Non c’è posto alla Rems aquilana, altra insicurezza nelle Aree Interne

Per la donna di Sulmona (Aq) beccata per l’ennesima volata a rubare, dopo l’evasione dagli arresti domiciliari, è scattato il ricovero all’ospedale San Salvatore dell’Aquila in attesa che si liberi un posto nella Rems aquilana, struttura che sostituisce dal 2015 gli ospedali psichiatrici giudiziari. Tra Sulmona e Alto Sangro sembra proprio che ci siano dei soggetti (certificati come) socialmente pericolosi non ancora affidati a questa struttura, probabilmente sono 4

Si è cercato anche in strutture di altri territori, purtroppo è difficile trovare un posto nelle Rems. A certificare che la 39enne è malata sarebbe una relazione del responsabile del Centro di cura Peligno a cui è stata affidata una valutazione sulla salute psichica della signora. Cleptomane dunque, in estrema difficoltà e va seguita, ma come tante altre persone con problemi analoghi, oltre alla malattia mentale la famiglia deve combattere con la fortissima ostilità di coloro che non comprendono questo particolare genere di malattia continuando a guardare il malato con i parametri e i giudizi che si riferiscono ad una persona sana di mente. É tra le categorie la più svantaggiata perché continua a fare i conti non solo con i tagli della spesa sanitaria, ma con la poca attenzione istituzionale per certi argomenti e certe classi sociali. Già un malato di mente è un grave problema, figuriamoci quando ha precedenti penali, dovuti spesso propri alla sua malattia. I pochi posti a disposizione nella Rems dell’Aquila (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) sono con il conta gocce perché altrimenti la struttura si trasformerebbe in un’altra prigione, come quelle detentive degli ospedali psichiatrici giudiziari. Occorre un intervento risolutivo della questione che non metta in pericolo la comunità e garantisca a queste persone le cure e l’assistenza adeguata. Vanno seguite, assistite e non lasciate sole, occorrono altre strutture.

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