Terminal bus ad Anagnina? Lolli: Abruzzo aiuta Roma per rifiuti, ci aspettiamo ascolto adeguato

“Sommessamente, faccio una considerazione: noi un anno fa siamo andati in soccorso del Comune di Roma e lo abbiamo fatto con piacere e perché riteniamo che ci debba essere una corretta solidarietà tra le istituzioni” potrebbe essersi ispirato al nostro articolo (qui) il vice d’Abruzzo Giovanni Lolli che non parla di ricompensa, piuttosto di un adeguato ascolto alla richiesta di non trasferire il capolinea delle corriere abruzzesi ad Anagnima. Anche se fosse temporaneo il passaggio sarebbe deleterio anche perché ne capitale ormai tutto diventa eterno.

L’Abruzzo sta ancora accogliendo i rifiuti di Roma vista la deroga per continuare a smaltirli sino a fine dicembre, altrimenti per la capitale sarebbe già emergenza. Quella stessa emergenza che nel febbraio 1994, a Napoli, aprì le porte alla criminalità che da anni si preparava – formando invasi e assoldando milizie – per trasformare una regione, incantevole e florida come la Campania, nella Terra dei fuochi e, fatto il pieno, spalmare ancora i rifiuti industriali e tossici un po’ ovunque in Italia. “Ci aspettiamo un adeguato ascolto a questa nostra ragionevolissima richiesta” si augura il vice d’Abruzzo per la delocalizzazione del terminal bus dalla stazione Tiburtina di Roma ad Anagnina.

Potrebbe essersi ispirato al nostro articolo il vice d’Abruzzo “Quando il Comune di Roma si è trovato nella condizione di rischiare di vedersi la spazzatura in strada noi abbiamo dato la nostra disponibilità. Non è stato facile e ci siamo presi anche numerose critiche qui in Abruzzo, ma penso che abbiamo fatto bene a prendere in gestione in regione, nei nostri siti di smaltimento, una parte consistente della spazzatura prodotta nella città di Roma”. In breve spostare ad Anagnina il capolinea delle corriere abruzzesi è un errore madornale per le migliaia di abruzzesi che ogni giorno vanno a lavorare a Roma, per romani che hanno deciso di vivere nella nostra regione mantenendo il lavoro nella capitale o perfino per quella quota di romani che viene a lavorare in Abruzzo. “La comodità di quello spostamento è un fattore decisivo: ci si inserisce subito nella rete della mobilità romana – aggiunge Lolli – Il Comune di Roma ha valutato bene cosa succederà? Già oggi la strada più intasata e che più s’ingolfa nella metropoli romana è il cosiddetto tronchetto dell’uscita della A24. Si tratta di traffico privato; una parte è spostata sul traffico pubblico perché c’è una convenienza ad arrivare sulla Tiburtina. Quando si toglierà questa convenienza molti sceglieranno di usare il mezzo privato, con un ulteriore e pesantissimo ingolfamento su quel tratto di viabilità, che è un tratto urbano”.    Secondo Lolli c’é anche un altro aspetto, di tipo strategico: “Da tempo stiamo lavorando perché la grande scelta strategica transnazionale, cioé di dove debba passare il corridoio europeo che può avere 3 direttrici porto di Livorno, porto di Ancona e porto di Napoli-Salerno porto di Bari, porto di Civitavecchia porto di Ortona. La questione è decisiva. La famosa Zona economica speciale (Zes) l’abbiamo impostata anche intercettando questo corridoio. Se questo corridoio funziona ed è scorrevole questa cosa porta vantaggi essenziali all’Abruzzo e al Lazio. Se noi lo rendiamo così inapplicabile, come sarebbe spostato sull’Anagnina, ci perde l’Abruzzo e ci perde anche il Lazio. Ecco perché lo stiamo facendo insieme alla Regione Lazio” conclude il presidente vicario di Regione.

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