Altri Pini tagliati: appello per la ripiantumazione al sindaco di Pescara

Pescara. Altri Pini tagliati nel Capoluogo Adriatico, questa volta in un luogo identitario, il Giardino Paparella, di fronte alla centralissima piazza della Rinascita. Proprio lì c’è Villa Urania (Villa Treccia) che ospita il museo di maioliche della Collezione Paparella Treccia Devlet. Storica ambientalista abruzzese, Edvige Ricci fa appello al sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, per una ripiantumazione di pini in sostituzione di quelli tagliati nell’incantevole ed odoroso giardino donato alla comunità del Capoluogo adriatico.

Immagine di copertina da Museo Paparella Devlet

Immagine da https://www.museopaparelladevlet.com/
Foto Museopaparelladevlet

Sig. Sindaco,

la lettera che le scrivo mi è venuta da un impeto del cuore. Scaturito dal dolore per aver visto tagliati e asportati, dal giardino Paparella e dal suo arredo identitario, alcuni rigogliosi e sani pini, messi a dimora da quei generosi  coniugi come “naturale” scelta di cittadini amanti della propria città, in una casa situata all’angolo dello storico Viale, denominato guarda caso,  dei Pini !

Aldilà di ogni argomentazione, a difesa o accusa del gesto, il mio primo istinto è stato di  chiedere  scusa ai coniugi Paparella. Chiedere loro scusa come cittadina di Pescara che ha gratuitamente ricevuto un dono straordinario di bellezza, in natura ed arte, perché  possa  ancora goderne.

Avremmo perciò dovuto almeno chiederci che cosa  avrebbero fatto loro, per la cura del “loro” giardino e dei loro alberi. 

Avremmo dovuto ascoltare la memoria di una coppia che ha speso la propria esistenza nell’amore reciproco e in quello verso la natura, l’arte e la città  in cui vivevano. Regalandocene i frutti e invitandoci  implicitamente ad esserne degni. Forse dovremmo prenderci un impegno in più e caricarci di riconoscenza maggiore. Comportandoci  di conseguenza. E adesso?

Mi  sembrerebbe necessario, come atto  minimale di scuse, la veloce ripiantumazione di altrettanti pini con la cura e l’arte dovute, sia nella fase di  impianto che in quella di crescita,  e con pensiero grato a chi generosamente ce li ha  lasciati in prestito.

Perché scrivo a Lei ? Per chiederle di intervenire come Primo Cittadino, in nome della cittadinanza a cui quel dono è stato indirizzato, e far operare in tal senso i responsabili della gestione della villa,oggi pubblica, ottenendo la più veloce e migliore sistemazione e cura dei nuovi pini da reimpiantare.

Chiedo scusa per il tempo che le sottraggo, ma quei pini ci chiedono un impegno in più. Augurandole buon lavoro.

Edvige Ricci