Prima personale a Milano per Valentina Colella, abruzzese di Introdacqua

Un anno con la galleria Amy-d Arte Spazio e ora la sua prima personale a Milano. Una rande Valentina Colella oggi  fa il punto sulla sua ricerca mettendo in mostra una sintesi del percorso artistico che dal 2013 l’ha portata a conquistare ambite vette nel mondo dell’arte, imponendosi in questo 2018 pieno di sorprese per l’artista 34enne originaria di Introdacqua (Aq) incantevole cittadina della valle Peligna.

 R.I.P. La pace che mi hai dato. La pace che mi hai tolto. (2017) è una installazione composta da 15 gruppi di carte fine art intagliate a mano. Un’opera inedita che anticipa Quello che resta grande installazione: presentata nelle sale di palazzo Reale ad ottobre per il 19° Premio Cairo, dove è stata finalista. Il percorso espositivo prende il via con la pittura Filling the sky_(pink45) un monocromo del 2017 rosa shock (370 cm x 250 cm – realizzato con un pennello n.2), stratificazioni di pigmento con acqua e nuovi lavori del 2018 dopo aver ricevuto in dono Perlux 8300, una vernice dotata di riflessi tipici della madreperla. Sempre utilizzando il Perlux, Valentina Colella si è cimentata con la scultura, 145 stelle realizzate per il IV capitolo del suo progetto internazionale Where the stars sleep precedentemente ambientato in Uruguay e Sud Africa.

Colella costruisce una sequenza di lavori legati all’immagine guida del trauma, partendo da un’esperienza di lutto legata al social Facebook. “La schermata di Google maps bloccata sulla sua abitazione e nella porzione di cielo appare un elemento determinante – a raccontare la più recente opera dell’artista abruzzese è un mito del mondo dell’arte e dell’estetica, Valerio Dehò – Lo stesso è elaborato dall’artista in forma pittorica e in intagli su carta. La banalità e la pericolosità dello screenshot diventano legame tra la fisicità dei gesti del dipingere, dell’incidere con il taglierino e la virtualità del Web. Reale e virtuale diventano un gioco di specchi che amplifica le immagini e le fanno sembrare in attesa di un’evoluzione. Nella sequenza per Amy-d Arte spazio il tema del volo dal rosa shock va verso il bianco con la serie Filling the sky_(white perlux 8300): il lutto viene elaborato, il rito di cordoglio si compie come se Valentina Colella dopo 5 anni riuscisse a dare un senso all’assenza attraverso l’opera Quello che resta. Il vuoto torna ad essere tale, ma trova una spiegazione”.

“L’abbandono è un viaggio attorno a me stessa che esorcizzo lavorando sull’evanescenza dell’esistenza – spiega Valentina Colella – Con modalità ossessiva riproduco il soggetto per portarlo alla sua scomparsa. Ripetuto allo strenuo fino all’ultimo atto della dissolvenza”.

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