Cresce l’ammasso di Rifiuti vicino al Torrente Vibrata, esposto del WWF

Il presidente del Wwf Teramo, Claudio Calisti, ha inviato un esposto ai Carabinieri forestali e per conoscenza al sindaco, Antonietta Casciotti, e al comandante dei Vigili urbanim Daniela D’ambrosio, del Comune di Alba Adriatica (Te) per i rifiuti abbandonati nei pressi del torrente Vibrata nel tratto di strada (in contrada/viale Vibrata) che dal bivio di Corropoli va verso Tortoreto Alto. 

Risale a fine settembre la prima segnalazione dell’associazione ambientalista al Comune, ma a 2 mesi dalla segnalazione, i rifiuti sull’area sono aumentati. Più volte il sito è stata oggetto di segnalazioni alle autorità per scarichi illegali di rifiuti, ma a nulla sono valse anche le iniziative delle associazioni ambientaliste per sistemare l’area organizzazione delle giornate di pulizia. Il Wwf propone delle indagini sul materiale depositato per cercare di risalire a chi continua a scaricare illegalmente rifiuti e fermare gli scarichi abusivi che oltre alla questione ambientale e sanitaria determino un danno economico rilevante perché le amministrazioni comunali sono tenute ad intervenire, a spese della collettività, con un’opera di bonifica.

“L’abbandono dei rifiuti lungo i corsi d’acqua della nostra provincia è purtroppo molto diffuso e denota uno scarso controllo del territorio, estremamente pericoloso” spiega Calisti. Ai margini del torrente si stanno formando delle vere e proprie micro discariche dove sono abbandonati scarti di materiale edile e anche vecchi frigoriferi che contengono sostanze particolarmente inquinanti. In mancanza di interventi di monitoraggio e bonifica la situazione non può che peggiorare perché, potendo agire indisturbati, gli inquinatori possono scaricare di tutto, dai rifiuti tossici ai  pericolosi. “Questi fenomeni sono spesso legati alla malavita organizzata e il passo dall’abbandono di rifiuti urbani ai più pericolosi rifiuti industriali è spesso molto breve  – conclude il Wwf – Chiediamo una intensificazione dei controlli sul territorio, sia attraverso un potenziamento delle verifiche da parte delle forze dell’ordine, sia attraverso la diffusione di sistemi di videosorveglianza e la chiusura delle strade di accesso ai lungofiumi”.

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