Usurai? Non solo Rom, a Sulmona arrestate 2 cittadine al di sopra di ogni sospetto o quasi

Sulmona (Aq). Dal pestaggio del 19 settembre della titolare di un autolavaggio emerge uno scenario inquietante per la valle Peligna, scattano le manette nei confronti di 2 donne. No, non sono di etnia rom, inoltre il loro è un profilo professionale che pare al di sopra di ogni sospetto. Il fatto, non proprio isolato, getta ulteriore allarme su un fenomeno che trova terreno fertile nelle aree interne e l’usura dilaga anche per la gravissima recessione economica che sta annientando l’entroterra abruzzese.

Usura, reato di donne e professionisti? A finire in manette dunque non è la consueta cricca di parenti e affini che vivono di questi espedienti, ma figure di profilo, una ex dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Serafini-Di Stefano, in pensione da un anno, e un agente assicurativo. Dunque ben inserite nel tessuto sociale e con una posizione economica quasi invidiabile per il resto della comunità peligna. In conferenza stampa a farlo notare è anche il sostituto procuratore della Repubblica, Stefano Iafolla. E la vittima dei tanti usurai, a quanto pare, aveva più timore d’indicare i nomi delle 2 donne, incensurate di 65 e 54 anni ora agli arresti domiciliari, che dei soliti altri che pure, per costringerla a pagare, le hanno fratturato un braccio nell’aggressione subita a settembre.

I fatti. A strappare il velo di omertà sulla vicenda è la Squadra anticrimine del Commissariato di Sulmona, guidata dall’ispettore capo Daniele L’Erario. I poliziotti non si sono fermati alle sole evidenze, ma hanno indagato sulla situazione finanziaria dell’attività della vittima, in stato di bisogno. Dall’ipotesi di tradimenti e corna gli investigatori sono arrivati al dunque imbattendosi in un altro caso di usura, scoprendo però che ai soliti noti si è aggiunto qualcun altro. Oberata di debiti, sotto la mannaia delle scadenze per le bollette da pagare, le somme da restituire, i prestiti a strozzo e anche gli interessi usurari da rendere, per onorare debito e somme pretese dalla famiglia Di Rosa, la donna avrebbe chiesto aiuto alle 2 sulmonesi, clienti nell’autolavaggio gestito alla periferia Nord di Sulmona. La rumena si sarebbe rivolta, nel 2014, a Katia Valeri, agente assicurativo, per avere in prestito 2 mila euro. A consegnare i soldi e ricevere le somme degli interessi sarebbe stata l’ex dirigente scolastica, Elvira Tonti. A certe condizioni le due benefattrici erano pronte a dare una mano all’amica, consegnandole subito 2 mila euro, ma con una decurtazione di 1.800 euro e con un interesse del 20% mensile per la somma prestata, pari a 400 euro al mese, con assegno in garanzia. Altri versamenti mensili in più soluzioni, per coprire altri debiti e così l’ennesimo calvario che si conclude a marzo di quest’anno. Tirate le somme, a fronte di un prestito di 2 mila euro, le 2 hanno ricevuto dalla vittima 6 mila euro solo d’interessi.Un sistema talmente rodato da insospettire gli inquirenti che considerano l’indagine ancora aperta, non completa. Dietro questo prestito a strozzo potrebbe esserci dell’altro.

L’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Sulmona, Marco Billi, su richiesta del pubblico ministero Iafolla, in base alle risultanze delle indagini eseguite dall’Anticrimine del Commissariato di Polizia diretto dal vice questore Francesca La Chioma. Con l’esecuzione delle ordinanze i poliziotti hanno provveduto anche alle perquisizioni, sia a Sulmona che a Roma, delle abitazioni delle 2 donne, l’agente assicurativa é stata inoltre interdetta dai pubblici uffici. Nel corso delle perquisizioni è stato rinvenuto materiale d’interesse, al vaglio della magistratura inquirente. Le 2 sono in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

Storie di usura del Centro Abruzzo. A fine maggio 2018 sempre la Squadra anticrimine del Commissariato di via Sallustio arresta un uomo che deve scontare la pena definitiva di 3 anni di reclusione, per il reato di usura continuata aggravata ai danni di un commerciante sulmonese. I fatti risalgono al periodo che va dal 2000 al 2008.

A settembre 2016 i Carabinieri di Sulmona stanano una organizzazione criminale che con un sistema ben congegnato truffavano banche e concedevano prestiti a strozzo, in 9 finiscono in manette responsabili, a vario titolo, dei reati di usura, estorsione, falso e associazione per delinquere finalizzata alla truffa, in 6 finiscono in carcere. Ai vertici dell’organizzazione M. D. R. 51enne di Sulmona (i reati contestati sono associazione per delinquere e usura) e C. M. 52enne di Raiano Aq) residente a Chieti, procacciatore d’affari conoscitore di diritto del lavoro e finanziarie (arrestato per associazione per delinquere). In via Lamaccio 1 finiscono anche L. D. R. 45enne sulmonese domiciliato a Pettorano sul Gizio (Aq), B. S. 41enne di Sulmona, P. D. R. 46enne di Castel di Sangro (Aq) residente a Montesilvano (Pe) (usura). S. D. R. 43 anni di Sulmona (associazione per delinquere). Ai domiciliari con l’accusa di associazione per delinquere restano la sulmonese 45enne L. D.A., P. D. R. figlio 23enne dell’arrestato M. D. R. e L. M. 34enne di Avezzano(Aq).

mariatrozzi77@gmail.com

Archivio

Usura, rapina e lesioni, 3 arresti a Sulmona

Associazione a delinquere, usura ed estorsione a Sulmona, scattano le manette per 9, altri 11 indagati

In 9 in manette per associazione a delinquere, usura ed estorsione a Sulmona