Pascolo brado in alta quota, bovini vaganti sulla strada di Secinaro

É il Far West in alta quota con i bovini nel bel mezzo della carreggiata, a passeggio al crepuscolo. Per tutta la stagione estiva abbiamo incontrato spesso questi animali sulle vie di montagna, ma è una sorpresa trovarli, di questa stagione, ancora al pascolo. Superato Secinaro (Aq) ci sono delle mucche sulla strada del Sirente che collega Rocca di Mezzo (Aq).

Pascolo brado sul Sirente dopo la demonticazione foto Maria Trozzi Report-age.com 12.11 (1)
Foto Maria Trozzi

Animali d’allevamento ancora al pascolo brado in alta quota e su strada, ma non dovrebbe essere così. In base alla disciplina sulla demonticazione le povere bestie non dovrebbero essere lasciate in quota d’inverno e soprattutto i padroni di questi animali dovrebbero governarli perché la loro presenza sulle strade mette a rischio la circolazione stradale e crea seri problemi di sicurezza. É fissato al 30 ottobre il rientro degli animali dai pascoli ad oltre 1200 metri (sul livello del mare) e al 30 novembre il rientro dai pascoli a quote inferiori (legge regionale  3/2014).

Hanno tanto di timbro auricolare i bovini, di grossa taglia (Chianina), incontrati ieri pomeriggio sulla strada che porta alla Piana del Sirente, nel Parco regionale. Gli animali pascolano nei pressi dello chalet Sirente, rifugio costruito negli anni ’60, completamente bruciato nel 1985 e riaperto dal 2014. Animali che attraversano la strada, un rischio per la circolazione veicolare che sulla via non manca. É necessario prestare massima attenzione sul tratto per evitare incidenti soprattutto in curva. Nel cuore del Parco regionale del Sirente questi animali d’allevamento sono al pascolo brado, ad oltre 1200 metri di quota. Si tratta di decine di bovini di qualche azienda che, in barba alla legge, al codice della strada, alle concessioni di pascoli e ai regolamento, insiste a tenere gli animali a spasso, sulla strada montana, prede della fauna selvatica. Sul Sirente ormai, come in tutti i parchi e le montagne d’Abruzzo, mancano quei controlli che in passato garantivano sicurezza sulle strade d’alta quota e integrità all’ecosistema. Dall’accorpamento del Corpo forestale dello Stato all’Arma dei Carabinieri gran parte delle aree montane sono praticamente sguarnite di controlli, scoperte, vige il caos assoluto. Nessuno si preoccupa di rispettare la legge perché manca spesso chi la fa rispettare e si coltiva nel silenzio.

mariatrozzi77@gmail.com

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