Taglio di alberi. Sull’Altopiano delle 5 Miglia si radono al suolo gli storici filari

Stanno abbattendo i filari storici dell’Altopiano delle 5 Miglia, da ieri mattina. Sui 9 km di statale 17 nell’Altopiano, a 15 gradi anche stamane degli operai sono all’opera sulla settantina di pini ai margini della carreggiata. Saranno tagliati tutti, dicono, perché non sono più buoni. Una reazione non proprio scontata che segue le vittime del maltempo di questi giorni. I fusti contribuiranno a rimpinzare qualche centrale a biomassa anche se, riferiscono, sono pieni di chiodi.

Aggiornamento 1 e 2

L’altopiano sta praticamente cambiando volto con questo ennesimo intervento d’abbattimento ai margini della statale gestita da Anas.

Il vento forte ha battuto sulla piana con raffiche che hanno raggiunto i 150 km/h e tra domenica e lunedì la strada era piena di rami e qualche sempreverde. Forse per questo si sta procedendo, da ieri mattina, al taglio dei fusti. Una messa in sicurezza che lascia basiti. Non si tratterebbe di eliminare solo gli alberi meno sicuri, ma alcuni operai confermano che dello storico filare non resterà praticamente nulla, se non il ricordo in cartolina o di qualche foto di turisti e viandanti e di un video storico trasmesso dai canali di una società da cui nacque la seconda tv commerciale nazionale (ai tempi Finivest), dopo Videoesse di Sulmona (Aq), di fatto. Abbattimento che non sarebbe mai stato nemmeno immaginato sul finire degli anni ’80 quando chi di competenza sapeva a cosa quegli alberi servivano, curati e apprezzati. Una casa farmaceutica decise di affidare all’area montana e ai filari della Piana, d’Inverno, il lancio con uno spot del suo prodotto di punta (qui), utile agli sportivi come agli sciatori delle località turistiche dell’Alto Sangro, tra cui Roccaraso (Aq).

Storico spot girato sull’Altopiano

Réclame che rese famosi e noti, a tutta Europa, gli altipiani abruzzesi e il tratto con le caratteristiche file di sempreverdi abruzzesi. Alberi ai tempi manutenuti, all’ingresso della località montana più gettonata dopo quelle del Nord sulle Alpi. Vennero piantati proprio per sicurezza così per orientarsi, durante le bufere, e capire dove fosse la strada. Sono stati piantati anche per tenere i fianchi dell’asfalto sulla strada della piana che a Primavera e Autunno spesso si allaga in più punti ammorbidendo il suolo a tal punto che il terreno cede, l’area è quella prossima ai Quarti. Così presto cederà l’asfalto, prima compariranno ai margini le crepe se non si provvederà ad un rimpiazzo degli alberi, un disastro senza canali di scolo e con qualche paletto a segnalare i margini che, durante le bufere e le tormente, si confondono con la  neve. I fiocchi si congelano su di essi. Tutti i pini sulla statale 17 dell’Altopiano delle 5 Miglia sarebbero condannati a morte, destinati all’abbattimento, sarà cancellato l’incantevole paesaggio della landa ad oltre 1200 metri di quota. Scompare una caratteristica di questa arteria stradale che collega l’Alto Sangro all’Alto Gizio e la valle Peligna, alberi che non hanno colpa degli incidenti stradali mortali sul tratto per la velocità sostenuta e le distrazioni alla guida. Sull’Altopiano, conosciuto come Siberia italiana, per i pini si poteva immaginare una sorte meno drastica.

Tra le soluzioni alternative anche quella d’installare dei tiranti per tenderli sul lato opposto alla strada, ma come sempre è molto più facile e meno faticoso eliminare ciò che sembra non essere utile all’uomo. Quando però la neve cadrà copiosa sull’Altopiano l’errore sarà evidente ai poveri malcapitati costretti alla cecità su una strada vuota e oramai invisibile.

mariatrozzi77@gmail.com

 

 

 

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