre 3 persone che in passato hanno ricoperto incarichi amministrativi in Comune.

mariatrozzi77@gmail.com

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