Abruzzo a Roma per mantenere il terminal bus a Tiburtina

Roma. Contro lo spostamento temporaneo, dalla stazione Tiburtina ad Anagnina, del capolinea dei bus abruzzesi oggi a manifestare tanti rappresentanti della Regione Abruzzo, sindaci ed amministratori locali, parlamentari, sindacalisti e delegati dei comitati di quartiere di Anagnina e Tiburtina, tutti scesi in piazza per ribadire, con fermezza, il no alla scelta della giunta capitolina di delocalizzare il terminal bus. Presenti anche l’assessore regionale del Lazio, Massimiliano Valeriani, il consigliere comunale di Roma, Giovanni Zannola, e Confindustria Abruzzo. 

«Ritengo che la giunta Raggi debba assolutamente rivedere questa decisione, che mortifica gli abruzzesi – spiega il consigliere della Regione Abruzzo Maurizio Di Nicola – Questa scelta, se attuata, allontanerà ancora di più Roma dall’Abruzzo e questo è inaccettabile. Studenti, lavoratori e pendolari, molto probabilmente, saranno costretti a rivedere anche le proprie scelte di vita lavorative e familiari per effetto dell’allungamento dei tempi di percorrenza. La nostra Regione non si è mai sottratta dal fornire leale collaborazione Istituzionale al Comune di Roma. Se non vi saranno ripensamenti, sarò costretto a rivedere la posizione politica del mio Gruppo rispetto alla disponibilità ad accogliere i rifiuti proveniente da Roma negli impianti di trattamento presenti sul mio territorio. Ci siamo francamente stancati di essere forti e gentili con chi non apprezza questa nostra caratteristica» conclude Di Nicola.

Non mancava una delegazione del Comune di Sulmona, guidata dal presidente del Consiglio comunale Katia Di Marzio. Con un ordine del giorno approvato nell’ultima seduta dell’assise civica sulmonese, oggi la delegazione ha ribadito con forza e determinazione la contrarietà alla delocalizzazione del terminal bus da Tiburtina ad Anagnina, secondo le intenzioni della giunta capitolina. “Abbiamo sottolineato il forte disagio che subirebbe l’utenza del Centro Abruzzo e in particolare i moltissimi pendolari che quotidianamente si recano a Roma per motivi di lavoro, studio e salute, costretti ad allungare di molto i tempi, sia all’andata che al ritorno, rinunciando ad un sito attualmente agevole per i collegamenti con l’aeroporto o con gli snodi ferroviari e metropolitani” afferma il presidente Katia Di Marzio. L’assessore Antonio Angelone ha evidenziato lo sgarbo istituzionale: “Ci saremmo aspettati dialogo istituzionale da parte della giunta Raggi, in considerazione soprattutto dei buoni rapporti che intercorrono tra Sulmona e Roma, attinenti sia all’aspetto culturale, nell’anno del Bimillenario ovidiano, sia all’emergenza rifiuti, visto che il Comune di Sulmona ha mostrato disponibilità consentendo la lavorazione dei rifiuti della capitale negli impianti di Noce Mattei. Siamo al fianco dei pendolari che verrebbero fortemente penalizzati se fosse spostato il terminal” collegamenti più comodi e rapidi con la capitale renderebbero più appetibile l’Abruzzo per investimenti e turismo.

CasaPound Abruzzo interviene sulla difficile situazione del trasporto pubblico regionale: “Le proteste odierne, compreso lo svolgimento proprio nella Capitale di una seduta straordinaria del consiglio comunale aquilano, sono sicuramente condivisibili nella misura in cui riusciranno ad ottenere un risultato concreto, cioè il blocco di un trasferimento che danneggerebbe gravemente tutti i pendolari abruzzesi – afferma Stefano Flajani, esponente di CasaPound – Non possiamo tuttavia esimerci dal rilevare come solo in questo caso, in cui si tratta di ‘sparare sulla croce rossa’ attaccando la giunta pentastellata di Virginia Raggi, tutta la politica abruzzese di centrosinistra e di centrodestra, dal presidente vicario della Regione Giovanni Lolli agli amministratori comunali aquilani, si siano mobilitati in forze. La stessa classe politica, invece, non sta muovendo un dito, nonostante le rassicurazioni a suo tempo fornite dal consigliere Pietrucci e l’approvazione di una risoluzione da parte della competente commissione regionale, per difendere la natura di servizio minimo essenziale delle tratte interregionali Avezzano-Roma, Sulmona-Roma, L’Aquila-Roma e Giulianova-Teramo-Roma, le prime due già assegnate come corse commerciali a Sangritana spa e destinate a essere seguite in breve tempo dalle altre per decisione della Regione Abruzzo guidata da D’Alfonso. Ancora una volta – conclude Flajani – le aree interne, che non dispongono neanche di adeguati servizi di mobilità alternativi come quello ferroviario, vengono penalizzate dalle scelte di una classe politica pronta a rumoreggiare quando si tratta di raccattare qualche voto a spese dell’avversario di turno, ma silente e ossequiosa nei confronti delle assurde decisioni prese dai propri vertici. Di fronte a questa fiera dell’ipocrisia CasaPound proseguirà con coerenza sulla propria strada, tesa sempre e comunque alla difesa disinteressata dei diritti dei cittadini abruzzesi”.