Per tantissimi cittadini il ‘Porta a porta’ è superato per la differenziata dei rifiuti

I comitati di quartiere a Teramo considerano superato il sistema di raccolta differenziata porta a porta.  E ne sono convinte tutte le realtà abruzzesi dove la raccolta domiciliare ha portato alla scomparsa dei cassonetti, dei cestini per i rifiuti senza sostituirli con quelli per la raccolta differenziata e così sbucano buste d’immondizia ovunque. 

Cocullo (Aq) foto Maria Trozzi Riservati tutti i diritti sulle immagini del blog Report-age.com 

Sacchi di rifiuti seminati per strade e campagne, è un disastro, poche le località che prevedono un sistema di raccolta anche pubblico, oltre al porta a porta, tra queste Popoli (Pe) e Cocullo (Aq) dove le strade sono pulite pulite e senza buste di plastica in giro. Un problema quello dei rifiuti domestici, abbandonati su strada, che interessa il 50% dei comuni italiani che sono apssati al porta a porta  e circa l’80% dei cittadini. E invece d’informarsi sugli aspetti negativi del passaggio al porta a porta basta una semplice maggioranza a dettare l’obbligo del passaggio alla raccolta domiciliare. Dal rodaggio, molte realtà non hanno ricevuto alcun beneficio sulla tariffa nonostante le promesse di una riduzione del costo del servizio raggiunta una certa percentuale che è stata persino superata. Ssi rilevano e si lamentano seri problemi di proliferazione di micro discariche abusive ai margini delle strade provinciali e statali e non si fanno nemmeno le derattizzazioni perché molti comuni sono sul lastrico. Certi aspetti dovrebbe ro essere approfonditi non tanto per un ripensamento, ma per una raccolta porta a porta che non crei danni all’ambiente e disagi ai cittadini e che porti ad un miglioramento della qualità della vita e non ad una semplice promessa di riduzione delle bollette e delva tariffa. Un sistema di differenziata magari onesto, attraverso delle integrazioni indispensabili per non essere sommersi dai rifiuti e per non pagare oro il servizio di smaltimento soprattutto se i rifiuti vengono trattati nei costosi impianti di recupero pagati dai cittadini e gestiti da privati o società di Comuni che tendono a rpivatizzarsi. Il Wwf Teramo però si dice favorevole ad un sistema che sta trasformando l’Abruzzo nella discarica verdognola d’Europa.

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