Bomba: Negata l’estrazione di gas per rischio sismico indotto

“Abbiamo vinto una battaglia in cui tutti ci davano per sconfitti ancora prima di iniziare, ma insieme si può” scrive in una nota il Comitato gestione partecipata del Territorio alla notizia della pubblicazione dell’atto (2848 del 26/10/2018) del Comitato valutazione d’impatto ambientale (Via del ministero dell’ambiente) che ha espresso parete negativo al progetto di estrazione del gas a Bomba.  per sismicità indotta.

Rischio di sismicità innescabile dalle estrazioni, è questa la ragione principale che ha portato la Via nazionale a bocciare il progetto, l’ennesimo che punta a svuotare il sottosuolo dell’area di Bomba ricco di gas naturale utilizzabile solo se si intende mettere a rischio la popolazione. Anche la Commissione di Valutazione d’impatto ambientale ha rilevato i rischi derivanti dalla presenza, proprio nell’area del giacimento, della sorgente sismogenetica Deep Abruzzo Citeriore basal thrust (che abbiamo definito Faglia profonda per la parte Occidentale della Maiella e che si allunga dalla provincia di Chieti a quella dell’Aquila) ritenendo dunque rischioso un eventuale innesco della sorgente con conseguente sisma di grande magnitudo che metterebbe in discussione anche la stabilità della diga di Bomba (Ch). Carenti inoltre gli studi sul progetto presentati dalla società proponente. Sulla sismicità innescata dalle estrazioni di idrocarburi, in America, è impegnata quotidianamente su questo aspetto la ricercatrice italo americana Mariarita D’Orsogna, questa decisione  della Commissione Via nazionale apre la strada alla nuova frontiera della conoscenza bilanciata dal diritto di precauzione.

Pioggia di ringraziamenti dal Comitato per il risultato ottenuto, scrive Massimo Colonna, coordinatore del Comitato: “In qualità di presidente del Comitato di cittadini Gestione partecipata territorio, che dal 2010 ha lottato strenuamente per raggiungere questo importante risultato, ringrazio di cuore tutti i cittadini di Bomba e dintorni che non ci hanno mai fatto mancare il loro sostegno. Stringo in un affettuoso abbraccio tutte le ragazze ed i ragazzi del Consiglio direttivo del Comitato, straordinari compagni di un viaggio che sembrava senza meta e senza fine. Ringrazio le associazioni ambientaliste Legambiente e Wwf che ci sono state sempre vicine sin dall’inizio e, come ho sempre fatto, menziono con immensa stima e riconoscenza Luzio Nelli e Fabrizia Arduini, nostri fratelli maggiori. Ringrazio tutte le altre associazioni ambientaliste che hanno condiviso la nostra battaglia. Ringrazio tutte le relatrici ed i relatori che ci hanno dedicato tempo e professionalità gratuitamente e che hanno partecipato alle numerosissime assemblee pubbliche. Ringrazio tutti i sindaci e le amministrazioni locali che ci hanno sostenuto. Ringrazio la Provincia di Chieti e la regione Abruzzo che insieme a noi ed a tutti i comuni interessati hanno condiviso le nostre tesi ed hanno sottoscritto i fondamentali documenti di contrapposizione al progetto inviate al Ministero dell’Ambiente. Personalmente ringrazio Enrico Di Giuseppantonio che da Presidente della Provincia di Chieti con determinazione e senza calcoli politici ha sostenuto la nostra battaglia all’epoca in cui doveva decidere la regione Abruzzo. Ringrazio il sottosegretario della regione Abruzzo con delega all’Ambiente Mario Mazzocca per il suo contributo decisivo nella firma congiunta dei documenti. Ringrazio il Senatore Luciano D’Alfonso, che da Presidente della regione Abruzzo, ha partecipato all’ultima nostra assemblea pubblica a Bomba a gennaio di quest’anno ed ha sottoscritto i nostri documenti – conclude Colonna – É stata un’esperienza fantastica che umanamente ci ha dato tantissimo e ci ha fatto crescere come individui e come protagonisti della vita civile perché, oltre al raggiungimento dell’obiettivo, ci ha insegnato che il metodo democratico è sempre il migliore per stare insieme, per fare politica e per partecipare alla gestione del territorio”.

mariatrozzi77@gmail.com

Archivio

La Faglia Profonda: sotto il Morrone c’è di più. No a Centrale e Metanodotto Snam sull’Appennino si a ricostruzione e scuole sicure