Omissioni, falso e inquinamento, per sito Piano D’Orta indagati vertici Edison e di Comune di Bolognano

Sotto la lente d’ingrandimento della Procura di Pescara sono finiti di nuovo i vertici di Edison e questa volta in compagnia di quelli del Comune di Bolognano. Sono 6 le persone raggiunte dagli avvisi di garanzia per il caso dei ritardi e omessa bonifica di Piano d’Orta, le ipotesi di reato sono inquinamento ambientale, falso ideologico e omissioni d’atti d’ufficio.

L’inchiesta è condotta dai Carabinieri forestali di Pescara, diretti dal Tenente colonnello Annamaria Angelozzi, già apprezzata nelle indagini sulla tragedia dell’hotel Rigopiano di Farindola (Pe). Notifiche eseguite in questi giorni su ordine del pubblico ministero Salvatore Campochiaro, della procura della Repubblica di PescaraRisultano indagati il sindaco del Comune di Bolognano, Silvina Sarra, Il dirigente della Regione Abruzzo Franco Geradini, per la Polizia provinciale di Pescara risultano indagati il comandante Giulio Honorati ed Antonio Ricordi e per Edison il presidente del consiglio di amministrazione del colosso della chimica,Jean Bernard Levy e l’amministratore delegato Marc Benayoun. Si tratta dell’area industriale del sito Montedison che produceva fertilzzanti chiuso dal 1964 nel quale sono stati ritrovati elementi pericolosi per la salute umana fino ad 8 metri di profondità nel terreno. L’inchiesta del sostituto procuratore di Pescara Salvatore Campochiaro, che conta sei indagati tra vertici Edison, amministratori e dirigenti locali ed esponenti della polizia provinciale

É proprio dagli esposti del 2017 del Movimento 5 stelle che è partita l’inchiesta per le aree satelliti del Sito d’interesse nazionale per la bonifica legate al Polo chimico di Bussi officine, esattamente il sito industriale di Piano D’Orta (nel Comune di Bolognano), sino al 1964 gestito da Montedison in cui si producevano fertilizzanti. Sino ad 8 metri di profondità è stata accertata la presenza di rifiuti industriali, parliamo di oltre 30 mila m³ di materiali inquinanti come arsenico, rame, piombo, cobalto e zinco. Nell’esposto, il Movimento 5 stelle contestava il ritardo sulla caratterizzazione e messa in sicurezza di emergenza.

“A distanza di 10 anni e dopo numerose riunioni tecniche e Conferenze dei servizi, fra l’Abruzzo e Roma, non si è stati in grado di mettere in sicurezza l’area – spiega la consigliera regionale del Movimento 5 stelle Sara Marcozzi – Eloquente l’estratto del verbale di una conferenza dei Servizi nella quale il ministero chiede al soggetto attuatore, il Comune di Bolognano, di avviare una copertura, anche provvisoria, dei rifiuti. E non sono stati in grado di apporre sull’area neanche un telo resistente per evitare il dilavamento dei rifiuti da acque piovane” sottolinea la candidata alla presidenza dell’ente  regione. Nell’esposto si rimarca la tardiva diffida al responsabile dell’inquinamento. “Come accaduto per Bussi, gli enti preposti al controllo arrivano tardi – dichiara Marcozzi – Infatti solo il 22 maggio 2015, a distanza di 8 anni dalla scoperta, come si evince dai documenti, arriva la diffida alla bonifica della Provincia (di Pescara ndb) al soggetto responsabile dell’inquinamento, Edison spa. Ritardi che pesano come un macigno rispetto all’eventuale contenzioso che certamente sarà in divenire, gravando anche sulle casse delle pubbliche amministrazioni che hanno dovuto anticipare ingenti somme per la realizzazione del Piano di caratterizzazione. “La tardiva diffida al proprietario delle aree – si spiega nellesposto – Anche in questo caso la Conferenza dei servizi impiega anni per mettere in atto la diffida alla messa in sicurezza demergenza nei confronti del proprietario delle aree. Messa in sicurezza a tutt’oggi inattuata –  e ancora – Il buio e il vuoto sulle aree extra Sin. Nel resoconto della conferenza dei servizi, a febbraio 2015, il Comune di Bolognano deposita a integrazione del Piano di caratterizzazione, su richiesta del Mattm un Rapporto dei risultati di analisi di rischio relativi alle aree esterne e limitrofe del Sin. Di tale rapporto non conosciamo il contenuto né, nella conferenza dei servizi, vi si fa accenno. La aree extra Sin potrebbero essere immacolate oppure potrebbero avervi riscontrato inquinamento e contaminazione. A distanza di 10 anni non è dato saperlo – conclude la candidata del Movimento 5 stelle – Mi auguro che la magistratura faccia chiarezza”. I pentastellati chiedono chiarezza anche sulle responsabilità.

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